Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

15 gennaio 2015

Sognare Linda R. e svegliarsi con Re Vega e i mandaranci

collagePensate pure quello ciò che volete, ma a volte ci sono cause di forza maggiore, per cui una si porta il portatile in cucina, prepara velocemente il caffelatte e accende il pc senza neppure passare dal bagno. E, infatti, sono qui a gambe incrociate, sennò me la faccio pure addosso.

È che, se non vi racconto ora come  è andata, sono certa che – fra qualche ora – non mi ricorderò un fico secco dell’intera faccenda.

Il Pripi è con la febbre da ieri, per cui ieri sera, all’ora della nanna, lo sfratto di Papallo è scattato inevitabilmente e ci siamo installati nel lettone. Questa operazione è di prassi a casa nostra in queste circostanze, perché mi evita la peregrinazione continua verso la sua camera a vedere, se respira, se suda, se scotta, se ha l’acqua, se si si è soffocato con la tosse, se …. cuore di mamma insomma.

La notte è passata tutto sommato bene per fortuna, abbiamo dormito tranquilli.

Ad ore 4.00 circa c’è stato il giretto al bagno ed il recupero dell’acqua fresca. Poi il sogno ad ora imprecisata.

Prima di raccontarvelo, però, faccio questa doverosa premessa: chi ha letto del mio assurdo sogno di questa estate, saprà di certo che in quell’occasione io avevo mangiato un tantino pesante. Bene, ieri io ho fatto una cena malato style, perché io di cene ne faccio solo una, almeno se posso. Quindi la colpa in questo caso non è certo del cibo, ma della mia mente, a questo punto, un tantino disturbata.

Specifico anche, che questo post non era per nulla programmato, perché in questo momento sono tutta presa da Ispirazioni&Co e dalla realizzazione del mio progetto parigino, così come – spero che mi crediate – non è certo un post ad effetto, ché proprio non è il mio genere.

Semplicemente è andata così.

Ambientazione campagnola. Di quella campagna che sta attorno alla città di Trento. Giornata di sole autunnale, temperatura mite.

Mi trovo davanti ad una specie di osteria/bar/ristorante situata dentro ad un avvolto. La porta è aperta.

So che mio marito è lì dentro (perché poi?) e lo vado a chiamare. Sta parlando al tavolo con delle persone e fra queste persone ci sta Linda R. Lui ovviamente non sa che è Linda R., perché naturalmente non sa minimamente chi sia Linda R. Questo perché, nonostante i miei sforzi di metterlo al corrente sulle mie attività di blogger e sulle persone che frequento in rete, probabilmente le informazioni gli entrano da un orecchio e gli escono dall’altro.

La Linda R. del sogno è, naturalmente quella di Ordinata-Mente. E chi sennò?

Bene, io riconosco Linda, purtuttavia entro nel locale, la guardo e faccio finta di non riconoscerla. Anche lei, sono sicura, mi riconosce nel medesimo istante in cui entro, ma non dice nulla. I motivi di questo comportamento mi paiono, già nel sogno, strani. Imbarazzo? Timidezza? #nonmenepuòfregaredimeno?

Mio marito è tutto impegnato ad aggiustare l’Orso Emil, ma lo fa in maniera oserei dire tribale, perché con un filo sta facendo un assurdo nodo per chiudere il buco. Io ovviamente gli spiego, che così non combina nulla.

Recupero il marito e andiamo verso il camper e, uscendo, vediamo un camion pieno di roba, dal quale un signore tutto impegnato sta scaricando oggetti, che io assolutamente non ricordo. Il mio pensiero è stato: ma allora è proprio Linda, perché ha appena traslocato (pensandoci ora, non mi risulta per nulla, però …). Chiaro, lampante, così come 1+1=2.

Guardo in alto, verso una collina più elevata sopra la quale sta una specie di maso, dove evidentemente il tizio in questione sta portando le sue cose, e chiedo a mio marito ma che paese è quello? La sua risposta è Tonadico. E nel frattempo penso pure: appppppperò, tu guarda la Linda, dove si è piazzata!

Tutto questo è assolutamente follia, me ne rendo conto. Primo non mi risulta che Linda abiti in un maso sperduto, almeno non credo. Secondo Tonadico è sì un paese del Trentino, ma si trova dall’altra parte della regione e non certo nei dintorni di Trento. Terzo io so, dove abita realmente Linda R. e vi assicuro, che non si trova certo a Tonadico.

Vero, comunque, il fatto che Emil abbia un buco ed io debba operarlo per forza. L’Orso Emil è, per chi non lo sapesse, l’inseparabile compagno di nanna del mio Pripi.

Ma questo è nulla, perché noi, in questo posto attorno a Trento ci eravamo andati in camper. E non esiste proprio che, nella realtà, si prenda il camper per fare pochi chilometri.

La cosa più sconcertante è poi che, una volta salita dentro al camper, io mi sia ritrovata dentro ad una specie di carrozzone del circo, completamente vuoto all’interno. Tipo questo.

02. copyright

(La foto qui sopra è l’interno di un reale carrozzone tipo quelli del circo, che si trova all’Ecomusée d’Alsace, adibito ad una specie di sala disegni per le attività dei bambini. Ed è pure una delle ultime foto catalogate del mio archivio, lavoro che sto portando avanti in questi giorni).

Una carrozza completamente vuota fra l’altro e assolutamente sporca: si vedevano le gatte per terra!

Nel sogno volevo invitare Linda R. a vedere il camper, ma mi sono sentita veramente imbarazzata, perché io il mio camper davvero non lo ricordavo così. E ti credo … il camper è dotato di mobili e, in genere, lo tengo pulito. Che poi non ho ben capito i motivi,  per cui io avessi intenzione di invitare Linda, se manco ci eravamo salutate.

Tempo di fare questo pensiero e il sogno è svanito. Ho sentito il Pripi parlare con Papallo, che neppure avevo sentito entrare in camera. Evidentemente stava andando al lavoro ed era venuto a salutarlo.

Inutile dire, che io non sapevo neppure dove mi trovavo.

Mamma, tu lo sai che il Re Vega ha creato un mostro con un cobra e un’aquila, ma io non sapevo che il cobra era un cobra e l’aquila era un’aquila, prima che lo dicesse … l’acqua è finita, me ne porti ancora?

(per piacere taci e dormi)

In stato comatoso andante sono entrata in cucina, dove un marito evidentemente scocciato armeggiava con un sacchetto di mandaranci. Dove diavolo hai comprato questi mandaranci, che sono tutti marci?

Non lo so. E sono tornata a dormire.

Datemi il replay, per favore.

Buongiorno, blogosfera, vado a fare pipì.

20 commenti:

  1. Mi hai fatto troppo ridere!!! Credo sia un po' lo stress di certi giorni ad elaborare queste immagini, lo dimostra il fatto che tu abbia sognato l'interno del tuo camper come un carrozzone, e in questi giorni avevi salvato un'immagine di un carrozzone sul pc!
    Comunque sai una cosa? Anch'io stanotte ho fatto un sogno (ma brutto però, ho ancora l'ansia), e anche nel mio c'era una blogger, ma nel mio caso non so chi sia! O meglio, nel sogno la conoscevo, ma pensandoci ora non esiste!!!
    Povere le nostre menti!

    Maira

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    1. Oddio, Maira, pure tu? Che sia la sindrome da blog?

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  2. Ahahahahahahaha!!! Mi hai fatto così ridere che ora sono io a dover andare a fare la pipì, ma prima devo dirtelo, è una cosa assurda ma leggendoti mi hai fatto venire in mente Abby di NCIS, non so se conosci il telefilm ma... probabilmente sono fuori di testa :S :D :D

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    1. Ma chi diavolo è questa Abby di NCIS?
      Il telefilm naturalmente lo conosco (di nome), perchè mia mamma se lo guarda, ma io non guardo la tv, per cui sono assolutamente ignorante in materia.
      Vado a vedere!!!

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  3. Per la serie ::"non sono i tranquilla nemmeno quando dormo"!

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  4. Mi hai quasi fatto saltare le lenti a contatto tante le lacrime
    :-D
    Ormai in treno mi conoscono come "la matta che ride da sola"!
    Cristina all'epoca parlò di "blogghite acuta". Sara mica il caso di consultare qualcuno???
    Adoroti sempre più !!
    Baci ♡♡♡



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    1. Oddio, non vorrei averti sulla coscienza, magari ti mettono in un ospedale psichiatrico.
      Però, guardando il lato positivo della cosa, magari ci incontriamo!

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  5. Sto ridendo a crepapelle!!!
    E non ti dico altro... =))))))))))))
    Dani

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  6. Ecco, non ho ancora deciso se ridere o essere preoccupata!! ^_^
    Confermo di non avere in programma alcun trasloco, ma ti dirò che non mi dispiacerebbe andare a vivere in un maso!
    Ehm, torna a mangiare pesante vah, che è meglio!!

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    1. Invece dovresti preoccuparti, Linda, perché il signore che scaricava il camion ti stava riempiendo la casa di carabattole.

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  7. Mamma mia mi hai fatto sbellicare dalle risate!
    Ma mi devo preoccupare?
    veramente ricordi anche a me Abby di NCIS.
    Geniale ma ...
    Un abbraccione Maria

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    1. Maria, pure tu? Devo riflettere su questa Abby!

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  8. ahahahahah mica male!!!
    Almeno avessi mangiato pesante anche stavolta avresti avuto una buona ragione, ma così... ;-)))
    Vabbè dai, a volte capita di sognare cose davvero assurde!

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    1. Non male, vero? Ma lo sai che sono rimasta rimbambita tutto il giorno dopo questo risveglio?

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  9. Oi Fede finalmente trovo qualche minuto per salutarti...Anche se sono sparita per un po' non ho perso una puntata del tuo viaggio rocambolesco verso Parigi e del tuo soggiorno - ti ho immaginato come una Don Quijote che invece di lottare contro i mulini a vento, s'imbatteva in una tempesta di neve...troppo forte Amica del Web!!! E poi devo dire che hai vocazione per la narrazione: semplice, incisiva e ironica, tutte doti che ammiro... Anche il sogno...troppo divertentente:-)
    Un caro abbraccio
    Danila

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    1. Ehi, Danila, troppe cose in un unico commento! Mi esalto!
      Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeee!

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  10. Qualche numero buono no, eh?

    Anche io faccio sogni stranissimi, peccato non riuscire mai a scriverli ;-)

    Comunque il tuo stile di scrittura, così diretto, spacca!
    A presto!
    Daniela

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    1. No, Dani, nessun numero buono purtroppo!

      Dopo questo sogno ero io ad essere spaccata!

      Ciao, cara

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