SQUITTY

Squitty non è ovviamente il mio vero nome.

È solo uno dei tanti soprannomi, che mi sono stati affibbiati, ma è l'unico, che è sopravvissuto e l'unico cui sono realmente affezionata.


Sono mamma, moglie, casalinga, non frustrata e men che meno disperata.

Lo sono per scelta, anche se non è stata una cosa pianificata.

Lo sono diventata, favorita dai casi della vita, il che non necessariamente coincide con qualcosa di positivo.

Ci sono arrivata gradualmente, senza rendermene conto.


Ci sono stati anche momenti, in cui questo status mi è parso inadeguato ai tempi, poco degno di essere preso in considerazione, creandomi pure dei dubbi sulla validità della scelta.

Momenti passeggeri comunque.

Con il tempo è subentrato l'orgoglio per quello che sono. La consapevolezza, che valgo tanto quanto un'altra persona.


Non mi interessa realizzarmi fuori casa, mi realizzo abbondantemente nelle cose, che invento e negli interessi, che ho.

Tanti (troppi?), il tempo non basta mai.

Leggo un libro, che mi piace, e ne comprerei dieci, ricamo una tovaglietta e ricoprirei il mondo di crocette, faccio un viaggio e divento la Susy di Turisti per caso.

È tragicamente così con tutto: quando mi dedico ad una determinata attività essa diventa, in automatico, la più bella del mondo, quella che non smetterei più di fare, quella che … ma non potevo pensarci prima?

Il fatto è, che amo le mie cose, le amo tutte., anche se - e questo è veramente ridicolo, lo so - mentre sono impegnata con una, penso con rammarico ad un’altra e al tempo, che ad essa sto sottraendo.

Farei tutto oggi, ma anche un po' domani. E vorrei averlo fatto ieri.

Sì, perché – mi hanno detto – ci sono solo 24 ore in un giorno e questa è veramente una sfiga!

Ho talmente tante cose in testa, che a volte spendo più tempo a decidere cosa fare che a fare davvero. Una sorta di panico da scelta legato soprattutto alla consapevolezza, che tutto non posso fare e fare solo una cosa per volta – scelta ovviamente preferibile – è piuttosto frustrante.


In generale mi frega l’entusiasmo, perché quando un qualcosa mi prende, mi ci butto a pesce.

Quando scatta la molla e avvio un nuovo progetto, tutto il resto viene accantonato senza pietà.

Ecco perché la mia to do list è infinita e non si esaurisce mai.


Questo, purtroppo, fa anche aumentare in maniera esponenziale il numero di miei incompiuti.

E questa non è certo una cosa, di cui andare fieri.


Ma che ci posso fare? Io sono così.


E nell’armadio ci sto davvero bene!


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