Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

25 dicembre 2014

25 dicembre - È Natale (e continuo pure il racconto di ieri)

Mi hanno chiesto la cena. L’hanno voluta veramente, ma vi rendete conto? Attorno alle 19 ho posto la domandina, più per cortesia che per altro, volete mangiare qualcosa? avete fame o non ne avete? Io speravo di continuare a starmene svaccata sul tappeto fra pc e cartoni animati e invece il pargolo seienne, come fosse la cosa più normale del mondo, ha richiesto la pasta. La pastaaaaaaaaaaaaaa, la sera di Natale! Mi sono venuti i conati di vomito, anche solo al pensiero di scaricare la lavastoviglie, figuriamoci all’idea di mangiare.

È che poi il carpaccio di zucchine improvvisato da Papallo e il misero pezzettino di formaggio, che mi ero imposta di mangiare, mi hanno messo una certa tristezza e non ho potuto fare a meno di attingere alla scorta di tiramisù di ieri sera (due fette senza neppure accorgermene). Ma questa non è colpa mia, sono stata indotta in tentazione.

Comunque sia, riprendo con piacere il discorsetto di ieri (pubblicato solo oggi), perché non mi piace lasciare le cose a metà ed ovviamente devo farvi gli auguri di Natale in pompa magna.

Vi stavo raccontando delle cavallette, giusto? Beh, gli antipasti sono durati praticamente una quindicina di minuti a farla grande. Non mi posso certo lamentare, mi hanno fatto onore, ma mi sarebbe piaciuto fare almeno un paio di foto, così tanto per avere un ricordino e per farveli pure vedere, ché una qualche ideuzza sfiziosa va sempre bene. E, invece no, vi tocca fidarvi sulla parola.

Avevo cominciato a fare qualche foto, ma poi – sinceramente – mi è passata la voglia (solo qualche passaggio dei peperoni in spirali di sfoglia). Vabbè!

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Accanto a questi, che non sono una mia ricetta, ma che sono diventati miei a forza di farli, ho preparato: tartine di salmone con salsa di avocado, bocconcini di formaggio e uva, mini muffin di piselli e salmone, cimprotti con gorgonzola, pere e noci  (e per capire cosa sono i cimprotti, potete leggere qui).

Cinque piatti di antipasti spazzolati alla velocità della luce e, roba da matti, a me sono toccate praticamente le briciole, perché tentare di capire come mettere le pile nel nuovo gioco del Pripi – e neppure l’ho capito – è stata una disattenzione fatale: mi sono girata e i piatti erano vuoti.

Comunque, come anticipato, la cena è stata rugantissima  (e mai termine risulta più azzeccato). Certo ‘sta cosa di parlare di Frank, mentre Frank se ne stava dentro i nostri piatti sotto forma di arrosto e cotechino, mi ha fatto un po’ strano, eh! Cioè, voglio dire, era come aver cotto un parente ed essere lì a mangiarselo, pure ridendoci sopra fra il resto. Roba che potrebbe far sentire cannibale chiunque.

Certo io non avevo un legame affettivo con Frank (in quel caso non avrei proprio potuto), ma loro sì che ce l’avevano. E in effetti gli hanno pure detto … Frank, ti abbiamo voluto bene … Gesù, glielo hanno detto davvero, che gli hanno voluto bene, però erano lì che se lo magnavano. Si magnavano Frank.

Frank era il maiale naturalmente. Era, perché adesso è diventato circa un quintale di carne dentro al freezer. Vantaggi di avere un’allegra fattoria questi!

Serata di risate comunque, anche se a me, davvero, vedere nipoti e figlio già così grandi, mi ha incupito assai. Cioè, mi spiego, una grande gioia vederseli tutti lì belli, grandi (più che altro enormi) e sani, ma io mi sono sentita un tantino … anziana? No, non è esatto, più che altro quella dall’altra parte della barricata. Ma non era l’altro ieri che ci stavo io da quella di parte?

Vabbè di nuovo!

E poi è arrivato oggi, troppo velocemente per i miei gusti, perché io me la dormivo della grossa, quando il Pripi ha dato la sveglia. Ogni tentativo di farlo tornare a letto è stato vano, neppure la mossa diversiva andiamo nel lettone è servita. Lui i pacchi sotto l’albero li aveva già visti, passando per andare in bagno, e l’occhiata lunga io l’ho notata, anche se naturalmente ho fatto la gnorri. Del resto la finta ho visto-ma-faccio-finta-di-non-vedere la facevo pure io, so come funziona!

Pensavo di svegliarmi presto, giocando d’anticipo, e di riuscire a passare di qui per gli auguri, ma non ce l’ho fatta. Arrivo solo ora, a giornata praticamente conclusa. Va bene uguale?

Auguro a tutti voi, cari lettori, uno splendido Natale. Ma splendido davvero!

Lo auguro in maniera particolare alle mie ormai amiche blogger, perché tutto quello che condividiamo quasi giornalmente è veramente qualcosa di speciale, che rende preziose le mie giornate.

(e del mio pranzo di Natale vi racconterò nei prossimi giorni, me cala la palpebra)

A prestoooooooooooooooo!

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24 dicembre - Il dubbio (post cominciato ieri e interrotto dall’arrivo delle cavallette)

Vigilia

Secondo voi, mi devo vestire bene per andare a mangiare da mia mamma oppure posso scendere di sotto in versione desperate housewife? No, perché io sarei pure comoda così come sono.

C’ho pure un pochino di abbiocco in questo momento …

Però, non temete, il mio dovere l’ho fatto: ‘sto anno mi sono toccati gli antipasti e ne ho sfoderati cinque in pochissimo tempo, roba da guinness dei primati. Non paiono neppure male. L’unico dubbio è che bastino. L’esercito dei nipoti sta per scendere a valle e quelli sono un po’ come le cavallette … spolverano tutto in tempo zero.

Ma non moriremo certo di fame, tranquille. Dopo la whatsuppata di ieri sera con l’anteprima delle vivande, so già che mangeremo, come non ci fosse un domani. E mica tanto di magro, come da precetto; si mangerà in maniera ereticamente pesante (il che giustificherà il mio più leggero pranzo di pesce di domani). Insomma tutto al contrario, si capisce.

21 dicembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO - Tutti i post 2014

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Giovedì sarà Natale e sarà anche l’ultimo giovedì del 2014, quindi non ci sarà, neppure volendo, la possibilità di preparare il tè.

Le ultime settimane sono state abbastanza piene e il nostro incontro è saltato, così come tante altre volte, nel corso dell’anno, il bollitore sul fuoco non ha emesso nessun fischio.

Insomma Un tè dentro l’armadio non è stato davvero quell’appuntamento fisso, che avevo progettato a gennaio. Tuttavia è sempre stato un bel momento di condivisione e, anche se la partecipazione non è stata grandissima, mi sono divertita parecchio.

Non ho ancora deciso, se replicherò l’esperienza nel 2015. Forse sì, forse no. Ho in testa alcune modifiche, ma le idee sono ancora poco chiare (anzi se avete un qualche suggerimento, ben venga!) e poi, come forse ormai saprete, cambio idea facilmente e mi piace lanciarmi in nuove avventure.

Detto questo, ringrazio tutte quelle amiche blogger, che hanno bevuto il tè in mia compagnia.

16 dicembre 2014

#CreiamoInsiemeNatale - La “signora del pane” ovvero un nuovo personaggio per il mio presepe

A volte basta davvero poco: una pigna, una pallina e un paio di piedini in legno, un anello dello stesso materiale arrivato chissà da dove, un pezzo di iuta ritagliato da una vecchia e consunta borsa per la spesa …

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… un gomitolo di morbidissima lana e un paio di ferri, un po’ di spago, un po’ di cotone.

10 dicembre 2014

Il mercatino del Zanella (4/4) - Candeline con i tappi di riciclo

Sabato ci sarà il mercatino natalizio della scuola materna (per noi ormai ex)  e io ovviamente ci sarò con il solito entusiasmo e la solita curiosità. Tuttavia, prima di lanciarmi in queste nuova esperienza, vorrei finire di mostrarvi i lavoretti, che avevo preparato per quello di giugno.

Dopo le margherite puntaspilli, i portamatite di cotone e spago e i portachiavi con i tappi di riciclo, è giunto finalmente il momento di queste piccole candele, che si preparano davvero in poco tempo e possono essere un gioco divertente da fare con i bambini, oltre che, naturalmente, un modo per smaltire le vostre raccolte di tappi riciclati.

Ho scelto dei tappi di media dimensione, tipo quelli del latte.

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Ho preso un foglio di gomma crepla color verde marcio,

9 dicembre 2014

Addobbi shabby chic

Quest'anno non mi posso lamentare, perché la produzione natalizia sta procedendo meglio del previsto e mi sto divertendo parecchio. Considerato che non siamo ancora a metà dicembre e che, normalmente, vado ad oltranza fino allo smontaggio dell'albero, direi che ho ancora un bel po' di tempo per potermi sbizzarrire.

Ieri, però, ho appeso all'albero gli ultimi addobbi terminati e sono arrivata alla drammatica conclusione, che non ho più un posto manco a pagarlo oro. Questo, dal punto di vista della creatività, é abbastanza tragico, soprattutto pensando in prospettiva. In pratica che diavolo mi inventerò nei prossimi anni?

Per fortuna il mercatino della materna mi ha fornito la scusa perfetta per produrre di più senza farmi troppi scrupoli di coscienza, ché – lo capirete pure voi – creare solo due o tre cosette non darebbe poi chissà quale soddisfazione.

Fra gli oggetti inventati per l’occasione ci sono gli addobbi, che vi presento oggi: una cosetta semplice semplice, ma – devo dire – di grande effetto, soprattutto personalizzabile in mille modi diversi.

Con l’aiuto di un barattolino di plastica ho disegnato su un semplice cartoncino dei cerchi.

5 dicembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (25/2014) - Da tenda per le mosche ad addobbo di Natale

tenda per le moscheC'era una volta una tenda per le mosche, che non era una tenda per le mosche, quanto piuttosto un'arma impropria. Sì, perché le mosche passavano tutte e lei, probabilmente infastidita dalla sua incapacità di assolvere alla sua funzione, si vendicava sui comuni mortali, tentando di ucciderli.

Naturalmente all'inizio non aveva mai dato segni di squilibrio: i primi tempi, anzi, ci si poteva quasi complimentare con lei per la porca figura, che faceva sulla porta della casa con le persiane verdi. Nulla aveva lasciato presagire la doppia vita di quel manufatto dalle umili origini.

Finché arrivò il vento, che detta così, fa tanto Chocolat  (V’là l’bon vent, v’là l’joli vent).

Fu infatti il vento a cambiare le sorti di quella tenda. Sì, perché bastò qualche leggera folata e i lunghi fili sottili cominciarono ad intrecciarsi, la loro danza, che in certi momenti sembrava frenetica, li portò a legarsi fra di loro in continuazione e le perline, che li adornavano nella parte terminale, contribuirono non poco a quel fastidioso intreccio.

Insomma la qualità assolutamente pessima della tenda venne fuori in tutto il suo splendore.

2 dicembre 2014

#CreiamoInsiemeNatale - Il treno dell’Avvento

35Se io, per il secondo anno di fila, tradisco il mio storico Calendario dell'Avvento per crearne un altro a tutto beneficio del Pripi, é solo colpa del Gran Generale, la Fanelli. L'anno scorso, infatti, una carrellata delle sue proposte, mi aveva messo la pulce nell'orecchio e mi aveva indotto a lanciarmi in un'impresa quasi disperata, perché all’ultimo – ma all’ultimo veramente – mi ero decisa a realizzarne uno pure io.

Quest’anno no, sono stata previdente, organizzandomi con largo anticipo. Certo pensare al Calendario dell’Avvento in piena estate forse è un po’ prematuro, ma l’occasione era troppo ghiotta per lasciarmela scappare.

Insomma, come dicono dalle mie parti, o massa o miga!

L’acquisto di una tovaglia cerata da mettere sul mio terrazzo, nella casa dalle persiane verdi, mi aveva messo su un piatto d’argento il materiale utile per costruire quello, che avevo in mente.

29 novembre 2014

#CreiamoInsiemeNatale - Quando il Natale è poesia

Creiamo il Natale insieme

Era settembre, era solo l'inizio,

ancora lontani dal freddo solstizio,

il Gran Generale fece l'appello:

Forza, venite, sarà molto bello!

 

Accidentaccio, siamo in ritardo,

Creiamo il Natale, di più non m’attardo!

Di legno, di foglie, di carta, di lana,

guai alla plastica, sennò é una grana.

 

27 novembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (24/2014) - Nuove lanterne shabby … (ancora?)

Io ve l’avevo detto e mi pare pure di essere stata abbastanza chiara: questo è l’anno delle lanterne. Quindi, se passate di qui, non ci scappate proprio, io ve le mostro proprio tutte.

Ché poi oggi è il giorno del tè e quindi, volendo, l’ho pure fatta furba: se volete fare filò con le altre amiche, sorseggiando beate la calda bevanda, vi tocca ciucciarvi pure lumi e lumini vari.

Non vi preoccupate, però, non è poi così tremendo. È come quando vi invitano a cena e vi mostrano le fotografie delle vacanze oppure dal ritrovo delle amiche salta fuori il venditore Tupperware. Nulla più di questo.

L’unica differenza è che io di luminarie non ne vendo.

La verità è che oggi sono incredibilmente in ritardo sulla tabella di marcia, perché ho passato tutta la mattinata a completare il Calendario dell’Avvento per il pargolo (tanto per non fare la brillante come l’anno scorso), che non è il mio Calendario dell’Avvento, ma quello a lui destinato.

Dunque, arrivata all’ora del tè, mi sono trovata un po’ nelle peste (della serie cosa scrivo?), perché io – come dicevo ieri in altra sede – non programmo mai i post, li scrivo, quando mi viene lo sghiribizzo (e questo vi fa già capire, che non sarò mai una grande blogger!).

26 novembre 2014

Il mercatino del Zanella (3/4) - Portachiavi con i tappi di riciclo

Il mercatino di giugno, come ho avuto modo di raccontare, era stato abbastanza improvvisato, perché era stata colta al volo l’opportunità di aggregarsi ad un’iniziativa di quartiere e, dunque, non c’era stato molto tempo per pianificare i lavoretti.

Così, esaurite le prime due idee (le margherite puntaspilli  e i portamatite di cotone e spago), mi sono veramente trovata in difficoltà, perché non essendo abituata a creare con una scadenza, vedevo il tempo correre e non riuscivo a focalizzare su nulla.

Ho deciso, quindi, di prendere spunto dai portachiavi con i tappi di plastica di Speedy Creativa. No, meglio, li ho copiati di sana pianta. Non è che si può sempre trovare qualcosa di originale da fare, no? Ovviamente i suoi sono più fighi dei miei, perché io la Big Shot mica ce l’ho, però mi sono arrangiata comunque.

Insomma, ragazze, quella che vi mostro oggi non è certo una genialata (non mia almeno), è solamente la mia interpretazione di una cosa già vista e che, non pensavo, al nostro mercatino è pure piaciuta parecchio.

21 novembre 2014

Portamatite tirolesi

Metti di aver fatto i crauti in tempi recenti e di averli fatti in dose ridotta, perché non c’era nessun ritrovo fra cugini in programma; metti pure di averli mangiati con la polenta fatta sul tuo normale piano cottura nel tuo normale paiolo e non sul fogolar a legna della bella casetta in montagna del cugino, che avrebbe dovuto invitarti, ma non l’ha fatto; metti, quindi, di aver dovuto comprare dei piccoli barattoli dei suddetti crauti, perché i soliti tre chili ti avrebbero spedito diritto a fare la lavanda gastrica; metti dunque di esserti ritrovata fra le mani dei minuscoli quanto deliziosi barattolini smaltati all’interno.

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Metti poi che, qualche giorno dopo, al mercato del giovedì, ti fossi trovata alla solita bancarella di biancheria della casa, la stessa in cui avevi comprato il tessuto giallo per la tenda della lavanderia, e ci avessi scorto due strofinacci vagamente tirolesi e l’associazione crauti-strofinacci tirolesi ti fosse arrivata in testa a tempo di record.

20 novembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (23/2014) - Käthe Wohlfahrt e la magia del Natale

La prima volta che l’abbiamo visto è stato come un fulmine a ciel sereno, un qualcosa di talmente inaspettato, che non ci credevamo quasi. Eravamo in Alsazia ed era estate.

La seconda volta, quasi tre anni dopo, è stata comunque una folgorazione, perché, pur essendo preparati, non pensavamo certo che fosse così grande e così magico. Era pieno inverno ed eravamo in Germania.

La terza volta la fredda giornata invernale aveva lasciato posto, sempre quell’anno  e sempre nello stesso luogo, allo splendido settembre bavarese e noi, nonostante la stagione, eravamo più determinati che mai.

L’ultima volta, in tempi recenti, il settembre bavarese è diventato un tantino alsaziano e, in un certo senso, è stato come fare un salto indietro di quattrodici anni.

Le peregrinazioni spazio-temporali descritte qui sopra potrebbero indurre a pensare ad esperienze sovrannaturali (tipo di quella volta che ho incontrato gli alieni), perché immagino non abbiate capito nulla di quello che ho appena detto.

19 novembre 2014

Cimprotti alla crema e … che ci facciamo se le crema è troppa?

Immagino sarete arrivati qui, perché i cimprotti di certo non li avete mai sentiti e probabilmente questo famosissimo piatto trentino vi incuriosisce parecchio.

Anch’io, come voi, non li avevo mai sentiti nominare, non almeno prima che Papallo, in accordo con la prole, coniasse il termine. A casa nostra, sapete, di nomignoli e stranezze ce ne sono tante (voglio dire … mica mi son chiamata Squitty da sola, eh!) e questa è solo una di queste.

Qui per cimprotti si intendono tutte quelle cosine sfiziose fatte con la pasta sfoglia o con la pasta brisée, quei rotolini cicciotti, che si riempiono con qualsiasi cosa dolce o salata, che vi passa per la testa, che in genere si preparano rapidamente, che sono l’ideale per le trasferte in camper o per le gitarelle domenicali o semplicemente per quando non si ha una particolare voglia di cucinare (cosa abbastanza frequente di questi tempi).

L’altro giorno mi sono stati ordinati per merenda (Mamma, mi fai i cimprotti alla crema? = Pripi, vai in cucina dalla mamma e chiedile di fare i cimprotti … semplice istigazione a delinquere in fondo).

Comunque, detto fatto!

16 novembre 2014

Post ridicolo: lanterne rosse

Prendi quattro discutibili portacandele, quasi pronti per finire nella campana del vetro (dopo qualche anno che non uscivano neppure dalla scatola delle decorazioni natalizie, era giunta la loro ora).

Recuperali dalla cantina, perché ti viene in mente che, con opportune modifiche, possono finire tranquillamente sul banchetto del mercatino natalizio della scuola materna (perché …  tutto fa brodo).

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Acquista un bel rotolino adesivo con decorazione natalizia (a scelta) e rispolvera il tuo barattolino di neve spray (ce l’hai, no?).

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15 novembre 2014

Di neve, di canottiere e di mutande

Se mi chiedete, quando le posso aver smontate, vi devo proprio confessare, che non ne ho la minima idea. Però un dato è certo: le ho smontate. Potreste anche domandarvi il senso di questa operazione, che la maggior parte delle persone non compirebbe mai, però, tranquilli, pure io a volte mi sono interrogata sui motivi di questa scelta apparentemente senza senso.

Diciamo che mi piacevano, punto. Mi piacevano e quindi, al momento della loro inevitabile dipartita, non ho esitato un minuto e le ho ritagliate. Per farne cosa? Beh, al momento non mi sono veramente posta il problema.

Eppure un paio di giorni fa sono andata a recuperare, sempre nel solito armadio, quei ritagli. Naturalmente sapevo ben, dove andare a scovarli: dentro la valigetta, dentro al sacchettino con l’etichetta pizzi.

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13 novembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (22/2014) - Miele e crocette

Profumo di miele nell’aria, ma un profumo davvero intenso.

C’è sempre stato dentro l’armadio (quello vecchio, non il mio armadio), ma non è che da lì abbia avuto la possibilità di diffondersi molto frequentemente, devo essere sincera. L’altra sera, invece …

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Mi sono un po’ sorpresa, perché l’idea non è stata mia. L’idea di farlo uscire fuori, intendo.

Solo che poi, mentre cucinavo, ho sentito un ronzio ed ho pensato che non poteva essere, perché già l’altro giorno una l’avevo stecchita, non ce ne poteva essere un’altra, almeno non in novembre.

E invece sì! Ce n’era un’altra.

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La bastarda … pure indaffarata era, lì con un secchio di miele in testa a scorrazzare nella mia cucina. Però aveva un’aria simpatica e non me la sono sentita di accopparla.

Il fatto è che poi il ronzio è raddoppiato e alla delinquente si è aggregata un’altra sua simile. O erano altre due? Di fatto non si capiva, se queste stavano litigando fra di loro oppure se si aiutavano per trasportare la preziosa merce.

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Però io mi sono sentita buona ancora una volta e le ho lasciate volare liberamente, mentre preparavo la cena.

Senonché, e qui un pochino mi sono anche girate, altre tre sono arrivate a disturbarmi, perché queste manco lavoravano, andavano semplicemente a spasso.

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Ma, insomma, avete finito sì o no? ho urlato con una certa foga. Perché? Che abbiamo fatto? hanno chiesto impaurite le piccole pesti. Niente, state solo ronzando, direi che basta ed avanza! Della serie non vi allargate troppo, eh! Voi ben capite, che sei piccole api ronzanti in cucina, seppur carine, disturbano. Ma ci hai create tu e per una volta che usciamo dall’armadio ….

Però avevano ragione le apine, per una volta che erano state tirate fuori (da Papallo, non da me), avevano davvero il diritto di sgranchirsi un po’ le gambe ali, o no?

Questo per dire che, un paio di giorni fa, è stata riesumata la parure (da sei, ché io vado sempre all’ingrosso) di tovagliette e tovaglioli mielosi, che avevo ricamato agli albori della mia carriera creativa, quando il solo unico mio hobby era il punto croce.

Erano i tempi, in cui avevo la convinzione assoluta, che la mia cucina sarebbe dovuta essere gialla (il giallo è, per chi non lo sapesse, il mio colore preferito) e quindi vi pare che avrei potuto ricamare fiorellini rosa mutanda? Certamente no! Poi sono rinsavita e la cucina ha cambiato colore, ma questo è solo un dettaglio.

Vi dirò, la mattina seguente, me le sono guardate proprio con affetto le mie Maia Uno, Maia Due, Maia Tre, Maia Quattro, Maia Cinque e Maia Sei ed ho pensato, che non era affatto male fare colazione in loro compagnia.

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Ah, per la cronaca, domenica mattina ho trovato davvero un’ape che svolazzava dentro la mia cucina, ma non c’è stato molto miele per lei!

 

Qui trovate tutte le informazioni relative a Un tè dentro l’armadio.
 

Abbiamo parlato di:

CUCITO con

Dolcezze di mamma - Di borsine feltrose e autunnali

MAGLIA con

DECORAZIONI con

Decoriciclo - Tovaglia "Erbario", dipinta a mano

GIARDINAGGIO con

CUCINA con

Africreativa - Cuori di carciofo ripieni e focaccia taleggio e pancetta di Claudia

LIBRI con

FOTOGRAFIA con

IDEE CASA con

VIAGGI con

NATALE con

I Tommasini 4 you - E' tardi, è tardi !!!!

IDEE RANDOM con

 


Aggiornamento del 14 settembre 2017

Questo post partecipa a

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11 novembre 2014

Lanterna shabby chic … e molto altro

Mi è venuta la fissa delle lanterne, una vera frenesia da candeline, una smania di illuminare il mondo … vabbè… mi basterebbe illuminare il mio Natale e sarebbe già sufficiente. L’ultimo è stato uno schifo assoluto a causa della mega influenza , un Natale che più buio non si può, un Natale tutto da dimenticare o quasi. Che sia per questo, che mi è venuta ‘sta mania?

Ma poi, diciamocelo, sono in astinenza da lavoretti natalizi, ma proprio tanto, perché già dodici mesi sono lunghi, figuriamoci ventiquattro. Devo recuperare. Sì, devo proprio!

E per non restare gabbata per la seconda volta (il calcolo delle probabilità giocherebbe a mio favore, ma la sfiga è sempre dietro alla porta), ho deciso di prendermi per tempo. Non che mi servano addobbi, ne ho anche troppi, ma quest’anno vale doppio e ho deciso di strafare.

Visto che, dopo vent’anni o giù di lì, le idee vanno scemando e non so più che inventarmi, ho cominciato a vagare su Pinterest, quel luogo di perdizione, che sicuramente vi sarà ben noto. Beh, qui ci sono tutti i tipi di lanterne possibili immaginabili: se ne realizzassi anche solo una minima parte, ci potrei illuminare l’intera città, non solo casa mia!

6 novembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (21/2014) - Accessori per il bagno super economici

Come vi ho accennato varie volte, quando abbiamo acquistato la casa con le persiane verdi, avevamo un obiettivo ben preciso in testa: arredarla riciclando, recuperando, inventando e pure risparmiando (il che di certo non guasta). In questi tre anni abbiamo fatto molto e molto ancora c’è da fare, ma possiamo ritenerci più che soddisfatti, soprattutto perché siamo riusciti (stiamo riuscendo) a seguire il nostro proposito iniziale.

Una delle sfide più interessanti è stata sicuramente la sistemazione del bagno. Il minuscolo locale, un vero bijoux, è stato tutto un recupero di vecchi oggetti (mobiletto, tavolino, porta asciugamani, lampade), di cui vi ho già abbondantemente parlato.

La sfida più difficile, però, è stata quella di trovare gli accessori adeguati, che, infatti, non siamo riusciti a trovare: costi troppo elevati (teniamo conto che si parla di una seconda casa), stile troppo moderno, qualità pessima. Insomma nulla di interessante.

Così ce li siamo inventati.

Ci siamo procurati alcuni semplici listelli di legno di abete simili a quelli qui sotto.

5 novembre 2014

Cambiare look alla scrivania? Si può!

Io mi ero proprio rotta, eh? Sia del colore giallino pallido, sia dell’angolo etnico. Che poi, ancora oggi, non riesco a spiegarmi il perché di quella scelta. O meglio riesco a spiegarmela solo in parte.

Quando abbiamo imbiancato, tre o quattro anni fa, il passaggio dal bianco al colore è stato soft, perché pur convinti della scelta, eravamo un tantino timorosi di fare una scemenza. Ché poi, lo immaginate pure voi, il passaggio contrario sarebbe stato piuttosto complicato. Per questo, dunque, la parete vicino allo studio, che fronteggia il vecchio armadio, era stata dipinta di quel giallino pallido. Anzi, a dirla tutta, proprio la sua presenza aveva influenzato la scelta del colore.

Comunque la vera scemenza non è stata tanto il giallino, quanto il pallido, visto che si vedeva solo sforzandosi di vederlo e, ancor peggio, l’idea di farci un angolo etnico. Non che l’angolo etnico fosse venuto male, sapete? Era pure omogeneo nel suo genere, con i cestini e le scatole di corda, con alcune cornici nello stesso stile, con alcuni oggetti riportati da terre lontane (regali di questo o di quello).

Però io mi ero davvero stancata. Così ho approfittato della recentissima nuova imbiancatura per dare una botta di vita al mio studio (e lo scrivo così, perché io non ho uno studio, ma solo un angolo della sala, che svolge questa funzione).

Prima fase: eliminazione del giallino pallido e nuovo colore grintoso alla parete. Naturalmente il lavoro è stato commissionato a Papallo, mica l’ho fatto io.

2 novembre 2014

Il mercatino del Zanella (2/4) - Portamatite di cotone e spago

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Smaltiti i cucchiaini in plastica, che non erano serviti per realizzare le lanterne carciofose di Daniela, ma erano diventati i petali delle mie margherite puntaspilli, restavano da riutilizzare tutti i vasetti in vetro così meticolosamente radunati dalle mamme della scuola materna. Ce ne erano davvero tanti ed alcuni anche di forma particolarmente gradevole. Perché dunque buttarli nella campana del vetro?

Pur non avendo le idee molto chiare in merito, me ne sono portata a casa vari e me li sono studiati per qualche giorno in attesa dell’idea giusta. Ricordate? Il tempo a disposizione non era molto e c’era la necessità di realizzare molti oggetti per riempire il più possibile il banchetto.

23 ottobre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (20/2014) - Torta salata con patate, scamorza e lucanica

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Non ditemi che, a vedere questa torta, non vi viene gola. No? Peccato, è buonissima!

Io ho un po’ la fissa delle torte salate e ogni tanto mi diletto ad inventarne qualcuna di nuova. Questa mi è venuta così.

Ho lessato due grosse patate e le ho tagliate a fette sottili.

22 ottobre 2014

Il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto

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Un’assenza lunga vent’anni o giù di lì, perché è ben vero che Rovereto per noi è proprio qui dietro l’angolo, ma è anche vero che non siamo sempre a Rovereto. Ed è un peccato, visto che la cittadina è davvero graziosa e il museo, di cui vi racconto oggi, è una vera chicca.

Domenica scorsa, ormai immersi nel clima da Centenario 1914-1918 (Papallo molto più di noialtri due eretici), abbiamo deciso di farci finalmente questa visita da tempo rimandata e agognata dall’esperto di famiglia. E l’abbiamo pure fatta furba, sfruttando l’improvviso interesse del Pripi per i soldatini con annessi e connessi, sennò ho idea che pure questa volta avremmo dato forfait.

Inserito in un contesto davvero speciale, un vero castello con tanto di torrioni …

17 ottobre 2014

Un anno di blog - Obiettivo mancato?

02Tre giorni di festeggiamenti sono, oggigiorno, il minimo per fare una cosettina decente. Fatevi un giretto con Google e ci trovate di tutto: la Festa del Vino di Merano, la Festa patronale di Santu Franciscu di l’Aglientu, il Centenario del Coni, persino il matrimonio di George. Decine e decine di sagre, commemorazioni, eventi che hanno come comune denominatore il numero tre.

Così, per non sottrarmi al fascino del numero perfetto, mi sacrificherò oggi a completare la trilogia di post commemorativi, di modo che, alla prossima ricerca Google, pure Squitty dentro l’armadio possa entrare a buon diritto nell’assurda ricerca, di cui sopra.

Quindi, dopo esservi sciroppate, nell’ordine, riorganizzazione e restyling e tè versione deluxe, vi toccherà sorbirvi pure la celebrazione ufficiale di un anno di blog. Credevate mica di farla franca, eh?

16 ottobre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (SPECIAL EDITION) - 1° Birthday Linky Party - Il mio primo post

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Domani Squitty dentro l’armadio festeggerà un anno di vita ed ho quindi deciso di dedicare il nostro (quasi) settimanale appuntamento con il tè a questa giornata per me un po’ speciale.

In verità il blog è nato un pochino prima, come ho avuto modo di spiegare nel mio primo post pubblico, ma ritengo il 17 ottobre la data d’inizio ufficiale di questa avventura.

Quindi, dopo riorganizzazione e restyling, l’armadio si merita pure una bella festa, una Special Edition de Un té dentro l’armadio.

14 ottobre 2014

Di scatole e di pulizia

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Molto tempo fa, in un luogo non troppo lontano da qui, viveva indisturbata una bella scatola vuota, un candido contenitore che fu riempito senza criterio con qualsiasi cosa venisse in mente al suo proprietario.

Non è che quello scrigno non fosse in grado di ospitare quello che gli veniva chiesto di ospitare, più che altro era il suo possessore che aveva dei problemi a reggere il peso di quel pacco sempre più voluminoso.

Ma quel personaggio bizzarro era fatto così e il contenitore ingoiava senza lamentarsi mai.

Non si sa cosa successe veramente, le ipotesi sono molte, fatto sta che, in un raro sprazzo di lucidità, il suddetto personaggio, un po’ sadico e un po’ masochista, decise di porre fine a quella spirale di follia e si mise all’opera.

2 ottobre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (19/2014) - Un ricamo fiorito

01 copyrightL’armadio è arrivato prima, molto prima. Non so quanto, ma sicuramente prima di me, prima della mia casa, prima del quadro.

Era nella camera della mia prozia, quella adorabile, meravigliosa persona con la quale io passavo interi pomeriggi a giocare al negozio o alla parrucchiera, quella che veniva invitata quotidianamente a casa nostra a vedere la tv dei ragazzi, quella le cui chiavi di casa, unico oggetto contenuto nella sua consunta borsetta nera, venivano prese in ostaggio, per far sì  che non potesse andarsene.

Abitava due piani sotto di noi in un appartamento troppo grande per una persona sola, in un appartamento in cui le camere erano camere, la cucina era cucina e il corridoio pareva un’autostrada. I mobili erano naturalmente quelli di un tempo.

Alla morte della prozia l’appartamento fu smontato e i suoi oggetti finirono un po’ qui ed un po’ lì, come sempre succede in questi casi.

Casa nostra, a quei tempi, non era né sufficientemente grande né stilisticamente compatibile con quei vecchi mobili e fu praticamente impossibile recuperare qualcosa, ma io, che ero una ragazzina, chiesi ai miei genitori di poter tenere il vecchio armadio.

Non avevo certo la vocazione di un’arredatrice, ma avevo già una mia idea precisa su come l’avrei riutilizzato. Avevo infatti visto su una rivista un antico armadio, nel quale era stato sistemato un intero impianto stereo (quelli seri di una volta, mica le ridicolaggini che si vedono oggi), i cui moduli erano ordinatamente posizionati sugli scaffali e sbucavano in tutta la loro bellezza attraverso un unico pannello che costituiva una specie di seconda porta all’interno dell’armadio stesso. Un vero capolavoro.

Ottenni l’armadio, che però finì in cantina, visto che non avevamo altro posto per metterlo, che non avevamo un impianto stereo, che avevo un età, in cui la mia futura casa era ancora un miraggio lontano.

Rimase in cantina tantissimi anni, ma arrivò anche il suo momento, perché non appena vennero cominciati i lavori di ristrutturazione del mio attuale appartamento, finì diretto da un restauratore. Era il mio armadio ed ero fermamente intenzionata a riprendermelo.

L’arredamento di casa mia è sostanzialmente moderno, ma ho voluto fortemente un angolo antico per inserire il mio antico armadio. Ma un armadio, da solo, non bastava per creare l’atmosfera: ci voleva un tappeto serio, qualche oggetto d’epoca e un quadro.

Avevo voglia di fiori, che non amo particolarmente in verità (l’ho già detto qui), ma mi parevano l’ideale. Ho cercato e ricercato, finché ho trovato esattamente quello che avevo in testa e mi sono messa al lavoro.

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È stato il lavoro più lungo che io abbia mai realizzato a punto croce: quasi due anni. Le pause sono state lunghissime, perché le troppe sfumature di verde, ad un certo punto, mi avevano fatto venire il rigetto. Avevo pensato persino di mollare tutto, perché davvero non riuscivo ad appassionarmi a quel lavoro che mi ero pure meticolosamente scelta. Insomma amore ed odio dall’inizio alla fine.

Eppure, a distanza di anni, il quadro è ancora lì, vicino al suo armadio. Cinque centimetri esatti fra l’uno e l’altro, non uno di più non uno di meno.

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Che ve ne pare?

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P.S. Lo stereo, alla fine, non è finito dentro l’armadio
 
Prima di lasciarvi, care amiche del tè, vi informo che ho modificato il regolamento di questo nostro appuntamento settimanale. Visto che nei post che hanno partecipato fino ad ora raramente è stato inserito il link all’iniziativa (come era stato suggerito), vi chiedo di inserire obbligatoriamente il banner (con il link) alla stessa (e magari correggere pure i post precedenti). Non sono mai stata fiscale in merito, ma cominciavo a domandarmi il motivo per cui il nostro appuntamento del giovedì è così poco frequentato. Se nessuno sa che esiste, come fanno le blogger a partecipare? Suvvia, fate uno sforzo!!!
 
 
Qui trovate tutte le informazioni relative a Un tè dentro l’armadio.
 

Abbiamo parlato di:

CUCITO con

Accidentaccio - Come apparecchiare la tavola del buffet: la tovaglietta per il tè

MAGLIA con

DECORAZIONI con

Africreativa - Orecchini e bracciale filo di rame e perle a crochet

GIARDINAGGIO con

CUCINA con

LIBRI con

FOTOGRAFIA con

IDEE CASA con

VIAGGI con

NATALE con

IDEE RANDOM con

La strana giungla - Questione di cuccioli



Aggiornamento del 12 agosto 2017

Questo post partecipa a

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30 settembre 2014

Fondo e la “Cosina Nonesa”

mele

Val di Non uguale mele e mele uguale Val di Non, non ditemi che l’associazione fra le due cose non viene spontanea anche a voi, amiche blogger, che magari dalle mie parti non ci avete mai messo piede. Sì, perché l’adesivo appiccicato sulle Golden, sulle Gala, sulle Renetta e su tutte le altre varietà ivi prodotte lo conoscerete di certo, o mi sbaglio?

25 settembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (18/2014) - Crocchette di ceci e carote (e Fantozzi in cucina)

16La carne salada se la magna coi fasoi e con la zigola. Questo é un dogma indiscutibile dalle nostre parti. Ma io di riempirmi la pancia di borlotti proprio non ne avevo voglia. Ultimamente poi ne mangio due e mi sento subito sazia.

Fra il resto c'era quel sacchettino di ceci lasciato a metà, che bisognava terminare, e una mole assurda di carote, che, pure quella, era da far fuori, ché il giovedì mattina c'é il mercato e non voglio frutta e verdura avanzata in giro, perché faccio il cambio della guardia e riempio il frigo di roba fresca. Ma che poi, ieri, sarò stata brava? Mi ero persino già preparata i cassetti del frigo lavati (operazione settimanale per dare un po’ il benvenuto ai nuovi arrivati, mica li accolgo con l'acquetta di condensa e l'odorino dei precedenti, no?) e non pulizia normale, pulizia di fino, con l’amuchina li avevo puliti!

23 settembre 2014

Il mercatino del Zanella (1/4) - Margherite puntaspilli

17 copyrightNoi avevamo anche provato a realizzare le bellissime lanterne carciofo di Daniela (Decoriciclo), ma la scarsa manualità delle partecipanti al primo incontro pro mercatino, nonché l'oggettiva mancanza di tempo, hanno remato contro.

Mi era sembrata una bella idea proporle e avevo avuto anche il beneplacito della mia amica creativa, nonché mamma e segretaria della scuola, con la quale avevamo passato un intero pomeriggio a selezionare lavoretti facili adatti a tutti.

21 settembre 2014

Livre en ballade - Pourquoi pas?

Nonostante la ferma intenzione di non tornare in luoghi già visitati, non abbiamo proprio saputo resistere al fascino di Riquewihr, una delle tappe imperdibili dell’Alsazia. Non è stato un grande sforzo, sapete? Eravamo davvero poco lontani e l’idea di arrivarci in … beh come ci siamo arrivati merita un racconto a parte … era decisamente favolosa, nonostante tutto. Ma poi, credetemi, questo piccolo gioiello francese non ci sta per caso fra

beaux villages France

18 settembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (17/2014) - La masseria delle allodole - Antonia Arslan

masseriaCi sono libri che ti prendono fin dalle prime righe, che leggi tutti in un fiato e per i quali, una volta finiti, senti subito la nostalgia.

Ci sono libri che, pagina dopo pagina, ti si appiccicano addosso, ti avvolgono, ti entrano dentro, non ti lasciano scampo, si insinuano nella tua mente e nel tuo cuore. Un'edera di pensieri e di emozioni.

Ci sono libri che celebrano la vita, ma raccontano la morte.

15 settembre 2014

Ovviamente … tre premi!

Ovviamente sono tornata e ovviamente non mi è piaciuto troppo varcare il confine franco-tedesco, ché passare il Reno ed arrivare in Germania mi fa venire sempre la lacrimuccia e mi dà l’idea di passare dal piacere al dovere. Mi mettono di cattivo umore persino i cartelli autostradali con quei nomi dai suoni poco melodiosi e che non mi ispirano per nulla. Vuoi mettere la soavità del francese rispetto all’orrendo tedesco? No, perché io il tedesco proprio non lo digerisco, va oltre le mie possibilità. Ma se ancora oggi, alla veneranda età di quarantasei anni, uno dei miei incubi peggiori è quello di ritrovarmi ad una lezione di tedesco del liceo (con la stessa insegnante di allora), cercando di spiegare che io lì proprio non ci devo stare e annaspando in cerca di risposte che ovviamente non so dare?

18 agosto 2014

Pensando all’Alsazia

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Noi e la Francia: amore e basta, amore da sempre, amore incondizionato.

I più bei viaggi, le più belle avventure, i più bei ricordi on the road: tutti lì.

Chi gira in camper può certamente capire, ché dai cugini francesi non é come qui, dove i campeggi si trovano solo nelle località turistiche e sono spesso chiusi fuori stagione, dove le aree di sosta si trovano con il lanternino e lasciano spesso a desiderare. Lì è il paradiso, perché persino il villaggetto più sperduto, quello con quattro case in croce e la chiesa, ha il suo camping municipal e, dunque, dà la possibilità di soggiornare in posti ameni a prezzi contenuti: una pacchia insomma. E se non c'è quello ci sono les aires naturelles de camping e les campings à la ferme e varie altre opzioni che noi ci scordiamo. Tutto molto lontano, per fortuna, dai campeggi nostrani che di campeggio, ormai, hanno ben poco.

3 agosto 2014

Di sogni, di interpretazioni e - visto che ci siamo - di idee strampalate, ma non troppo

piatti sporchiChe la faccenda del sogno abbia le carte in regola per diventare un tormentone, mi pare un dato di fatto: basta solo che ne scriva pure l’astigiana e facciamo l’en plein. Infatti, dopo Cristina e dopo Fabiola, anch’io vi racconterò la stessa storiella.

Tutto è nato da un mio sogno, abbastanza assurdo (ma anche no, se consideriamo che è seguito ad una scorpacciata di salsicce alla trentina e patatine fritte), nel quale …

(da Oggi VOGLIO! – GIORNO 137 (01/08/2014): SFIDA)

28 luglio 2014

E la chiamano estate … quella dei 46!

Io di questa non-estate mi sto rompendo, esattamente come mi sono rotta della non-primavera (e di quelle precedenti) e del non-inverno appena trascorso. Che poi, se ci sarà pure un non-autunno, sarà meglio che vincere alla lotteria, perché potrò sfoggiare il miglior non-anno che si possa immaginare.

Io l’ho detto varie volte a mio marito che a settembre terminerà idealmente (ed anche effettivamente visto che un anno è pur sempre fatto di dodici mesi, anche se è un non-anno) questo nostro (forse più mio?) non-anno di emme. Che, per carità, mica ci possiamo lamentare visto che non è successo nulla di grave e che stiamo tutti sani, ma è stato un non-anno comunque.

26 giugno 2014

La bottega dei miracoli - Jorge Amado

Non ci si può mettere tre mesi e più per leggere un libro bello come questo, pagine così andrebbero lette tutte d’un fiato, senza mai prendersi pause, senza distrazioni, senza interruzioni. Alla fine, proprio quando stavo finalmente ingranando, ho realizzato che non vedevo davvero l’ora di finire il tomo e che mi ero davvero stufata di averlo in giro. La lettura, questa volta, si era trasformata in agonia, in tortura, in noia.

E perché? Semplicemente perché, se io comincio un libro in una giornata no, in un momento in cui non ci sono le condizioni ottimali, se lo porto avanti – come in questo caso – nel peggior modo possibile, lo stesso, per quanto bello possa essere, non riesce a decollare, non mi prende quanto dovrebbe, non mi entra dentro e l’istinto di mollarlo prende il sopravvento. Non è una mia fissa questa, è semplicemente un dato statistico.

22 giugno 2014

E blogging summer sia!

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Dunque un altro anno se ne è andato e le vacanze, finalmente, sono cominciate. Qui all’ombra di una pineta croata, affacciata su un mare da sogno, mi accingo a riprendere la mia attività di blogger, passione recente e ormai amatissima, ma abbandonata necessariamente, perché le energie ultimamente sono state poche e il tempo ancora meno.

I mesi trascorsi, così pieni, paiono lontani, la brezza marina se li sta portando via e, tutto sommato, ho tutta l’intenzione di lasciarli andare, pronta a godermi queste vacanze che, questa volta, sono veramente meritate.
 

9 giugno 2014

E strangolo pure sua sorella!

Voi capite, vero, che a volte l'omicidio è lecito? Che, anzi, come in questo caso, non solo sarei assolta dal giudice con formula piena, ma mi darebbero pure un premio, perché two is better than one?

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15 maggio 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (15/2014) - La torta svuotafrigo … che svuota proprio

Quando, alla fine dell’estate scorsa, ho chiuso la mia casetta di campagna per ritornare in città, il numero di valige e di borse era veramente pazzesco e la macchina era stipata fin quasi al soffitto. Carico perfetto, non c’è che dire, pianificato al millimetro, sincronizzato con il contemporaneo svuotamento della casa e con la pulizia della stessa. Io e il Pripi ce la siamo cavata benissimo, nonostante l’assenza, suggerita, di papà, artefice dei migliori carichi familiari, ma sicuramente poco compatibile al gioco di incastri ideato nella mia testa.

13 maggio 2014

Di quando la Squitty ricompare, di novità e di arretrati

Mamma mia che silenzio in questo blog!!!

Tornare a scriverci dopo così tanto tempo è un po’ come ritornare in una vecchia casa delle vacanze chiusa da tutto l’inverno, una vecchia dimora con i mobili ricoperti da vecchie lenzuola, con qualche ragnatela alle pareti, con l’aria chiusa e gli orologi fermi da chissà quando.

Mi domando, se mi ricorderò ancora come si fa, se tornerà la voglia e lo sprint, se le dita, che ora si muovono pian piano sulla tastiera, saranno in grado di tradurre in parole le mille idee che si sono accumulate nella mia testa, se tornerà l’energia per riprendere il ritmo.

17 aprile 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (14/2014) - La diga del Vajont

C’è un luogo, dove un tempo la vita scorreva, forse lentamente, con i ritmi tipici delle zone di montagna, ma andava avanti, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

C’è un luogo, dove la gente viveva la sua vita in pace e serenità.

C’è un luogo, dove il silenzio era quello della natura incontaminata.

C’è un luogo, in cui il tempo si è improvvisamente fermato, in cui la vita è stata spazzata via, in cui il silenzio è solo quello della morte.

C’è un luogo, in cui il lago non è un posto ameno, in cui passare una bella giornata di sole.

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C’è un luogo, in cui i pendii non sono ricoperti di vegetazione lussureggiante.

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C’è un luogo, dove il vuoto dà vita ad un altro vuoto. Quello dentro il cuore.

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C’è un luogo, dove l’uomo ha sfidato la natura.

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C’è un luogo, dove rimangono solamente rovine.

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C’è un luogo, dove la natura si è ribellata, correndo per riprendersi quello che era suo.

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C’è un luogo, dove le case sono state spazzate via o, se hanno resistito, conservano ancora i segni di un passato, che non esiste più.

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C’è un luogo, dove le bandierine colorate non ricordano una festa.

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C’è un luogo, dove i bambini tornano angeli. E ci sono angeli, che non sono mai divenuti bambini.

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C’è un luogo, dove nessuno ha pagato.

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Qui trovate tutte le informazioni relative a Un tè dentro l’armadio.

 

Abbiamo parlato di:

CUCITO con

RICAMO con

MAGLIA con

DECORAZIONI con

Accidentaccio - Idee per Pasqua: uova di gallina decorate

Africreativa - Addobbo porta primaverile con papaveri realizzati con riciclo contenitori delle uova (con tutorial)

GIARDINAGGIO con

CUCINA con

LIBRI con

FOTOGRAFIA con

IDEE CASA con

VIAGGI con

NATALE con

IDEE RANDOM con

 

 

AGGIORNAMENTO DEL 18.01.2016

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