Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

23 agosto 2017

Il sacchetto per il pane

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Quello schema mi aveva colpito subito e già al primo sguardo avevo deciso, che qualcosa ne avrei fatto, anche se inizialmente non sapevo minimamente che cosa.

Mi piacevano i colori, mi piaceva la composizione nel suo insieme, mi piaceva il fatto, che fosse tremendamente estivo e io, si sa, adoro l’estate.

Il caso volle, che avessi un taglio di tela Aida né troppo grande né troppo piccolo, regolare, un rettangolo perfetto, che non chiedeva altro che essere usato.

La combinazione dei due fattori non poteva, che dare un risultato: un sacchetto. Il punto era, però, stabilire che cosa questo sacchetto dovesse contenere.

L’idea di ricamare un sacchetto per tenerci il pane nacque così, un po’ per caso, senza premeditazione, perché a ben pensarci un sacchetto per il pane proprio non mi serviva. O almeno non avevo mai pensato mi potesse servire.

Lo completai in un tempo piuttosto breve e aggiunsi una scritta, che non poteva lasciare spazio a dubbi sul suo contenuto.

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L’insieme mi parve decisamente riuscito e, a distanza di anni, ancora ne sono convinta.

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La particolarità, e forse anche il pregio di questo lavoro, sta nel fatto, che non avendo io all’epoca una macchina da cucire o avendola da poco – onestamente non ricordo – non ero minimamente in grado di chiudere il sacchetto con la precisione, che un ricamo del genere richiedeva. Quindi completare il lavoro fu un’operazione lunga e davvero laboriosa, perché il sacchetto fu cucito a suon di … crocette. Le crocette del punto croce, cioè, divennero i punti di cucitura, come potete vedere (cavandovi gli occhi) nelle fotografie qui sotto, che mostrano i due lati del lavoro.

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La difficoltà maggiore fu fissare la parte superiore del sacchetto, perché avevo deciso di creare due corsie per poter infilare il cordino di chiusura. Non volendo, naturalmente, lasciare l’orlo vivo, per rifinire perfettamente anche l’interno, potete capire quanto rognoso fosse infilare i micro buchi della tela Aida, passando per tre strati di tessuto.

Questo, comunque, il risultato finale. Che ne pensate?

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Per la cronaca il mio adorato sacchetto per il pane fu, qualche anno fa, infilzato con il forchettone dell’arrosto da un Pripi-cavaliere, che ferì quasi a morte l’avversario. La ferita non fu certamente mortale, ma sufficiente a provocare la mia subitanea crisi isterica. Tenendo conto che la prole non era, e non è, solita usare gli attrezzi da cucina come giocattolo, ancora oggi non mi capacito dell’insano gesto, che costrinse il poveretto nella cesta degli indumenti da riparare per un lunghissimo tempo. Non fu facile, infatti, capire come sistemare il danno, un bel taglio nel tessuto giusto giusto sul davanti poco distante dal ricamo. Nella primavera scorsa, comunque, con l’aiuto di un pezzettino di rinforzo molto leggero posto all’interno, il problema è stato risolto e il mio sacchetto del pane è tornato a svolgere il suo compito.


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9 commenti:

  1. Anch'io!!!!!! Anch'io preparai anni fa tovglia, tovaglioli, tovagliette americane e il sacchetto del pane con quello stesso schema a punto croce!!!!
    L'unica differenza è che la tela aida che usai io era quadrettata in rosso quindi in ogni riquadro c'era una parte del ricamo.
    Se trovo le foto te le faccio vedere. Non posso fotografarla perchè l'ha presa mia figlia per il suo alloggio nuovo.
    Bei tempi quando ricamavo! Ero seduta vicino a Vale che faceva i compiti. Lei lavorava con le penne e i colori ed io con ago e filo :)

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    1. Patri, ma veramente? Sono curiosa di vedere il tuo lavoro!
      Lo schema era dentro l'enciclopedia del punto croce - mi pare il titolo sia questo o qualcosa di simile - una raccolta di schemi a schede in 5 volumi.
      Bello questo quadretto di madre e figlia al lavoro!!!

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    2. Non ho foto e tovaglia e sacchetto lo ha preso la figlia andando a vivera da sola...

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  2. Bello!!! Fa davvero estate! ahahah povero sacchetto e povero Pripi! Come minino quella era stata la sua prima volta da cuoco-spadaccino e la tua crisi isterica lo avrà fatto desistere per sempre! cucire tre strati di Aida pensando di far combaciare i quadratini è quasi pura follia !!! Squitty temeraria !

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    1. Ahahahhha, vedo che hai capito la portata del lavoro, Maria. Comunque sì, i quadratini coincidono tutti ... e me ne vanto pure! Ahahahhaaha

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  3. Da perderci la testa con quelle cuciture! Accidenti che lavoraccio ... però la soddisfazione di un buon lavoro generalmente ripaga 😉
    Sacchetto del pane lo avrò usato forse 30 anni fa 😅
    Ora si compra e mangia solo al bisogno.
    La composizione floreale è allegra, con bei colori ^-^
    Marina

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    1. Io ho la prerogativa di infognarmi spesso in lavori folli. Questo è uno di quelli. E, immagino sia proprio per questo, poi mi stufo talmente tanto, che non ne faccio più!
      Guarda, Marina, il mio sacchetto del pane in realtà contiene il pane vecchio, mica quello fresco. Il pane non consumato, che è in attesa di diventare pangrattato o altro. Pure noi cerchiamo di prendere il pane, che serve.

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  4. Bello il tuo sacchetto, mi piace tantissimo il punto croce, ed il ricamo che hai scelto è proprio adatto al pane, giustamente!!
    Così "usato" ha un fascino inimitabile ^_^
    Maris

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    1. Ahahahaha, Maris, io l'avrei preferito meno "usato" visto quanto mi è costato in termini di lavoro, però ... incidenti di percorso! La cosa importante è essere riuscita a recuperarlo, perché mi sarebbe davvero dispiaciuto non poterlo più usare.

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