Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

27 gennaio 2015

Struthof - La chambre à gaz

00Scendo per il sentiero pian piano. L’umidità è alle stelle.

Il Pripi corre, gioca, ride.

Qui può, meno male.

La visita del campo è stata impegnativa per lui. Il silenzio era doveroso, inevitabile, giusto, ma non sapendo, non comprendendo del tutto, gli è stato difficile afferrare pienamente, perché su quell’erba, su quei grandi prati verdi, non si potesse correre.

Un po’ ne abbiamo parlato, certo. Ma come si può pretendere, che un seienne possa capire tutto l’orrore, che sta dietro a questo luogo?

La storia di Leone un po’ ci ha aiutati, sì. Ma è solo una goccia nel mare. Ovvio che lo sia, ma per ora va bene così.

Anche troppo.

01

La villa è lì sulla destra e ti domandi, che cosa ci faccia in quel posto; se è uno scherzo della fantasia oppure se è reale; se fare il bagno in piscina, appena sotto il campo, sia stato abituale.

Tutto chiuso.

Silenzio. Abbandono.

02

E poi arrivi alla casetta. Piccola, anonima.

Pare quasi una baita, una di quelle strutture a mezza quota, che vengono affittate ad allegre compagnie desiderose di passare insieme una bella giornata.

C’è pure il camino.

03

Entri, un atrio.

Sulla destra una doccia, ma non è esattamente una doccia normale, perché le sue dimensioni sono assolutamente sproporzionate per essere veramente tale.

E poi c’è quel colore azzurrino sullo stipite della porta, un colore da casetta di campagna.

Stride. È quasi fastidioso.

04

La seconda stanza pare uscita da un film dell’orrore, con quel pavimento rosso e quelle vasche in pietra.

L’umidità è ancora più alta, ma senti arrivare addosso il gelo.

05

E poi arrivi alla fine, all’ultimo locale.

Non capisci neppure bene a cosa serva, perché non pare avere un senso.

Eppure un senso pare lo avesse.

06

Angoscia.

 

Struthof è il sito dell’antico campo di concentramento di Natzweiler, in Alsazia.

Per saperne di più: http://www.struthof.fr/fr/accueil/

12 commenti:

  1. impossibile dimenticare le atrocità .... per sempre
    un abbraccio
    giusi

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  2. Drammatico e agghiacciante. Eppure è accaduto. Ricordare è l'unico modo perché non si ripetano mai più atrocità simili. Purtroppo ci sono luoghi nel mondo in cui la barbarie domina e distrugge la vita e la dignità dell'Uomo.

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  3. Non bisogna dimenticare e ... soprattutto rifare le stesse atrocità.
    Ma l'uomo, purtroppo, sembra non imparare mai dal passato!
    Grazie per il post Federica.
    Un forte abbraccio Maria

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    1. Di nulla, Maria.
      Era la prima volta che visitavo un campo di concentramento ed è stata un'esperienza piuttosto forte.
      Giusto condividere.

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  4. Magone. Totale.
    Queste immagini sono più forti di qualsiasi parola

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