Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

SCRIVIMI


Come appaiono remoti i tempi in cui, da bambina, in estate, scrivevo cartoline ai compagni di scuola delle elementari. 
Più o meno nella preistoria.
La speranza che le ricevessero, che non andassero perdute, che arrivassero prima del mio ritorno dalle vacanze, rimaneva viva e costante per settimane.
Vivevo in trepidante attesa di un incontro casuale fra mamme per sapere, dalla mia, che il destinatario aveva ricevuto la missiva e che, naturalmente, ne era stato contento. 
Si, ma ci volevano giorni e giorni. 
Magari passavano pure tutti i tre mesi estivi prima di avere notizie certe.
Altrettanto lontane mi sembrano le lunghe lettere all'amica del cuore. 
Scritte naturalmente a mano, su carta da lettera scelta con grande cura, venivano addobbate con ogni tipo di disegnino da adolescenti, preferibilmente legato a temi amorosi.
In ambedue i casi scrivere era un  evento, un momento tanto più piacevole quanto più raro. 
Mica scrivevi tutti i giorni! 
Quindi scelta (cartoline e carta da lettera non erano certo comprate a caso), preparazione (momento giusto, tranquillità, tavolo sgombro, attenzione a non fare errori, perché foglio rovinato = foglio buttato), scrittura.
Molte di quelle lettere e di quelle cartoline ancora esistono, chiuse dentro un bauletto di legno.
E devo dire che, al di là dei ricordi ad esse legati, mi rimane la nostalgia per quei rituali quasi sacri.
Adesso scriviamo tutti di più, scriviamo ovunque, scriviamo con tutto, sbagliando e correggendo senza fatica. 
Scriviamo peggio, scordandoci le più elementari regole grammaticali (sulle quali, peraltro, abbiamo tutti sudato copiosamente): scriviamo abbreviando, storpiando, stravolgendo la nostra lingua. 
Però scriviamo un sacco!
Basta un click e siamo in contatto con chi vogliamo, ovunque esso sia. 
Sempre con un click abbiamo il mondo a portata di mano e milioni di persone potenziali pen-friends (versione ante litteram di amici, followers e blog addicted).
La possibilità di raggiungere chi-come-quando-vuoi comodamente seduti sul divano di casa, riesce ancora a sorprendermi, nonostante il web sia ormai presente nella quotidianità di tutti.
La nostalgia per i tempi andati, comunque, non diminuisce affatto il piacere di ricevere messaggi virtuali di qualsiasi tipo essi siano.
Sono sempre parole per noi, pensieri per noi, tempo che ci viene dedicato.
Mi piace scrivere, mi piace leggere.
Non esitate, quindi, a contattarmi.
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