Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

9 gennaio 2015

Capodanno 2000: Parigi (I parte)

Non tutte le ciambelle riescono con il buco, ma quella era riuscita benissimo: un cerchio praticamente perfetto!

Dovete sapere che, nel lontano dicembre 1999, mi venne la balzana idea di andare a Parigi per il Capodanno, idea che venne a molti immagino, vista l’occasione irripetibile. La particolarità di questa iniziativa fu però quella di portarci pure mio marito – allora non ancora tale – naturalmente a sua insaputa.

Escludendo l’ipotesi di metterlo in valigia fatto a pezzi, decisi più saggiamente di organizzare una sorpresa per il Natale, facendogli trovare sotto l’albero un bel biglietto.

Questo!

EPSON MFP image

Se vi state scervellando per capire quale tipo di compagnia aerea sia Air Mizar, potete farlo per ore senza risultato alcuno, perché Mizar era semplicemente il modello del nostro primo camper.

Ne potrete dedurre, quindi, che sì volevo andare a Parigi, ma in camper. Sono o non sono un genio?

Avrei fatto prima a prenotare il volo, ve lo assicuro, perché l’organizzazione clandestina di un viaggio non è una passeggiata, cioè non lo è in camper. In inverno poi…

Tenete conto, che certe operazioni preliminari non sono, e non sono mai state, di mia competenza, quindi – a parte il pieno di gas e gasolio – ho dovuto arrangiarmi in tutto. Non che non fossi in grado di occuparmi anche di quello, si intende, ma non potevo certo correre il rischio di farmi vedere in giro con il Mizar: sarebbe stato difficile dare delle spiegazioni senza tradirmi, no?

Naturalmente, poi, il difficile fu evitare, che al quasi-consorte venisse lo sghiribizzo di andare in camper per prendere o  controllare qualcosa.

Ci fu solo un problema, ad operazione praticamente conclusa, proprio durante il carico della spesa, quindi veramente all’ultimo: l’acqua si era gelata dentro ai rubinetti. Dopo un iniziale momento di panico, non mi ricordo neppure come, risolsi pure il problemino.

Della serie è vero che noi donne scaglioniamo agli uomini molti lavori scoccianti, ma è altrettanto vero che, fondamentalmente, possiamo arrangiarci in tutto. Non sarei sicura del contrario, ma questa è un’altra storia.

Vi racconto quindi, se avrete voglia di seguirmi, la nostra avventura verso e dentro la Ville Lumière. E fu veramente tale.

(dal diario di bordo 27 dicembre 1999)

Il ‘regalo’ inizia verso le 10.00 di una splendida giornata di sole, seguita ad un’intensa nevicata. (aggiungo ora così fitta, che quasi non riuscivamo a tirare fuori il camper dal parcheggio: secondo momento di panico).

Ci riforniamo di gas e gasolio sulla tangenziale e ci immettiamo in autostrada a Trento Nord.

Il tempo cambia poco dopo Bolzano: inizia a nevicare (per fortuna non troppo intensamente).

Al Brennero rapida sosta per l’acquisto della ‘Vignette’ e per un caffè.

EPSON MFP image

Malgrado tutto procediamo senza particolari problemi fin oltre Innsbruck.

Ad Imst lasciamo l’autostrada e ci azzardiamo a percorrere il Fernpaß che, sulla carta, sembra essere molto tranquillo. Ben presto, però, ci rendiamo conto che la cosa non è così facile. Infatti la strada va peggiorando ed il Mizar comincia pian piano a slittare. Alla prima occasione ci fermiamo per montare le catene, operazione tutto sommato rapida.

Comincia a nevicare
Rumore di catene
Ce la faremo?

Questo ci consente di procedere in tutta sicurezza, anche se un po’ lentamente, sotto una nevicata sempre più fitta. Ci stupiamo dell’intenso traffico, anche pesante, che transita per questa strada: notiamo parecchie macchine in difficoltà e non possiamo non ammirare l’eroico equipaggio con caravan al seguito.

Lo scollinamento del Fernpaß si rivela molto più lungo del previsto, stravolgendo la tabella di marcia.

Ecco il Fernpaß!

Solo in vista di Reutte è possibile, finalmente, smontare le catene. Se non fosse per l’avversa condizione atmosferica, la strada sarebbe rapida e scorrevole (da tenere presente in un’altra stagione).

Poco dopo, attraverso un tunnel, siamo in Germania. Passando, vediamo il profilo ormai familiare di Füssen.  Nel raggiungere l’autostrada, attraversiamo il tipico paesaggio bavarese, dove notiamo i segni devastanti della tempesta dei giorni precedenti.

Sull’Autobahn prima vera sosta con rapida merenda e ‘sgranchitura’ delle gambe. La temperatura è decisamente mite e già a quest’ora (15.00-15.30) comincia ad imbrunire.

È ormai notte, quando in zona Ulm, facciamo il pieno.

Continuiamo a macinare chilometri, attraversiamo Stoccarda, poi Karlsruhe e, poco dopo, con nostra sorpresa un segnale nel buio indica un’uscita per la Francia e Parigi.

I segni della tempesta sono qui più evidenti che mai.

Immessici sulla superstrada per Strasburgo ci colpisce l’indicazione ‘Parigi 500 km’. La cosa ci fa un certo effetto: questo è un vero viaggio!

Il traffico è scarso, le strade sono buone (e care), cosicché, rapidamente, attraversiamo Alsazia e Lorena. In questa zona ci concediamo una nuova sosta per decidere il da farsi. Optiamo per proseguire fino ad ‘esaurimento energia’.

Solo dopo aver passato la città di Metz, stanchi, affamati e sotto una fitta pioggia, ci concediamo il meritato riposo. Giunge a proposito l’Aire de Metz St.Privat, dove ci intrufoliamo fra giganteschi TIR fermi per la notte.

Poco dopo cena arriva un camion, che si piazza vicino a noi e che emette un preoccupante frastuono, che non sembra destinato a smorzarsi. Dopo una vana attesa spostiamo il camper in una zona più tranquilla.

La pioggia si sta trasformando in neve.

(continua)

Squitty dentro l'armadio

01b. Parigi

24 commenti:

  1. Federica, ma che racconto epico!!! E che razza di idea ti è venuta in mente!!! Io la prima volta sono andata in caravan partendo da Roma e impiegando 3 giorni per arrivare, ma almeno era estate!!!

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    1. Si, ho capito, ma Capodanno viene in inverno! Mica è colpa mia, se quell'anno nevicava!

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  2. Bello questo diario, non vedo l'ora di leggere le prossime pagine!!!

    Maira

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    1. Grazie Maira, sicuramente nei prossimi giorni!

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  3. Ma che bello questo diario di viaggio.
    E pure i filmati ! ( cosí adesso conosciamo anche la tua voce!)
    Certo che siete stati eroici.
    Non vedo l'ora di leggere il resto!
    Un abbraccio Maria
    P.s. Concordo pienamente su quello che dici sugli uomini.

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    1. Considerato che in quei giorni l'Europa è stata praticamente devastata dal mal tempo, non solo siamo stati eroici, ma molto fortunati!

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  4. Parigi, in aereo? Ma siamo matti? Scegliamo un mezzo più consono, data la stagione e il periodo....ahahahah
    Di certo tuo marito con te non si annoia, sei unica!!!

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    1. Ma il camper è sempre consono, Rosi, sono le strade che non lo sono!

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  5. sembra un film... non farmi aspettare troppo! ;)
    lori

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  6. Madonnina bella!!! Sei senza catene pure tu come il caravan!
    Squitty no limits!
    Aspetta che mi riprendo pure dall'emozzzione di aver ascoltato la tua voce! Bello bello questo racconto di viaggio! Aspettando il prossimo episodio ti dico che ti adoro sempre più maggica folle amica! Baciuzz♡♡♡

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    1. Ebbene sì, ho una voce. Sono un essere parlante (qualcuno direbbe anche troppo!).
      Dovrei farmi una maglietta ... Squitty no limits .....

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  7. oddio che ridere ,,,,,a guardare il paesaggio seduta in poltrona peroò.... io sarei tornata indietro con tutta quella neve .... anche il mio lui tra mille frasi irripetibili ... figurati non si farebbe neanche 30 chilometri col sole e in primavera figurati a Parigi e con quel tempo da lupi .... .... mitici ... eroici e troppo simpatica ..... se avete bisogno di un portaborse ..tuttofare .... colf .. per il prossimo viaggio chiamate mi offro volontaria .... e aspetto il seguito
    giusi

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    1. In camper c'è sempre da lavorare, Giusi, ti aspetto!

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  8. Il mitico Fernpass!!! Ci siamo passati proprio per andare a Fussen. Che dire, Parigi in camper è un must! Non vedo l'ora! ˆ_ˆ P.S. Mi ha fatto troppo ridere il tuo biglietto!

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    1. Una volta scoperto il Fernpass, non ne puoi più fare a meno. Strada molto panoramica e molto utile a tagliare chilometri. L'abbiamo fatto tantissime altre volte!
      Parigi in camper è assolutamente da fare!
      Il biglietto è pure plasticato. Ed era già tanto per l'epoca, mica c'erano tutte queste meravigliose carte che ci sono oggi.

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  9. Un racconto entusiasmante!! Bellissimi i paesaggi innevati!! Aspettiamo la prossima puntata... Buona Domenica!!
    Carmela e Davide

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    1. Ed eccola la seconda puntata! Buona domenica a voi!

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  10. Sospettavo che fossi un po' folle.... adesso ne ho la certezza!
    Sei troppo forte. =)
    Dani

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    1. Lo prendo come un grandissimo complimento, mia cara!

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  11. Mamma miaaaaaaaa!! Beh il regalo che hai fatto è bellissimo, ma, ma, ma che avventura! Caspiterina quella sì che era neve!!! Ora mi fiondo a leggere il seguito :D

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    1. Lo è stata veramente. Devo dire che ci siamo divertiti un sacco!

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  12. Anche io ho il camper e mi ci vedo benissimo nel tuo racconto!

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    1. Hai il camper pure tu!
      Ho sognato oppure l'avevi scritto da qualche parte? Possibile che io abbia letto di qualche tua partenza su FB? E l'abbia pure commentata?
      Ricordo qualcosa del genere, ma non so se eri proprio tu .... mah!!!!

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