Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

23 ottobre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (20/2014) - Torta salata con patate, scamorza e lucanica

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Non ditemi che, a vedere questa torta, non vi viene gola. No? Peccato, è buonissima!

Io ho un po’ la fissa delle torte salate e ogni tanto mi diletto ad inventarne qualcuna di nuova. Questa mi è venuta così.

Ho lessato due grosse patate e le ho tagliate a fette sottili.

22 ottobre 2014

Il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto

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Un’assenza lunga vent’anni o giù di lì, perché è ben vero che Rovereto per noi è proprio qui dietro l’angolo, ma è anche vero che non siamo sempre a Rovereto. Ed è un peccato, visto che la cittadina è davvero graziosa e il museo, di cui vi racconto oggi, è una vera chicca.

Domenica scorsa, ormai immersi nel clima da Centenario 1914-1918 (Papallo molto più di noialtri due eretici), abbiamo deciso di farci finalmente questa visita da tempo rimandata e agognata dall’esperto di famiglia. E l’abbiamo pure fatta furba, sfruttando l’improvviso interesse del Pripi per i soldatini con annessi e connessi, sennò ho idea che pure questa volta avremmo dato forfait.

Inserito in un contesto davvero speciale, un vero castello con tanto di torrioni …

17 ottobre 2014

Un anno di blog - Obiettivo mancato?

02Tre giorni di festeggiamenti sono, oggigiorno, il minimo per fare una cosettina decente. Fatevi un giretto con Google e ci trovate di tutto: la Festa del Vino di Merano, la Festa patronale di Santu Franciscu di l’Aglientu, il Centenario del Coni, persino il matrimonio di George. Decine e decine di sagre, commemorazioni, eventi che hanno come comune denominatore il numero tre.

Così, per non sottrarmi al fascino del numero perfetto, mi sacrificherò oggi a completare la trilogia di post commemorativi, di modo che, alla prossima ricerca Google, pure Squitty dentro l’armadio possa entrare a buon diritto nell’assurda ricerca, di cui sopra.

Quindi, dopo esservi sciroppate, nell’ordine, riorganizzazione e restyling e tè versione deluxe, vi toccherà sorbirvi pure la celebrazione ufficiale di un anno di blog. Credevate mica di farla franca, eh?

16 ottobre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (SPECIAL EDITION) - 1° Birthday Linky Party - Il mio primo post

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Domani Squitty dentro l’armadio festeggerà un anno di vita ed ho quindi deciso di dedicare il nostro (quasi) settimanale appuntamento con il tè a questa giornata per me un po’ speciale.

In verità il blog è nato un pochino prima, come ho avuto modo di spiegare nel mio primo post pubblico, ma ritengo il 17 ottobre la data d’inizio ufficiale di questa avventura.

Quindi, dopo riorganizzazione e restyling, l’armadio si merita pure una bella festa, una Special Edition de Un té dentro l’armadio.

14 ottobre 2014

Di scatole e di pulizia

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Molto tempo fa, in un luogo non troppo lontano da qui, viveva indisturbata una bella scatola vuota, un candido contenitore che fu riempito senza criterio con qualsiasi cosa venisse in mente al suo proprietario.

Non è che quello scrigno non fosse in grado di ospitare quello che gli veniva chiesto di ospitare, più che altro era il suo possessore che aveva dei problemi a reggere il peso di quel pacco sempre più voluminoso.

Ma quel personaggio bizzarro era fatto così e il contenitore ingoiava senza lamentarsi mai.

Non si sa cosa successe veramente, le ipotesi sono molte, fatto sta che, in un raro sprazzo di lucidità, il suddetto personaggio, un po’ sadico e un po’ masochista, decise di porre fine a quella spirale di follia e si mise all’opera.

2 ottobre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (19/2014) - Un ricamo fiorito

01 copyrightL’armadio è arrivato prima, molto prima. Non so quanto, ma sicuramente prima di me, prima della mia casa, prima del quadro.

Era nella camera della mia prozia, quella adorabile, meravigliosa persona con la quale io passavo interi pomeriggi a giocare al negozio o alla parrucchiera, quella che veniva invitata quotidianamente a casa nostra a vedere la tv dei ragazzi, quella le cui chiavi di casa, unico oggetto contenuto nella sua consunta borsetta nera, venivano prese in ostaggio, per far sì  che non potesse andarsene.

Abitava due piani sotto di noi in un appartamento troppo grande per una persona sola, in un appartamento in cui le camere erano camere, la cucina era cucina e il corridoio pareva un’autostrada. I mobili erano naturalmente quelli di un tempo.

Alla morte della prozia l’appartamento fu smontato e i suoi oggetti finirono un po’ qui ed un po’ lì, come sempre succede in questi casi.

Casa nostra, a quei tempi, non era né sufficientemente grande né stilisticamente compatibile con quei vecchi mobili e fu praticamente impossibile recuperare qualcosa, ma io, che ero una ragazzina, chiesi ai miei genitori di poter tenere il vecchio armadio.

Non avevo certo la vocazione di un’arredatrice, ma avevo già una mia idea precisa su come l’avrei riutilizzato. Avevo infatti visto su una rivista un antico armadio, nel quale era stato sistemato un intero impianto stereo (quelli seri di una volta, mica le ridicolaggini che si vedono oggi), i cui moduli erano ordinatamente posizionati sugli scaffali e sbucavano in tutta la loro bellezza attraverso un unico pannello che costituiva una specie di seconda porta all’interno dell’armadio stesso. Un vero capolavoro.

Ottenni l’armadio, che però finì in cantina, visto che non avevamo altro posto per metterlo, che non avevamo un impianto stereo, che avevo un età, in cui la mia futura casa era ancora un miraggio lontano.

Rimase in cantina tantissimi anni, ma arrivò anche il suo momento, perché non appena vennero cominciati i lavori di ristrutturazione del mio attuale appartamento, finì diretto da un restauratore. Era il mio armadio ed ero fermamente intenzionata a riprendermelo.

L’arredamento di casa mia è sostanzialmente moderno, ma ho voluto fortemente un angolo antico per inserire il mio antico armadio. Ma un armadio, da solo, non bastava per creare l’atmosfera: ci voleva un tappeto serio, qualche oggetto d’epoca e un quadro.

Avevo voglia di fiori, che non amo particolarmente in verità (l’ho già detto qui), ma mi parevano l’ideale. Ho cercato e ricercato, finché ho trovato esattamente quello che avevo in testa e mi sono messa al lavoro.

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È stato il lavoro più lungo che io abbia mai realizzato a punto croce: quasi due anni. Le pause sono state lunghissime, perché le troppe sfumature di verde, ad un certo punto, mi avevano fatto venire il rigetto. Avevo pensato persino di mollare tutto, perché davvero non riuscivo ad appassionarmi a quel lavoro che mi ero pure meticolosamente scelta. Insomma amore ed odio dall’inizio alla fine.

Eppure, a distanza di anni, il quadro è ancora lì, vicino al suo armadio. Cinque centimetri esatti fra l’uno e l’altro, non uno di più non uno di meno.

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Che ve ne pare?

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P.S. Lo stereo, alla fine, non è finito dentro l’armadio
 
Prima di lasciarvi, care amiche del tè, vi informo che ho modificato il regolamento di questo nostro appuntamento settimanale. Visto che nei post che hanno partecipato fino ad ora raramente è stato inserito il link all’iniziativa (come era stato suggerito), vi chiedo di inserire obbligatoriamente il banner (con il link) alla stessa (e magari correggere pure i post precedenti). Non sono mai stata fiscale in merito, ma cominciavo a domandarmi il motivo per cui il nostro appuntamento del giovedì è così poco frequentato. Se nessuno sa che esiste, come fanno le blogger a partecipare? Suvvia, fate uno sforzo!!!
 
 
Qui trovate tutte le informazioni relative a Un tè dentro l’armadio.
 

Abbiamo parlato di:

CUCITO con

Accidentaccio - Come apparecchiare la tavola del buffet: la tovaglietta per il tè

MAGLIA con

DECORAZIONI con

Africreativa - Orecchini e bracciale filo di rame e perle a crochet

GIARDINAGGIO con

CUCINA con

LIBRI con

FOTOGRAFIA con

IDEE CASA con

VIAGGI con

NATALE con

IDEE RANDOM con

La strana giungla - Questione di cuccioli



Aggiornamento del 12 agosto 2017

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