Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

MAPPA


Il fatto che i miei passatempi siano legati, spesso e volentieri, all'estro del momento o alla necessità di realizzare qualcosa di utile per uno scopo preciso, mi può far fare oggi cose che non hanno nulla a che fare con quelle che farò domani. 
E mentre le faccio, probabilmente, sono già con la testa a quelle di dopodomani o che metterò in cantiere quanto prima. Anche queste, difficilmente, avranno qualcosa in comune con quello cui sto lavorando. 
Mi rendo conto perfettamente che posso sembrare un po' volubile e forse in un certo senso lo sono, ma è anche vero che ho una mente molto schematica, procedo secondo una logica precisa e non c'è nulla che non rientri in un disegno specifico. 
Ecco, non sono esattamente Dante che, mentre camminava nella selva oscura, già era arrivato ad intravvedere l'Amor che move il sole e l'altre stelle, sapendo già perfettamente che cosa sarebbe successo nelle tappe del suo lungo viaggio. 
Questo no, forse è un pochino troppo, ma tutte le cose che faccio, che progetto, che porto avanti vanno viste come tasselli di un puzzle, la cui immagine guida è solo nella mia testa.
Poste queste premesse è evidente che non posso essere costante nel portare avanti i miei passatempi.
Un appassionato di libri leggerà un libro dietro l'altro, creandosi un bagaglio culturale enorme. Non è il mio caso: amo leggere, ho letto molto, ma ci sono momenti in cui mi limito alla paginetta serale, pur amando il libro sul comodino.
Posso cucinare un piatto prelibato oggi e magari lo faccio pure bene, tutto sommato me la cavo in cucina, ma domani mi posso anche accontentare di un panino. 
Amo cucire e non sono certo una sarta, ma mi sono presa le mie soddisfazioni. 
Mi vengono spesso (non faccio) belle foto - immagino più fortuna che altro - ma non capisco nulla di fotografia. 
Sperimento le tecniche più diverse, specie nel periodo natalizio, perché al momento scelgo quella che mi pare più idonea a realizzare quello che ho progettato.
Non ho ancora capito se sia meglio avere un'unica grande passione e coltivarla sempre e per sempre oppure amare molte cose e dividersi fra tutte facendo meno, ma sperimentando di più. 
Non credo ci sia una risposta a questa domanda, è tutto relativo. 
Ritengo che sia importante metterci il cuore ed io, nelle mie cose, di sicuro c'è lo metto.
Scopo del blog è dunque, forse l'avrete intuito, dare un ritmo a tutte queste mie attività, permettendomi di portarle avanti con più metodo e più costanza, terminandole nel minor tempo possibile.
Non credo sia interessante leggere di lavori non completati, di idee realizzate solo in parte o esistenti solo nella mia testa. 
Dover mostrare un risultato, dandosi scadenze precise, dovrebbe nella mia intenzione, illuminare la mia strada, permettermi di accelerare i tempi, fare quello che al momento non sono in grado di fare: gestire tutto!

La sfida di creare. Io qui sfido me stessa.

Credo sia utile, per chi avrà la voglia e la pazienza di leggermi, un piccolo aiuto per non perdersi dietro le ante, una bussola per navigare fra pastasciutte ed esperimenti di un pollice spesso giallino, fra idee al volo e tentativi di arredo per la mia casa dalle persiane verdi.

Buon viaggio!






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