Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

31 dicembre 2013

I miei folletti

Per concludere la mia carrellata di creazioni natalizie (ve ne avrei mostrate molte di più, se non fosse stato per l’influenza), perché normalmente con il primo gennaio io comincio già ad essere insofferente verso qualsiasi oggetto mi ricordi il Natale, vi voglio presentare alcuni amici che ci fanno compagnia durante le Feste.

Inizialmente inventati per decorare l’albero di Natale, grazie anche al contributo del Pripi, hanno preferito sistemarsi in giro per la casa e dalle loro postazioni, neppure troppo defilate, ci osservano quotidianamente.

Che cosa mi è servito per realizzarli?

30 dicembre 2013

La mia tovaglia delle Feste

Una delle mie creazioni preferite, natalizie e non, è sicuramente la tovaglia di Natale, che conservo gelosamente e che uso con gioia, ma sempre con l’ansia che si rovini.

Capisco che non sia molto sensato, ma se penso a quanto tempo ci ho dedicato, qualsiasi cosa minacci la sua integrità viene guardato con sospetto. Infatti, dopo averla usata anche solo una volta, finisce direttamente in ammollo e poi in lavatrice, per evitare che qualche minuscola macchiolina mi sfugga e si fissi sul tessuto.

28 dicembre 2013

Feltro riciclato per gli addobbi di Natale

A chi non è capitato di usare il feltro per un motivo o per l’altro? Nonostante io non sia una fanatica del genere e debba ancora imparare a tagliarlo come si deve, riconosco che è un bellissimo materiale, che può dare vita ad oggetti fantastici.

Negli anni scorsi mi è capitato di usarlo per creare addobbi di Natale di vario tipo che, un po’ alla volta, vi vorrei pure mostrare.

Oggi, però, vorrei farvi vedere altri addobbi che ho realizzato l’anno scorso, utilizzando gli scarti di quelle lavorazioni. Scarti che più scarti non si può, minuscoli pezzetti che uno farebbe prima a buttare nel bidone. Ma io, quando si tratta di stoffe, sono davvero restia a gettare anche il più piccolo ritaglio: è più forte di me.

27 dicembre 2013

Alberelli di polistirolo

00. copyrightNonostante il Natale sia passato, siamo ancora in clima di festa e, per recuperare il troppo tempo perduto a causa della mia super influenza con annessi e connessi, ho deciso di mostrarvi comunque alcuni dei miei lavoretti natalizi.

L’anno scorso, decisa a smaltire il troppo materiale accumulato, ho creato di tutto e di più, inventando anche oggetti che non erano proprio previsti e che, in fondo, mi servivano anche poco, come gli alberelli qui a fianco.

Avevo comprato vari coni di polistirolo per completare il presepe, ma non ero riuscita a trovare l’idea giusta per decorarli: tutto quello che mi veniva in mente non era adatto allo stile dello stesso. Così ho lasciato perdere.

Un giorno, però, con l’idea di fare spazio nell’armadio (c’è sempre troppa roba lì dentro), mi sono imposta di utilizzarli.

Avevo a disposizione tre coni di due misure diverse (20 e 12 cm); ho destinato i più grandi a casa mia e il più piccolo alla scrivania di mio marito, che – per la prima volta dopo tanti anni – aveva deciso di portarsi un po’ di Natale in ufficio.

coni polistirolo con numero

Con un filato di lana mélange color verde/grigio/nero, ultimo gomitolo di una maglia che mi ero fatta un sacco di anni fa, ho rivestito i coni di polistirolo, precedentemente spalmati di colla vinilica. Avevo provato anche con la colla a caldo, ma non l’ho trovata adatta.

Poi sono passata alle decorazioni.

Sul primo, tutto all’insegna del rosso, ho attaccato perle (riciclate dalla decorazione natalizia di un pacco), funghetti, stelline e qualche pendente luccicante.

01. copyright

Sul secondo, invece, che volevo più delicato, ho appiccicato perle bianche di dimensione diversa e cristalli di un verde/giallo molto particolare. Ho aggiunto, per completare, anche delle perline argentate.

02. copyright

Al più piccolo ho dedicato meno attenzione e cura, essendo destinato all’ufficio (sia mai che qualcuno lo porti pure via!), e me la sono cavata con qualche minuscola perlina rossa.

03. copyright

Quest’anno, quando abbiamo riaperto i pacchi degli addobbi, il Pripi si è impossessato dei tre alberelli e li ha collocati vicino ai nostri letti. Quelli grandi sui comodini di mamma e papà (mi domando come abbia fatto a capire che quello bianco è il mio preferito) e quello piccolo vicino alla sua luce per le letture serali. Naturalmente l’ufficio è rimasto senza addobbo.

La cosa buffa è che, durante la mia influenza, quando lui dormiva con il papà ed io nel suo letto, gli alberelli peregrinavano da una stanza all’altra, seguendo il loro legittimo proprietario, perché l’albero di papà deve stare con papà, quello di mamma ovviamente con mamma e quello mignon con il Pripi.

Un lavoretto semplice, ma di sicuro effetto.

 OrdinataMente

(questo post ha ricevuto il premio Top of the Post per la settimana dal 23 al 29 dicembre 2013; grazie Koko Pi)


Aggiornamento del 9 dicembre 2017

Questo post partecipa a


01



01

26 dicembre 2013

Di influenza, di antibiotico-droga e di un Natale di emme

ANTIBIOTICO MERDACari lettori, sono tornata!

Mi siete mancati, mi è mancato il mio blog, mi è mancato scrivere, raccontarvi i preparativi per il Natale (che in verità non ci sono stati), mi è mancato leggere gli articoli delle mie amiche blogger, mi sono mancati i vostri commenti (anche se, ovviamente, non c’era nulla da commentare), mi è mancato commentare i vostri post (anche se qualche riga, fra un delirio e l’altro, l’ho pure lasciata, non mi ricordo dove però), mi sono mancati i gruppi di cucito su Facebook, mi sono mancati quelli creativi, quelli di maglia, di riciclo e tutti quelli cui sono iscritta.

25 dicembre 2013

17 dicembre 2013

Finalmente il mio presepe

Dopo una settimana di influenza pesante (ma quanto bastarde sono diventate le influenze?) sono qui a presentarvi il mio favoloso presepe. Sì, lo so, non è il massimo farsi i complimenti da soli, ma io ne sono davvero orgogliosa.

Avete già dato un’occhiata al pastore e alla sua pecorella? Se non l’avete fatto, vi consiglio di farlo, perché solo così potrete comprendere meglio il modo, in cui ho costruito il resto dei personaggi.

10 dicembre 2013

Il pastore e la pecorella - Un pezzo di presepe in trasferta alla scuola materna

L’anno scorso ho cominciato a fare il presepe. È stata una sorpresa anche per me, perché non era mai stato nelle mie intenzioni farne uno. Io amo l’albero in tutte le sue forme ed è così da sempre. Però quando mi sono resa conto che la produzione di addobbi doveva assolutamente fermarsi, perché in casa ci sono dei limiti di spazio e mio marito non può farsi venire un infarto, portando su per quattro piani alberi oltre una certa dimensione, ho indirizzato le mie velleità su altro.

Ma poi, dai, non è che sia stato chissà che sforzo. Per i bambini il presepe ha sempre un certo fascino e il Pripi si è dimostrato davvero contento di questa nuova iniziativa. Direi, anzi, che ha contribuito non poco, assieme al suo papà, alla realizzazione, perché sono stati loro a procurarmi i materiali adatti allo scopo.

8 dicembre 2013

La Corona dell’Avvento - Cinque consigli per non fare pasticci

Qualche giorno fa vi ho raccontato della mia ultima esperienza alla scuola materna del Pripi e vi ho accennato al fatto che stavo preparando una Corona dell’Avvento anche per noi. Visto che il lavoretto davanti ai bambini era stato molto semplice ed aveva richiesto poco tempo, mi pareva tutto sommato una buona idea.

Ma questa nuova decorazione natalizia, così come il Calendario, non era proprio prevista e la sua realizzazione, per quanto breve, mi ha scombinato un po’ i piani (doveva essere assolutamente pronta per la domenica) ed ho dovuto prepararla davvero di corsa.

6 dicembre 2013

L’orsetto e il riccio - Sergueï Kozlov

l'orsetto e il riccioA fine ottobre la Biblioteca Comunale di Trento ha messo in vendita più di diecimila volumi usati. Infatti, come accade ormai da una decina d’anni, a seguito della consueta revisione annuale, le pubblicazioni ritenute non più adeguate, vengono proposte a chi è interessato con il sistema del ribasso giornaliero e i prezzi sono davvero convenienti.

Se si è fortunati, se si ha la pazienza di cercare e se si ha voglia di passare una giornata compressi in una sala con decine e decine di altri lettori, è un buon modo per portarsi a casa una bella scorta di libri e libretti spendendo, l’ultimo giorno, solo 1 euro a libro, indipendentemente dalla tipologia dello stesso.

APPUNTI DI CUCITO - Le asole

Esistono tre tipi diversi di asola:
  1. asola a macchina
  2. asola a mano
  3. asola volante
L’asola va sempre fatta con il tessuto doppio; è di pochi millimetri più larga del diametro del bottone.

APPUNTI DI CUCITO - Gancetti, ganci per gonna, bottoni automatici, alamari

Attaccatura di gancetti
 
I gancetti sono composti da due elementi: uno ad uncino (maschio) e l’altro ad asola (femmina). Terminano ambedue con due anellini che servono per fissarli al tessuto.
 
La posizione varia secondo il tipo di allacciatura.
 
Quando i bordi devono combaciare, si deve cucire la femmina sul rovescio del tessuto, facendola sporgere leggermente, mentre il maschio resterà un poco all’interno.
 
01. gancetti 1
 
02. gancetti 2
 
Quando l’allacciatura è sovrapposta, si deve applicare il maschio sul rovescio del lato sovrastante, un po’ all’interno; la femmina, invece, va applicata sul diritto del bordo che rimane sotto.
 
La femmina può essere sostituita da una barretta di filo ricoperta a punto festone (= asola volante).
 
03. gancetti 3
 
Attaccatura di ganci per gonna
 
Nelle allacciature delle gonne si possono sostituire i normali gancetti con un solo grosso gancio.
 
Il gancio va fissato sia sui lati corti sia su quelli lunghi.
 
La femmina va attaccata sulla sinistra dell’apertura, con l’asola sporgente verso l’esterno; il maschio va applicato sulla destra, a filo della cerniera.
 
È una chiusura molto più resistente di quella dei gancetti.
 
04. ganci per gonna
 
Attaccatura di bottoni automatici
 
I bottoni automatici sono composti da due elementi di metallo, il maschio e la femmina, che, incontrandosi, combaciano perfettamente.
 
Sono particolarmente adatti per allacciature piatte e/o nascoste e che non devono essere sottoposte ad eccessivo sforzo.
 
Gli automatici devono essere cuciti su tessuto doppio rinforzato: il maschio all’interno della parte sovrastante dell’allacciatura e la femmina sulla parte sottostante.
 
L’ago va passato più volte nei singoli buchi, finché vengono completamente ricoperti dal filo.
 
Nei capi eleganti si usa, di solito, ricoprire l’automatico con un disco di fodera in tinta con il tessuto. Nella parte maschio si deva forzare la fodera fino a perforarla.
 
05. bottoni automatici
 
Attaccatura di un alamaro
 
Per applicare l’alamaro, usare dei punti nascosti tutto intorno.
 
06. alamaro

5 dicembre 2013

Il mio Calendario dell’Avvento

08. copyright

La realizzazione di questo Calendario dell’Avvento risale ad almeno quindici anni fa, ad un periodo in cui il mio hobby preferito, per non dire l’unico, era il ricamo a punto croce.

Ci sono talmente affezionata, che non ho mai pensato di sostituirlo e proprio perché lo usiamo ancora con gioia, divertendoci a spostare il bottoncino rosso da un giorno all’altro, non avevo mai, fino a quest’anno, preso in considerazione l’idea di crearne uno apposito per il Pripi, uno di quelli che ai bambini piacciono tanto, con le finestrelle che si aprono e che contengono tante piccole sorprese.

3 dicembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il gioco degli addobbi preferiti

Ci vuole un albero di Natale.

Poi ci vuole un porta albero di Natale.

Dopo ci vogliono le lucette.

Dopo bisogna avere il puntale.

Dopo ci vogliono degli addobbi.

Adesso ci vogliono tutte le cose da mettere in giro per la casa.

E dopo devi … puoi giocare a scegliere l'addobbino che ti piace di più.

Si può giocare solo in tre: me, Cipi Cipi e Piri Piri.

Cipi Cipi è un uccellino e Piri Piri sono le due formichine.

2 dicembre 2013

Puntabile e dintorni

11) puntabile e dintorniPer quelli che, come me, amano creare, il periodo natalizio rappresenta un momento davvero magico. La casa diventa un vero laboratorio e si lavora in ogni minuto libero, perché il conto alla rovescia - che a casa mia comincia tradizionalmente il primo dicembre - non si ferma. Ventiquattro giorni passano alla velocità della luce e i nuovi addobbi non vedono l'ora di venire alla luce e di aggiungersi a quelli degli anni precedenti.

Ogni anno mi riprometto di limitare la produzione, ma l'occasione è troppo ghiotta e inevitabilmente all'Epifania mi ritrovo a recuperare altre scatole per ospitare i nuovi nati. Il problema è che, dopo circa vent'anni di lavoretti, risulta piuttosto difficoltoso trovare in casa angoli liberi da decorare.

Al contrario le tecniche da sperimentare sono ancora molte e l'entusiasmo si rinnova ogni volta.

Il primo ad essere collocato al suo posto è, invariabilmente, il puntale dell'albero di Natale .... il puntabile del Pripi ... oggetto comune, non handmade, ma che ha un ruolo importante: con lui cominciano le danze.

E festa sia!

Dentro e attorno all’armadio - Organizzazione dei materiali

Alla Scuola di Cucito per Negati, allegro e utilissimo gruppo Facebook, mi trovo davvero bene, non c’è alcun dubbio. In una decina di giorni ho già imparato molte cose, ho chiacchierato con varie maniache del cucito, ho già avuto una disputa con la simpatica Donatella (che fra il resto mi deve ancora un caffè!), ho cercato di rendermi utile, dando qualche modesto consiglio, ho ammirato i lavori delle altre creative e ho pure sbirciato negli angoli del  cucito di alcune molto-poco-disordinate-signore!

Infatti, qualche giorno fa, Barbara ha proposto un divertente argomento che ha subito catturato l’attenzione e che ha dato vita ad un vivace scambio di opinioni: Qual é l'angolo del cucito più disordinato?  Sorvolando sul fatto che io non ho visto molto disordine sopra quel tavolo (ma è anche vero che le foto mostrano solo ciò che noi vogliamo mostrare e, quindi, per quel che ne sappiamo, la suddetta Barbara potrebbe avere alle spalle montagne di stoffe, scatole e scatoline mezze aperte, fili e ritagli sparsi sul pavimento e via discorrendo), mi è venuto spontaneo pensare al mio angolo del cucito!

1 dicembre 2013

Voglio anch’io un calendario dell’Avvento

Va bene, me la sono cercata: se oggi sono in coma (non più del solito in verità) è perché, a forza di ammirare le proposte bellissime di tutte la amiche creative sparse per la rete, mi è venuta la brillante idea di fare un Calendario dell’Avvento per il Pripi.

Non che ne servisse necessariamente uno, visto che usiamo da anni il mio adorato calendario ricamato (e non lo sostituirei per nulla al mondo), ma mi è piaciuta l’idea di fare una sorpresa fuori programma al mio bimbo. Peccato che il fuori programma è stato più impegnativo del previsto.

30 novembre 2013

La Corona dell’Avvento - Una nuova esperienza alla scuola materna

Chi ha già letto Il Pensiero Aristide - Rosanna Maggio e Stirare in allegria - La Filastrocca di Fine Anno dovrebbe avere già ben chiaro in testa che io adoro andare alla scuola materna del Pripi e partecipare in prima persona alle attività che vi vengono svolte.

È quindi facilmente comprensibile come, un paio di settimane fa, io mi sia buttata a pesce, quando una delle maestre mi ha chiesto Lei sarebbe disposta a … Sì, certo … Ma se non sa neppure che cosa Le volevo chiedere! … Va bene uguale, io ci sono! Perché, vedete, io sono così, se so già in partenza che mi divertirò e che, come in questo caso, mi posso rendere utile, raramente mi tiro indietro.

29 novembre 2013

APPUNTI DI CUCITO - I bottoni

Attaccare un bottone sembra una cosa banale, ma siamo sicuri di procedere nel modo corretto?
 
Il filo che tiene il bottone non deve mai passare dall’altra parte della stoffa, formando quel groviglio di fili che si vede normalmente e che è esteticamente poco bello. Sul rovescio della stoffa si deve vedere al massimo un puntino.
 
Si può usare:
  • normale filo da cucire doppio
  • seta speciale per occhielli
  • filofort n°16

Si parte sempre con un nodino oppure, meglio, con alcuni punti indietro, fissando la gugliata nel punto prestabilito. Il filo passa e ripassa più volte, entrando ed uscendo nello stesso punto.

Esistono tipi diversi tipi di bottone.
 
A) bottoni a 2/4 buchi che possono essere attaccati formando il collo oppure senza il collo
B) bottoni con il semicollo
C) bottoni con il collo
 
A1) Attaccatura di bottoni a 2/4 buchi formando il collo
 
Tenendo il bottone con una mano, usare l’indice di quest’ultima per dare ai punti la lunghezza desiderata del collo (o gambo).
 
01
 
Passare l’ago più volte dalla stoffa ai buchi del bottone, formando un fascio di fili ravvicinati alla base.
 
Avvolgere per alcune volte il filo attorno al fascio appena eseguito: si forma il gambo.
 
Fissare il filo sul rovescio, eseguendo qualche punto  oppure, dopo aver girato il filo attorno al gambo, passare con l’ago all’interno del gambo stesso, formare un’asola e saldare.
 
A2) Attaccatura di bottoni a 2/4 buchi senza collo
 
E’ consigliabile questo tipo di attaccatura, quando la funzione del bottone è prevalentemente di guarnizione. Si appoggia il bottone direttamente sulla stoffa.
 
A1 + A2) Come vanno attaccati i bottoni a 2/4 buchi
 
L’attaccatura di un bottone con 2 buchi è lineare: si passa prima in un buco poi nell’altro.
 
02
 
L’attaccatura di un bottone con 4 buchi varia a seconda dei gusti: può essere normale, a forma di quadrato, a forma di croce, a forma di fiore (quest’ultimo metodo si usa solo nelle camicie da donna).
 
03a
 03b
 
03c
 
03d
 
B) + C) Come vanno attaccati i bottoni con il semicollo e con il collo
 
Fissando sempre la gugliata nel punto prestabilito con un nodino o con alcuni punti indietro, si passa e ripassa l’ago più volte dalla stoffa al bottone, saldando subito.
 
04
 
05
 
Attaccatura di bottoni con rinforzo
 
Nei capi non foderati o con certi tipi di tessuto (ad es. la pelle) è bene rinforzare il punto di attaccatura dei bottoni a 2/4 buchi con collo mediante un bottoncino più piccolo e di materiale diverso (ad es. madreperla). Esso verrà applicato sul rovescio della stoffa.
 
In alternativa si può applicare sul rovescio un quadratino di fodera o un pezzetto di passafino tenuto doppio in tinta con il tessuto.
 
06
 
Attaccatura di bottoni gemelli
 
Unendo due bottoni si possono ottenere dei gemelli.
 
Unire i bottoni con un fascio di fili passati da un foro all’altro; il fascio sarà ricoperto a punto festone o a punto occhiello.
 
In alternativa si possono collegare i due bottoni con un piccolo passante dello stesso tessuto dell’indumento, preventivamente tagliato in drittofilo.
 
07

28 novembre 2013

Stirare in allegria - La filastrocca di fine anno

Ve la ricordate quella famosissima e vecchissima canzone di Umberto Tozzi che citava una donna che stira cantando? Beh, io quando stiro non canto (non mi pare il caso), quando stiro scrivo poesie. Non è un'abitudine, perché in verità è successo una sola volta, ma è stato un esperimento interessante. Quindi, rispondendo alla domanda di Carla E tu invece? Hai qualche trucco per alleggerire il lavoro che ti andrebbe di condividere con noi? (la trovate qui), vi racconto la mia esperienza.

Partiamo dal presupposto che stirare è alienante e non occorre che io mi dilunghi molto nell’analisi dei motivi, perché chi stira capisce subito cosa voglio dire. Non credo di conoscere nessuno nessuna che non abbia quotidianamente una catasta di panni da stirare (la mia attualmente è collocata in mezzo al salotto sopra l’asse da stiro, ché in lavanderia ormai neppure ci sta più): una presenza costante nella nostra vita, un’amica fedele, quasi una di famiglia.

26 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - La casa degli ombrelli

POSOLOGIA

COMPOSIZIONE: ogni casa degli ombrelli contiene varie stanze ricche di oggetti molto diversi fra loro, almeno un bambino e un genitore

FORMA E CONTENUTO: gioco da interno; ombrelli e cose varie

CATEGORIA GIOCOTERAPEUTICA: gioco per bambini

TITOLARE: Mammoccia & Pripi s.r.l

PRODOTTO, CONFEZIONATO, RILASCIATO DA: Squitty dentro l'armadio

INDICAZIONI TERAPEUTICHE: giornata piovosa o fredda, bambini annoiati, presenza di amichetti o cuginetti, desiderio di fare qualcosa di diverso

CONTROINDICAZIONI: nessuna

PRECAUZIONI PER L’USO: somministrare con cautela

INTERAZIONI: non compatibile con una casa appena riordinata o pulita, con genitori poco fantasiosi, con maniaci del tutto perfetto, con chi attende visite importanti, con chi ha poco tempo

AVVERTENZE SPECIALI: indispensabile la presenza e il controllo stretto di almeno un genitore; tenere a portata e a vista dei bambini.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: sconsigliato a chi vuole o necessità di tranquillità assoluta

EFFETTI SULLA CAPACITÀ DI GUIDARE VEICOLI E SULL’USO DI MACCHINARI: nessuna

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE: 1 casa al giorno, preferibilmente nel pomeriggio, non più di una volta ogni 2/3 settimane

SOVRADOSAGGIO: nel caso i partecipanti abbiano assunto una dosa eccessiva del gioco, occorre fare una bella doccia o un bagnetto caldo, mettere un bel pigiama fresco di bucato, bere una tazza di latte tiepido, infilarsi nel letto con il pelouche preferito e riposare per almeno una notte

EFFETTI INDESIDERATI: casa smontata, oggetti sparsi, salotto inagibile, difficoltà di passaggio, confusione, stanchezza, sovraeccitazione

SCADENZA E CONSERVAZIONE: nessuna

Avete letto bene la posologia? Vi sentite pronti per questa nuova esperienza? Quello che vi propongo oggi è un super classico di casa nostra, un gioco che abbiamo inventato almeno due/tre anni fa, che abbiamo ripetuto parecchie volte in modi molto differenti, un passatempo che ho riproposto sabato pomeriggio al Pripi e ai suoi due cuginetti.

Che cosa vi occorre? Il maggior numero possibile di ombrelli: grandi, piccoli, colorati, seri, normali, pieghevoli, da bambino, aggiustati o mezzi rotti poco importa.

01. copyright

Cominciamo con l’aprire tutti gli ombrelli.

02. copyright

03. copyright

04. copyright

Poi li disponiamo in cerchio in modo da ricavare nella parte centrale uno spazio sufficientemente grande per muoversi fra una stanza e l’altra.

05. copyright

Dopo aver chiesto ai bambini quali stanze volessero nella casetta e a quali ombrelli le volessero abbinare, abbiamo cominciato ad arredarle una ad una. No, a dire il vero, io mi sono limitata ad osservare e a fotografare. Naturalmente ho dato loro la possibilità di utilizzare qualsiasi oggetto ritenessero opportuno e necessario.

Nell’ombrello più grande, quello di Papallo, è stata collocata la camera da letto, nella quale sono stati messi, a differenza delle altre volte, molti più materassi, visto che gli abitanti della casetta erano tre ed il letto doveva risultare molto più grande. Meno male che i cuscinoni della camera del Pripi sono tantissimi.

06. copyright

Ovviamente non poteva mancare la coperta. E’ stato scelto all’unanimità il plaid maculato, quello che costituisce l’imbottitura di uno dei nostri pelouche. Direi che è molto trendy, che ne pensate?

07. copyright

I bambini hanno ritenuto indispensabili nella loro nuova cameretta sia i libri per le storie della buonanotte (tutti e tre sono abituati a leggere), sia alcuni pupazzetti per la nanna (insomma un letto abbastanza affollato, tre bambini e tre pelouche).

08. copyright

09. copyright

10. copyright

La seconda stanza è stata la sala giochi che hanno riempito con tanto Lego, con disegni, con un sacchettino di oggetti non ben identificati (sorpresine degli ovetti, copri-spazzolini da denti a forma di animaletti ed altre amenità del genere). E’ stata aggiunta anche una specie di astronave e, a tutti i costi, una forbice e dello scotch (il che mi fa pensare che il tempo passato a fare lavoretti, a disegnare, ad incollare sia sempre un momento molto gradito).

11. copyright

12. copyright

L’arredo della stanza da bagno ha messo in evidenza la capacità di creare oggetti che non erano a disposizione (il tubetto del dentifricio costruito con un rotolo di carta igienica schiacciato ad una estremità e poi montato su un piccolo elemento delle costruzioni), la cura tutta femminile nel disporre gli oggetti (guardate come mia nipote sistema per bene l’asciugamano), il pragmatismo maschile (la presenza di una canna da pesca collocata sopra la vasca da bagno, cioè la bacinella per il bucato, che magari ci può servire).

13. copyright

14. copyright

15. copyright

La lavanderia probabilmente risultava troppo seriosa, sistemando solamente oggetti di uso comune come il sapone del bucato, il cestino delle mollette, la paletta per le mosche, le spazzole per gli abiti, un piccolo scopino con pattumiera. Per questo motivo con un berretto, una cintura, un telefono ed un cellulare di plastica i bambini hanno pensato di dare un tocco più allegro alla stanza.

16. copyright

Attingendo a piene mani dalla scatola delle pentoline (erano le mie) è stata arredata la cucina, con qualche disputa in verità: i due maschi prelevavano e mettevano dentro a casaccio, la bimba – piuttosto scocciata – sistemava tutto in maniera più ordinata.

17. copyright

18. copyright

19. copyright

20. copyright

E in una casa che si rispetti non può mancare il garage con due automobili, una per il papà ed una per la mamma. Il papà se l’è cavata in fretta, sistemando la sua jeep. La mamma ha preferito personalizzare la sua vettura. La macchina più grande presente in casa era quella della Barbie (la mia, che avevo già regalato al Pripi per … farne quello che voleva … sigh sigh), ma era stata orrendamente trasformata in una macchina di Formula Uno (la famosa Ferrari Viola) – figlio eretico! Non era evidentemente adatta ad una signora e così i due più grandi (ché il piccolo si stava facendo i fatti suoi) si sono dedicati a trasformarla.

21. copyright

22. copyright

23. copyright

24. copyright

Nel garage non potevano mancare, comunque, un po’ di attrezzi per la manutenzione della casa. Quelli ci vogliono!

25. copyright

26. copyright

Un altro ambiente ritenuto indispensabile è stata la cantina, dove dovevano esserci perlomeno i caschi per la bicicletta e, soprattutto, la bicicletta. Non avendone a disposizione una e non riuscendo ad inventare nulla di soddisfacente, hanno usato un cavallino con le rotelle. Erano onestamente un po’ perplessi, probabilmente poco soddisfatti, ma alla fine questa soluzione è piaciuta a tutti.

27. copyright

La zona relax, con tanto di divano e cuscini, è stata posta nel centro della casa, dove non poteva mancare neppure l’angolo verde.

28. copyright

29. copyright

La casa, a questo punto, era finita. Non restava che giocare. La giornata – incredibilmente – è cominciata con … il momento della nanna. Forse, dopo due ore, erano già stanchi? Allora è stato proprio meglio spegnere la luce.

30. copyright

Dopo essersi divertiti a russare in maniera molto rumorosa, il gallo ha dato la sveglia e la mamma ha deciso di preparare la colazione … abbastanza sostanziosa direi.

33. copyright 

Ma non abbiamo la televisione per guardare i cartoni! A colazione? Mah … Se manca, siamo sempre in tempo a farla. E’ bastato lo scudo di legno e un disegno.

31. copyright

32. copyright

Presto, presto! Dovete lavarvi …

34. copyright

E poi? E chi lo sa? Me ne sono andata a fare la cena.

Dai, suvvia, c’è solo un po’ di disordine, potete riordinare più tardi, non c’è urgenza. Prima di sedervi a tirare il fiato, andiamo a giocare un po’ con Barbara che oggi ci propone un divertente gioco della bottiglia.

Date un’occhiata, se ve li siete persi, ai miei giochi delle scorse settimane: Il Labirinto di Carletto e Luigino, Il Gran Premio dell’Oca e Il Gioco dei Panini.

E non dimenticate neppure: Di favole e travestimenti, La mappa del tesoro. Il gioco del twister.

Leggete naturalmente anche quelli delle amiche che hanno partecipato alla nostra iniziativa Giocando con mamma e papà:

Tutte bravissime! Bellissimi post che vi consiglio (li ho letti, li ho letti … ma non sono arrivata a commentarli, scusate!).

Se invece volete aggiungere altre proposte non dovete fare altro che cercare la ranocchietta blu (che sarà attiva fino al termine dell’iniziativa) oppure lasciare un commento!

Arrivederci a martedì prossimo.

 

AGGIORNAMENTO DEL 10.05.2017

Questo post partecipa a

 

01

01