Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

6 ottobre 2015

ISPIRAZIONI & CO. - Shining 1 - Improvvisazione wire per un cuore di pietra (e sproloqui horror-filosofici)

Recita così il mio vetusto, ma pur sempre valido, dizionario di inglese:

shine [ʃain], s. 1. splendore; luminosità, lucentezza: dazzled by the – of gold, abbagliato dallo splendore dell’oro || to take the – out of, togliere la lucentezza a; fig. eclissare, diminuire lo splendore di 2. luce del sole, bel tempo || rain or – , qualunque sia il tempo 3. lucidatura, lucidata (di scarpe): to give one’s shoes a good –, (fam.) dare una buona lucidata alle proprie scarpe.

To shine, pass. p. p. shone [ʃɔn], nei sensi 3. e 4. shined [ʃaind], v.t.i. 1.  splendere, brillare (anche fig.); emettere, riflettere luce: a cat’s eyes – in the dark, gli occhi del gatto brillano nella oscurità; his face shone with gratitude, il suo viso brillava di gratitudine; the sun is shining, il sole brilla 2. essere brillante, eccellere: he does not – in conversation, non è brillante nella conversazione 3. (amer.) lucidare: he has shined your boots, ti ha lucidato gli stivali 4. to – up, (fam) pulire, lucidare, lustrare || to – up to s.o.., (pop. amer.), cercare di cattivarsi la simpatia di qlcu.

shiner [‘ʃainə*], s. 1. cosa che splende, che brilla 2. lustrascarpe 3.  (fam.) moneta d’oro; pl. denaro

shining [ʃainiŋ], ag. risplendente, brillante; luminoso.

Non tenendo conto di alcuni significati, che potremmo qui liberamente definire secondari, shining e parole affini rimandano a qualcosa di luminoso, lucente, splendente, un qualcosa che brilla, che emana o riflette la luce.

Questo sarà il filo conduttore di Ispirazioni & Co. per il mese di ottobre.


Eppure, nonostante io conosca molto bene il significato di questa parola, ché il mio inglese è sì arrugginito, ma neppure completamente dimenticato, c’è solo un’unica cosa che - immediatamente, inevitabilmente, immancabilmente – mi viene in mente, quando la sento
 
 
ed è proprio la faccia spiritata dell’immenso Jack Nicholson in quel capolavoro assoluto della cinematografia mondiale che è Shining di Stanley Kubrick.

Non credo che servano molte presentazioni, ma mi rendo conto che non è un film alla portata di tutti. È veramente tosto. Colpisce come un pugno nello stomaco. Mette ansia, porta inquietudine, suscita paura, incute terrore.

Il film è tratto da un libro di Stephen King, che, almeno in un primo tempo, prenderà le distanze dall’opera cinematografica.
 

L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un’atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” – si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima. (Stephen King, Shining, Bompiani)

Fuori della porta erano ammucchiate quattro valige: tre vecchi valigioni malandati in similpelle nera imitazione coccodrillo e un’enorme sacca di stoffa scozzese un po’ sbiadita, chiusa da una cerniera a lampo.

“Ce la fai a spostare questa, vero?” chiese Halloran a Danny. Quanto a lui, sollevò con una mano due valigioni e s’infilò il terzo sotto il braccio.

“Sicuro” rispose Danny.

*****

“Vuoi che ti dia una mano?”

“No, signore” rispose Danny. Senza protestare riuscì a portare la sacca per gli ultimi dieci o dodici gradini e la depose a terra con un profondo sospiro di sollievo.

“Bravo” fece Halloran. Levò di tasca un grosso mazzo di chiavi e aprì il bagagliaio. “Tu irradi, ragazzo; più di chiunque altro abbia mai incontrato in vita mia” disse, mentre sistemava le valige “E il prossimo gennaio compirò sessant’anni”

“Come, come?”

“Hai una dote naturale” spiegò Halloran, voltandosi. “Io, l’ho sempre chiamata l’aura. La chiamava così anche mia nonna. Lei la possedeva. Quando ero un bambino, della tua età, ce ne stavamo seduti in cucina e facevamo chiacchierate interminabili senza bisogno di aprir bocca”.

“Davvero?”

Halloran sorrise a Danny che lo fissava a bocca aperta, con espressione quasi avida. “Vieni qualche minuto a sederti in macchina con me” disse “Ho qualcosa da dirti”. E con un colpo secco richiuse il bagagliaio.

*****

“C’è un sacco di gente che possiede un po’ di aura. Loro, però, non lo sanno. Ma sembra sempre che si presentino con un mazzo di fiori in mano quando le loro mogli hanno le paturnie per via dei disturbi mensili. A scuola sanno a menadito la lezione anche se non l’hanno studiata, capiscono subito cosa pensa le gente non appena mettono piede in una stanza”

*****

“Riesci a fare qualcos’altro, Danny? Riguarda solo i pensieri e i sentimenti, o c’è dell’altro?”

“C’è dell’altro, per lei? chiese titubante.

“Qualche volta” rispose Halloran. “Non spesso. Qualche volta … qualche volta ci sono sogni. Tu sogni, Danny?”

“Qualche volta. Sogno da sveglio”

*****

“Ciò che tu possiedi, figliolo” continuò “io lo chiamo l’aura, la Bibbia lo chiama avere le visioni, e certi scienziati lo chiamano precognizione. Ho letto un sacco di roba sull’argomento. Questi modi di dire significano vedere il futuro. Capisci che cosa intendo dire?”

Danny fece un cenno di assenso.

*****

“Ma c’è una cosa che devi ricordare, ragazzo mio, ed è questa: non sempre quelle cose si avverano”

Nel film di Kubrick l’aura del libro prende un altro nome, si chiama luccicanza.

 
Aura o luccicanza, qualsiasi nome si preferisca, è dunque la capacità di vedere oltre, di vedere cose che gli altri non vedono, di prevedere ciò che accadrà in futuro.

Una dote non comune qui, in questo contesto, ma molto più diffusa, se la cerchiamo nel campo della creatività.

Non è forse vero che un creativo possiede questo dono? Non ha la capacità di andare oltre, dando vita ad oggetti, pensieri, immagini, che paiono usciti dal nulla?

Il creativo non riesce, forse, a vedere ciò che chi non è creativo neppure riesce ad immaginare, suscitando, di conseguenza, reazioni più che giustificate? Ma come hai fatto? Come ti è venuta questa idea? A me non sarebbe mai venuto in mente.


Il creativo non mette da parte i materiali più disparati in previsione di un utilizzo futuro? Non prende appunti su quaderni sgualciti con l'intenzione di rielaborarli poi più compiutamente? Non butta giù schizzi con la prospettiva di riprenderli in mano al momento giusto? Il creativo non vede un po' il futuro?


Il creativo, insomma, a mio modo di vedere, è dotato di shining.


Nel marasma intellettuale, che questo tema ha suscitato in me, c'è un'altra questione sulla quale mi preme farvi riflettere e sulla quale, ultimamente, mi sto ponendo delle domande.


Senza volersi improvvisare fattucchiere o maghi da strapazzo, senza pensare a fenomeni paranormali, senza immaginarsi spettatori davanti ad una sfera di cristallo o ascoltatori di un improbabile responso - immagino oracoli, carte, sogni - esiste la possibilità di vedere oltre?


Non dico in maniera compiuta, si intende, parlo di sensazioni, di impressioni, di percezioni. Parlo di coincidenze, parlo di eventi, che vanno ad incastrarsi perfettamente fra di loro come le tessere di un puzzle.


Arrivo al punto, riprendendo pure una delle domande che Fabiola - iena perfetta -  mi ha posto nell'ormai nota doppia intervista insieme al Lupo, caso o volontà?


C'è, dunque, un motivo particolare per cui, moltissimi anni fa, in una passeggiata in Val Martello, dove peraltro sono recentemente ritornata con Barbara, mi sia stato donato un cuore di pietra?




Non cercavo nessun cuore io, non cercavo veramente nulla, eppure me lo sono trovata davanti e me lo sono portata via. Senza esitazione alcuna, con la sensazione che forse, un giorno, sarebbe potuto diventare qualcosa di diverso.

Ricordate la risposta che ho dato a Fabiola? Il caso che stimola la volontà. Il caso mi ha messo davanti ad un bivio, potevo dire di sì oppure di no. In ogni caso la scelta, la volontà, è stata solo la mia.


Non è così che succede? Si fanno delle scelte, nella creatività come nella vita, e quelle decisioni poi, a volte compiute con coscienza (il creativo in azione) oppure seguendo una sensazione (chissà che ...), portano a dei risultati o hanno delle conseguenze precise, a volte inevitabili.


Per molto tempo quel sasso è rimasto nascosto dentro ad un bauletto di legno, che sta vicino al mio letto e nel quale sono contenuti i miei ricordi più cari. L'ho conservato gelosamente, a volte chiedendomi pure il motivo di tanta determinazione. L'ho tirato fuori molte volte nel corso degli anni, ma me ne sono anche scordata, come tutte le cose che non hai sempre sott'occhio. C'era e non c'era insomma. E' sopravvissuto persino all'ultima crociata, quella con lo stendardo tabula rasa per capirci. Quella in cui, per il povero sasso, non pareva proprio esserci più speranza.


Eppure, incredibilmente, è arrivato il suo tempo.


Inaspettato come un fulmine a ciel sereno (impensabile fino a qualche mese fa, me l'ero quasi scordato, ve l'ho detto), frutto di un preciso momento (Barbara in Val Martello, Ispirazioni & Co. che si apre a temi di più ampio respiro), esito di un ritorno (sul luogo del delitto), conseguente alla conoscenza di un qualcosa di pressoché ignoto fino a pochissimo tempo fa (la tecnica wire, grazie Licia).



 
(il luogo del delitto: vicino a questa chiesetta ho trovato il sasso)

Casualità, sì.

Ma ora soprattutto volontà, la mia, di dare forma a qualcosa che è sempre stato lì, di compiere l'incompiuto. Di dare un senso, insomma, a questo cuore di pietra.


Mi pare, quindi, giunto il momento di presentarvi il mio lavoro.


Tecnica wire. Questa sconosciuta, almeno per me. Una googlata, un salto in Pinterest ed è stato amore. Ma voi avete mai visto che meraviglie nascono con questa tecnica? Andate subito a dare un'occhiata, perché vi si apre un mondo.


Preciso qui, anche se non ce ne sarebbe bisogno, che l'aver scoperto questa tecnica, non me ne ha fatto certo acquisire la padronanza. Quindi, non me ne vogliamo le creatrici di questi gioielli, ma io mi ci sono buttata a pesce (tutta colpa di Ispirazioni & Co., come sempre).


In compagnia della mia pietra sono andate in merceria e, non sapendo quasi cosa chiedere, ho spiegato le mie folli intenzioni alla signora del negozio. Che io fossi una dilettante allo sbaraglio era piuttosto evidente, ma lei mi ha incoraggiata, consigliandomi il materiale secondo lei più idoneo a questo primo esperimento.


Mi ha proposto un filo molto sottile, facilmente modellabile con le mani, in modo da non essere costretta ad acquistare tutta quella serie di pinze, tronchesi, twister e altri strumenti mai visti, che probabilmente avrei usato una sola volta.




Il filo effettivamente è risultato molto facile da modellare, ma la sensazione che ho avuto è stata quella che fosse troppo sottile per imbrigliare una pietra come quella. Perché ovviamente il mio primo esperimento non poteva essere con un sasso sottile, liscio, regolare quanto piuttosto con un macigno di spessore considerevole e con una morfologia assolutamente irregolare. A me piace complicarmi la vita, lo sapete.



Così ho deciso, improvvisando totalmente, di creare un filo molto più grosso e più resistente, tagliando 10 pezzi di quello comprato (ognuno di 60 cm.) e riunendoli in un fascio attorno al quale ho avvolto, pazientemente, il filo sottile.



Il lavoro è stato lunghissimo, a tratti pure molto noioso, ma alla fine, sono riuscita ad ottenere ciò che volevo.



Leggendo i consigli trovati nel web e guardando qualche tutorial, ho potuto capire che uno dei problemi fondamentali da risolvere con questo tipo di lavori è quello di assicurare per bene la/le pietra/e al filo. Esso, in pratica, non svolge solo una funzione decorativa, ma pure una strutturale. E' ovvio naturalmente, ma per una principiante questo costituisce veramente un problema.

La mia idea iniziale era quella di avvolgere la pietra con il filo, seguendo un motivo che avevo pure disegnato: una specie di zigzag per capirci. Sinceramente, però, non mi convinceva troppo da un punto di vista estetico e la soluzione creava dei problemi evidenti di tenuta.


È stato il momento più difficile, perché mi sono ritrovata ad un punto morto. Tanto lavoro per creare quel filo e pareva non servire a nulla. Poi, ad un tratto, mi sono venute in mente le parole del Lupo - sì, sì, sta cominciando a rompere, lo so - parole dette, parlando di tutt'altra cosa, ma perfette in questo contesto.


Sono in difficoltà sui modi, non sono convinta al 100%.

Inizia a camminare e segui l'istinto e il cuore, la strada verrà da sè
Non soffermarti sul particolare, guarda a 360°.

Come viene, dici?

Non a caso ... segui il cuore.
Parti come pensi sia giusto, semmai correggi.
Puoi deviare strada ad ogni istante.
Ad ogni nuovo passo.

Ovviamente il personaggio in questione si monterà la testa, già me lo vedo, ma devo ammettere che è stata proprio questa frase, che mi ha dato la spinta per terminare il lavoro, perché per un istante ho pensato di buttare tutto dalla finestra e ricominciare da capo.

Così, senza pensare troppo, cancellando dalla testa lo schizzo che mi ero fatta, mi sono buttata. La verità è che ci avevo messo tanto tempo a preparare il filo più grosso, la mia paura era quella di rovinarlo irrimediabilmente e di dover ricominciare da capo. E questo mi ha bloccato.

Ho deciso, dunque, di seguire il cuore, fregandomene, eliminando la paura di sbagliare e, non ci crederete, le mani hanno cominciato a muoversi più sicure, dando forma ad un qualcosa, che inizialmente non avevo minimamente immaginato.


Un primo otto, poi un altro, poi un altro ancora. Uno di seguito all'altro fino a formare una catena. Otto ... otto ... otto, perché proprio otto?
 

L'otto non è solo un numero, vero? È anche il simbolo dell'infinito. Mi è sembrato perfetto, subito, all'istante, perché infinite sono le possibilità di una mente creativa, così come infinite possono essere le opportunità nella vita di una persona, basta solo saperle cogliere.

E con quella catena di otto ho avvolto il cuore di pietra.

 
Mancava ancora una cosa per completare questo ciondolo: un filo sottile che assicurasse il cuore alla struttura. Un filo fatto passare in maniera abbastanza casuale da un anello all'altro. Le possibilità sono infinite, si presentano in maniera casuale e, spesso, non sono così chiaramente visibili.


Ed ecco qui il mio ciondolo finito.


Probabilmente non diventerò mai una Licia o una Martha, ma per essere il mio primo esperimento sono abbastanza soddisfatta. All'80% come dicevo alle Comari, perché questa volta, inutile negarlo, ho avuto parecchie difficoltà ad ottenere ciò che volevo. L'idea iniziale è stata completamente abbandonata a favore di una totalmente diversa.

Ma del resto Halloran aveva parlato chiaro

"Ma c'è una cosa che devi ricordare, ragazzo mio, ed è questa: non sempre quelle cose si avverano"



Questo post partecipa a



Vi aspettiamo con le vostre scintillanti proposte



L'appuntamento è per martedì prossimo a casa di Rosalba.
 
 
I POST DELLE COMARI
 

Shining 1 - Improvvisazione wire per un cuore di pietra (e sproloqui horror-filosofici) - Federica
Shining 2 - Basco pailettes- Tutorial - Rosalba
Shining 3 - Il barattolo della calma - Barbara
Shining 4 - Il colore della paura - Fabiola
Approfondimento - Shining. Cala il sipario - Federica

22 commenti:

  1. Molto carino, Federica!!! Ma ancora più bello il significato che gli hai dato... Le infinite possibilità, quelle che abbiamo sotto il naso e quelle più difficili da vedere...
    Bello...

    Maira

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente di possibilità ce ne sono tante, basta solo saperle cogliere.
      Grazie Maira!

      Elimina
  2. complimenti Federica....un lavorone mica da ridere! e ... bellissimo post ....
    buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un lavorone che, però, nonostante le oggettive difficoltà, mi ha dato parecchie soddisfazioni!
      Ciao, Magalì!

      Elimina
  3. Ciao Fede, bellissimo post. Hai saputo trovare un cuore in una pietra, sei fantastica! Non conoscevo la tecnica, vado a studiare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non solo lo ha trovato, lo ha pure fatto scintillare!
      Pure io folgorata dal wire....;-D

      Elimina
    2. Grazie, Comari, adesso tocca a voi mostrarci i vostri capolavori wire.

      Elimina
  4. Shining è davvero tutto quello che ho letto nel tuo post?
    Mi piace tantissimo questo tema cara comare! E mi piace ancora di più la tua proposta per un bijoux fatto col cuore.
    Molto bello e carico di significato. Bravissima Fede!!!
    Un grande kiss ;-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fabiola, non lo so, dimmi tu che cosa c'è nel mio post oltre allo shining!!!!
      (io adoro questa donna, che riesce sempre a guardare oltre!!!!)

      Elimina
  5. Squitty... l'otto come segno di infinito, la pietra come segno di testardaggine (in senso buono).
    Ti rendi conto che in un certo senso parlano proprio di te? Hai una forza e una voglia infinita di fare, provare, creare ma hai anche la giusta testardaggine che serve per andare avanti quando le cose si fanno complicate, difficili.
    Come un sasso resisti e non ti arrendi, lui all'erosione del lima, tu hai problemi che incontri lungo il cammino.

    Serve ancora che ti dica che credo nella capacità di vedere oltre? Ogni creativo (sia di gioielli, soprammobili o altro sia di poesie racconti libri) ha questa capacità. Vede oltre il lavoro che c'è da fare. Vede oltre le parole scritte e da scrivere.

    E adesso basta! Troppi complimenti poi Lupo mi sgrida ahahahahahahahahh

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Patricia cara, tu sei la prima a sapere vedere oltre. Sono più che convinta che ci credi.
      Il ciondolo parla di me? Beh, sì, naturalmente. Un po' di me c'è in tutte le cose che faccio. Come potrebbe essere altrimenti?
      Il Lupo? Ahahahahaha ....... dici che gli rubo il palcoscenico?

      Elimina
  6. Che meraviglia questo post: spiegazione fenomenale ed originalissima dell'argomento!
    Anche a me "Shining" fa venire subito in mente il facciotto pazzo di Jack Nicholson in quel famosissimo film che non ho mai avuto il coraggio di guardare... Ma è anche vero che il significato letterale è appunto brillante, lucente, splendente...
    E a questo proposito mi è già venuto in mente un progetto che può proprio adattarsi al tema di questo mese: quindi a presto su questi schermi!!!
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Maryclaire!!!! Ma finalmenteeeeeeeeeeeeeeeeee!!!! Ci sei ancora?
      Shining te lo devi guardare, eh!!!! Non si può non vedere.
      Curiosissima per il tuo progetto: le Comari ti aspettano!!!

      Elimina
    2. Finalmente... inserito il mio progetto!
      Baci

      Elimina
  7. Bè Federica, Ispirazioni ha colpito ancora!
    Il tuo istinto ti ha portato in alto, poco importa poi il risultato, la parola d'ordine è sperimentare!!!
    Per me è venuto benissimo!
    Cmq bastava una foto di te: brilli di luce propria!!! Ciao stellina <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rosy, guarda che mi viene la lacrimuccia!!!!! Grazie, cara!
      Ispirazioni riesce a farti fare cose assolutamente impensabili!!!! Per questo, secondo me, funziona, perché ci fa tirare fuori il meglio di noi stessi!!

      Elimina
  8. Federica .... stamattina ho visto questa meravigliosa immagine lucente ...e mi ha riscaldato il cuore visto il clima nebbioso e lattiginoso che alberga da queste parti ... ma ora che sono arrivata a leggere questa tua opera creativa ....mi viene in mente solo una cosa ... sei shining ....luminosa .. scintillante come non mai .. un astro ... della creatività ... sai leggere , vedere , concepire oltre in modo differente da qualsiasi altra persona --- .(.beh no ne ho conosciuta ... un' altra quasi al tuo pari ...le lettere dell'alfabeto ... tra la I e la M ..) .mi affascini con le tue scritture ....quel cuore ha voluto farsi trovare da te che lo hai reso infinitamente bello.......
    proverò a farmi la tua minestrina ....sarà quella che ti rende così geniale ???? .... :-)))) <3 <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh, mamma, Giusiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! Per fortuna che sono seduta!!!!!
      Sei troppo, troppo, troppo buona!!!!! Grazie, di cuore.
      Quello fra I ed M non sarà mica .....???? Pure qui me lo ritrovo???? Ma che palleeeeeeeee!!!!!
      La minestrina? Ahahhaahha, non penso sai, però puoi sempre provare!

      Elimina
  9. Wow...è un piacere leggerti, ispiri sempre tantissima vivacità, allegria, luce!
    Hai scelto col cuore, con l'ispirazione ed e' ricco di significato il tuo lavoro!
    Un abbraccio
    Roby

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Roberta!!! Troppo, troppo e troppo!!!

      Elimina
  10. Cara Federica ho finito per inserire il post delle ragnatele di Halloween perché non riesco a fare niente di nuovo entro la data fissata! Prossimi giorni sono stra-stra-stra-presa, e la mia idea richiede tempo per essere sviluppata. Diciamo che è lì in testa da qualche parte :D
    Capisci bene che arriviamo all'anno prossimo di questo passo (ah ah ah)
    Un abbraccio!
    Marina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai fatto bene, Marina!
      Grazie di aver partecipato!

      Elimina