Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

30 gennaio 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (4/2014) - Pranzo fra amici

Il Passo del Tonale si stava rapidamente allontanando dietro di noi e gli orribili casermoni mezzi sfasciati stavano progressivamente diventando un ricordo, man mano che il sentiero prendeva forma.

Avevamo scoperto quell'itinerario per caso, così come per caso eravamo arrivati lassù. Sapete, a volte la vita dei camperisti non é facile e bisogna, a causa di normative discutibili, cambiare programma all'ultimo. Ma poco importa, perché l’alternativa si trova sempre.

La scoperta di quel dépliant fornito dall’Agenzia Turistica locale aveva, per fortuna, salvato la giornata e l'idea di quel Giro dei Forti ci era piaciuta subito.

28 gennaio 2014

Decluttering e riciclo - Camera da letto 1/4 - La scatola della bigiotteria

Come ho già avuto modo di dire varie volte, partecipo con parecchio entusiasmo al neonato gruppo

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perché mi diverto un mondo a vedere come tutte queste signore, spesso disperate, provano ad uscire, rincuorandosi vicendevolmente,  da situazioni di impasse che durano da tempi immemorabili.

Una (Squitty), nessuna (voglia), centomila (cose da fare)

buioPrima o poi i momenti così arrivano, sono sempre arrivati e sempre arriveranno. È che, quando ci sono dentro e lo so che ci sono dentro, a me girano le palle. Sì, perché io sono una di quelle che, se non fa, si annoia, si deprime, si stanca oltre misura. Io ho bisogno delle mie attività, di tutte quante, possibilmente insieme, ben mixate nel corso della giornata.

Adesso, invece, ci sono sì, ma fanno solo casino, aggiungono semplicemente confusione, mi danno l’ansia. Più cose faccio e più penso che non ho voglia di farle, che ho voglia solo di starmene a dormire sotto il piumone, e mi domando perché mi vado ad infognare in questo modo, ché sarebbe bello aver un solo unico hobby e tutto il resto non serve a nulla.

23 gennaio 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (3/2014) - Il tavolo shabby chic

Durante l’estate scorsa, nella casa dalla persiane verdi, ci sono stati molti cambiamenti e tante novità. A differenza del primo anno, in cui l’attenzione si è focalizzata sulle cose essenziali, nel 2013 abbiamo potuto dedicarci anche ad abbellire gli ambienti, comprando qualche oggettino, recuperando vecchi mobili, cercando insomma di dare un aspetto confortevole a stanze che fino a quel momento erano state praticamente vuote e poco accoglienti.

Come ho già avuto occasione di dire (qui), tengo regolarmente d’occhio il sito Subito.it, perché le inserzioni di mobili usati sono davvero tantissime e, in particolare, c’è un giro notevole di mobili vecchi, quelli di un tempo, quelli che piacciono a me e con i quali ho intenzione di arredare la nostra casetta di campagna. I prezzi sono davvero abbordabili, almeno per quel che riguarda questo tipo di articoli.

22 gennaio 2014

Tappi da ricordare

L’anno scorso alla scuola materna del Pripi è stata presentata questa importante iniziativa

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17 gennaio 2014

APPUNTI DI CUCITO - Come piegare il tessuto; il drittofilo

Dopo la bagnatura il tessuto è pronto.

È importante capire che il tessuto deve essere piegato, prima del taglio, in un modo ben preciso, che varia naturalmente a seconda del capo che vogliamo confezionare.
 
Ciò per evitare: lo spreco inutile del tessuto e la direzione sbagliata dello stesso.

16 gennaio 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (02/2014) - Il Museo del Giocattolo e del Bambino di Santo Stefano Lodigiano

Avrò piacere di conoscerla personalmente. Paolo Franzini.

Ecco, una risposta così, letta di corsa fra una valigia e l'altra, non poteva che mettermi di buon umore. Sì, perché – scusate - quante mail si mandano per chiedere informazioni (ad uffici, a negozi, a privati, a musei come in questo caso) e quante volte si ricevono risposte così garbate, così d’altri tempi?

Con questo non voglio certo dire che, in genere, non ti vengano fornite le informazioni  richieste, per carità, e neppure che chi scrive sia maleducato,  è semplicemente che a nessuno, al giorno d’oggi, verrebbe in mente di andare oltre le due righe sintetiche o di fare accenni così personali.

Il contatto umano insomma! Che poi lo scrivente fosse - l'ho scoperto dopo - la gentile signora Luisa é poco importante in fondo, non trovate? Sì, perché il signor Paolo di dimestichezza con il pc ne ha poca, anche questo ovviamente l'ho saputo poi. Ma che l'abbia scritto lui o lei, il concetto di base non cambia: tu visitatore che arrivi da lontano non sei solo un numero, sei una persona. E noi ti aspettiamo.

Infatti stava passeggiando proprio fuori dal cancello della vecchia stazione di posta il signor Paolo, quando siamo arrivati, e pareva un signore qualunque nel giardino di casa sua. Di sicuro aveva appena aperto, perché alle 14.35 precise avevamo lasciato il camper nel piazzale del piccolo borgo padano per raggiungere l'entrata del museo.

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15 gennaio 2014

Le tende provenzali

Ho sempre detestato il rosa e questa agli occhi di mio figlio è una specie di eresia, visto che – nella sua testa di bambino – la distinzione fra azzurro e rosa ha una sua ragion d’essere: perché non ti piace il rosa? tu sei una femmina. Che ci devo fare? Sono una femmina e non mi piace il rosa.

In linea generale non mi piacciono neppure i motivi floreali usati in arredamento, anche se in questo non sono così drastica, arrivo a fare delle eccezioni.

Tutto ciò premesso, potrete ben capire lo sconcerto di mio marito, quando, nella primavera scorsa, gli comunicai molto tranquillamente di aver trovato il tessuto perfetto per le tende del salottino della casa dalle persiane verdi. Feci la telefonata direttamente dal negozio per prepararlo al drastico cambiamento, visto che l’idea iniziale era completamente diversa. Pur avendo di solito carta bianca in questo tipo di scelte, ché i nostri gusti in fatto di arredamento sono ormai talmente identici che non occorre neppure il consulto, quella volta preferii avvisarlo. Qualche dubbio sulla mia sanità mentale probabilmente gli venne, ma non fece obbiezioni. Così me ne tornai a casa, letteralmente gongolante, con 5/6 metri di tessuto provenzale con roselline rosa antico.

Non è delizioso?

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Per tutta una serie di motivi non riuscii a metterci mano fino all’estate e non so quanto questa sia stata una bella idea, visto che tagliare una stoffa così lunga in un micro salotto di campagna non fu esattamente agevole. D’altra parte l’essere sul posto mi permise di prendere meglio le misure, evitando errori.

Quando faccio lavori del genere, nonostante molti anni di cucito alle spalle, mi rimane sempre il sacro terrore del taglio, specie se la stoffa è di buona qualità e così, anche quella volta, presi le misure almeno una decina di volte. Fra il resto avevo cominciato l’operazione con un Pripi che, in linea teorica, avrebbe dovuto starsene lì vicino a giocare con il Lego, ma in pratica, aveva pensato di dedicarsi ad attività molto meno tranquille, rendendo vano ogni mio tentativo di concentrarmi.

Mi ritrovai così, nei giorni seguenti, ad alzarmi all’alba per poter avere il silenzio necessario per un  lavoro del genere.

Queste le fasi della lavorazione.

Ho piegato la stoffa su tutta la lunghezza del tessuto e l’ho fissata con degli spilli e poi l’ho ripiegata su se stessa, fissandola con una cucitura.

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Ho preparato successivamente l’orlo superiore, che ho tenuto piuttosto alto, in modo che, applicando la fettuccia per tenda, non si formasse lo scalino.

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Dopo averlo cucito ho preparato, con l’aiuto di calcolatrice e di ferro da stiro, tutte le pieghe, operazione che – come al solito – ho dovuto ripetere almeno un paio di volte (al primo colpo non mi vengono mai!).

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Le ho, quindi, fissate con tre cuciture; la prima vicino all’orlo, la seconda all’estremità opposta, la terza esattamente in centro fra le due.

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Sono passata poi ad applicare la fettuccia per tenda.

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Ho appeso la tenda per segnare con precisione il punto dove tagliare, metodo che ho usato anche qui. Il tessuto rimanente sarebbe servito per la tenda della seconda finestra e per i cuscini del divano.

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Segnato il punto esatto con degli spilli, ho trasferito la tenda sul tavolo e ho evidenziato con una matita la linea lungo la quale tagliare. Per essere sicura di non sbagliare, ho preso come riferimento una delle roselline del tessuto che si ripeteva ovviamente lungo tutta l’altezza dello stesso.

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Per dare importanza alla tenda, ho cucito un orlo di 10 cm, anche se, a dirla tutta, mi sarebbe piaciuto ancora più  alto, ma non volevo correre il rischio di non avere stoffa a sufficienza.

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Queste sono le due tende terminate, ma non completamente.

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Devo dire che, per un periodo molto più lungo del necessario, ho lasciato le tende esattamente così: come vedete sono fermate al centro, soluzione provvisoria in attesa di comprare il gancio per fissarle lateralmente al muro. Tutto sommato la soluzione centrale non mi dispiaceva neppure e dunque ho valutato l’opzione. Mettere un gancio sarebbe stato lavoro da poco, quindi non c’era davvero urgenza.

Dopo qualche tempo, però, l’ingombro delle tende davanti alla finestra, mi era sembrato eccessivo, soprattutto una soluzione di questo tipo sarebbe stata più carina con una tessuto semitrasparente, come si vede spesso in molte case. Sono tornata, quindi, all’idea originale.

Così, cuciti i ferma tenda, ho attaccato un anello sufficientemente grande da reggere il peso di un tessuto abbastanza grosso. Avrei preferito una finitura brunita, piuttosto che ottonata, ma ho dovuto abbinarli alle maniglie delle porte (che, vabbé, non sono una meraviglia, ma per il momento resteranno quelli).

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Ed ecco la versione definitiva delle tende.

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Secondo voi è meglio la versione uno o la versione due?


Aggiornamento del 10 agosto 2017

Questo post partecipa a

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13 gennaio 2014

Squitty dentro l’asilo

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Ok, è una follia. Lo so già.
 
Però è un progetto a cui credo molto. Venite a dare un’occhiata.
 
E voi, gente di Trento, datemi una mano a diffondere la buona novella!
E’ per una buona causa!
 
AGGIORNAMENTO Il blog è stato eliminato, come si legge qui.

Da porta attrezzi a porta asciugamani

Penso di averlo sempre visto quel porta attrezzi in giro per casa. Non so se fosse di mio papà o se fosse uno di quegli oggetti che arrivano da un passato lontano e che poi, inevitabilmente, diventano nostri, anche se nostri propriamente non lo sono mai stati.

Ho cominciato a considerarlo più o meno 16/17 anni fa, quando, ristrutturando casa, l’avevo trovato in cantina. Avevo deciso di recuperarlo per farne un porta mollette da mettere ovviamente nella mia lavanderia e, per questo motivo, era stato dipinto di giallo, non con una vernice coprente, ma con quei colori che lasciano intravvedere le venature. L’avevo pure rivestito internamente con una carta adesiva molto allegra, la stessa che avevo messo dentro la panchetta gialla.

9 gennaio 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (01/2014) - Calamari ripieni

Benvenuti al primo appuntamento con Un tè dentro l’armadio!

Sono un pochino emozionata, lo ammetto, perché questa volta sono io ad ospitare voi e, dunque, mi piacerebbe vi sentiste davvero a vostro agio qui con me e con le altre amiche che parteciperanno.

Oggi parliamo di cucina!

La ricetta che vi lascio non è mia, ma del mio pescivendolo. Non è la prima volta, che questo signore (e la sua moglie/compagna/collega/boh) mi dà consigli su come cucinare il pesce. Del resto se non lo sa fare lui, che il pesce ce lo porta freschissimo ogni giovedì al mercato e che ha avuto pure una gastronomia, non lo so fare certo io, ché noi gente di (quasi)montagna il pesce di solito lo prepariamo poco e male.

8 gennaio 2014

Il tavolino del bagno

Fra gli oggetti recuperati nella nostra casa dalle persiane verdi c’è un grazioso tavolino a due piani, originariamente collocato nella terrificante camera matrimoniale degli ex proprietari. Posto vicino al letto, fungeva forse da comodino, ma sono convinta fosse arrivato lì casualmente e avesse in precedenza tutt’altra funzione.

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7 gennaio 2014

Un momento di relax

Non era partita molto bene come gita, perché il Pripi proprio non ne voleva sapere e, anzi, aveva fatto di tutto per non muoversi da casa. Le motivazioni, però, non erano motivazioni e, in quel fine settimana, avevamo già stabilito di fare una cosa per uno, tutti cioè dovevano essere accontentati.

Ormai la transumanza verso la città era avvenuta, la scuola era ricominciata e in valle ci si poteva andare solo nel weekend. E in due giorni e mezzo non è che si possano fare i miracoli.

3 gennaio 2014

L’album 2014

C’è un bellissimo libro di Winnie Pooh che, letto e riletto mille volte in questi anni, rimane sempre fra quelli più amati dal Pripi.

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E dentro il libro c’è una bella storia che parla di una giornata piovosa, in cui gli Amici del Bosco dei Cento Acri si annoiano parecchio, finché non nasce l’idea di creare un album dei giorni di sole.

2 gennaio 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO - Presentazione

09 disegno definitivo

Vi presento oggi la nuova iniziativa di Squitty dentro l’armadio, un’idea cui sto pensando già da un po’, ma che solo negli ultimi giorni ha preso davvero forma.

1 gennaio 2014

Benvenuto 2014

Eccolo qui, dunque, il Nuovo Anno.

Ce l’hanno consegnato qualche ora fa, tutto incartato, con un bel fiocco rosso. Ce l’hanno regalato fra botti, risate, conti alla rovescia, grandi mangiate e altrettanto pazzesche bevute. E’ arrivato mentre eravamo con gli amici, con i parenti, con gli amori di una vita oppure mentre stavamo già dormendo, perché, in fondo, ci importava poco del suo arrivo.

Al Nuovo Anno non interessa un fico secco cosa tu stia facendo, lui arriva comunque.