Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

31 dicembre 2013

I miei folletti

Per concludere la mia carrellata di creazioni natalizie (ve ne avrei mostrate molte di più, se non fosse stato per l’influenza), perché normalmente con il primo gennaio io comincio già ad essere insofferente verso qualsiasi oggetto mi ricordi il Natale, vi voglio presentare alcuni amici che ci fanno compagnia durante le Feste.

Inizialmente inventati per decorare l’albero di Natale, grazie anche al contributo del Pripi, hanno preferito sistemarsi in giro per la casa e dalle loro postazioni, neppure troppo defilate, ci osservano quotidianamente.

Che cosa mi è servito per realizzarli?

30 dicembre 2013

La mia tovaglia delle Feste

Una delle mie creazioni preferite, natalizie e non, è sicuramente la tovaglia di Natale, che conservo gelosamente e che uso con gioia, ma sempre con l’ansia che si rovini.

Capisco che non sia molto sensato, ma se penso a quanto tempo ci ho dedicato, qualsiasi cosa minacci la sua integrità viene guardato con sospetto. Infatti, dopo averla usata anche solo una volta, finisce direttamente in ammollo e poi in lavatrice, per evitare che qualche minuscola macchiolina mi sfugga e si fissi sul tessuto.

28 dicembre 2013

Feltro riciclato per gli addobbi di Natale

A chi non è capitato di usare il feltro per un motivo o per l’altro? Nonostante io non sia una fanatica del genere e debba ancora imparare a tagliarlo come si deve, riconosco che è un bellissimo materiale, che può dare vita ad oggetti fantastici.

Negli anni scorsi mi è capitato di usarlo per creare addobbi di Natale di vario tipo che, un po’ alla volta, vi vorrei pure mostrare.

Oggi, però, vorrei farvi vedere altri addobbi che ho realizzato l’anno scorso, utilizzando gli scarti di quelle lavorazioni. Scarti che più scarti non si può, minuscoli pezzetti che uno farebbe prima a buttare nel bidone. Ma io, quando si tratta di stoffe, sono davvero restia a gettare anche il più piccolo ritaglio: è più forte di me.

27 dicembre 2013

Alberelli di polistirolo

00. copyrightNonostante il Natale sia passato, siamo ancora in clima di festa e, per recuperare il troppo tempo perduto a causa della mia super influenza con annessi e connessi, ho deciso di mostrarvi comunque alcuni dei miei lavoretti natalizi.

L’anno scorso, decisa a smaltire il troppo materiale accumulato, ho creato di tutto e di più, inventando anche oggetti che non erano proprio previsti e che, in fondo, mi servivano anche poco, come gli alberelli qui a fianco.

26 dicembre 2013

Di influenza, di antibiotico-droga e di un Natale di emme

ANTIBIOTICO MERDACari lettori, sono tornata!

Mi siete mancati, mi è mancato il mio blog, mi è mancato scrivere, raccontarvi i preparativi per il Natale (che in verità non ci sono stati), mi è mancato leggere gli articoli delle mie amiche blogger, mi sono mancati i vostri commenti (anche se, ovviamente, non c’era nulla da commentare), mi è mancato commentare i vostri post (anche se qualche riga, fra un delirio e l’altro, l’ho pure lasciata, non mi ricordo dove però), mi sono mancati i gruppi di cucito su Facebook, mi sono mancati quelli creativi, quelli di maglia, di riciclo e tutti quelli cui sono iscritta.

25 dicembre 2013

17 dicembre 2013

Finalmente il mio presepe

Dopo una settimana di influenza pesante (ma quanto bastarde sono diventate le influenze?) sono qui a presentarvi il mio favoloso presepe. Sì, lo so, non è il massimo farsi i complimenti da soli, ma io ne sono davvero orgogliosa.

Avete già dato un’occhiata al pastore e alla sua pecorella? Se non l’avete fatto, vi consiglio di farlo, perché solo così potrete comprendere meglio il modo, in cui ho costruito il resto dei personaggi.

10 dicembre 2013

Il pastore e la pecorella - Un pezzo di presepe in trasferta alla scuola materna

L’anno scorso ho cominciato a fare il presepe. È stata una sorpresa anche per me, perché non era mai stato nelle mie intenzioni farne uno. Io amo l’albero in tutte le sue forme ed è così da sempre. Però quando mi sono resa conto che la produzione di addobbi doveva assolutamente fermarsi, perché in casa ci sono dei limiti di spazio e mio marito non può farsi venire un infarto, portando su per quattro piani alberi oltre una certa dimensione, ho indirizzato le mie velleità su altro.

Ma poi, dai, non è che sia stato chissà che sforzo. Per i bambini il presepe ha sempre un certo fascino e il Pripi si è dimostrato davvero contento di questa nuova iniziativa. Direi, anzi, che ha contribuito non poco, assieme al suo papà, alla realizzazione, perché sono stati loro a procurarmi i materiali adatti allo scopo.

8 dicembre 2013

La Corona dell’Avvento - Cinque consigli per non fare pasticci

Qualche giorno fa vi ho raccontato della mia ultima esperienza alla scuola materna del Pripi e vi ho accennato al fatto che stavo preparando una Corona dell’Avvento anche per noi. Visto che il lavoretto davanti ai bambini era stato molto semplice ed aveva richiesto poco tempo, mi pareva tutto sommato una buona idea.

Ma questa nuova decorazione natalizia, così come il Calendario, non era proprio prevista e la sua realizzazione, per quanto breve, mi ha scombinato un po’ i piani (doveva essere assolutamente pronta per la domenica) ed ho dovuto prepararla davvero di corsa.

6 dicembre 2013

L’orsetto e il riccio - Sergueï Kozlov

l'orsetto e il riccioA fine ottobre la Biblioteca Comunale di Trento ha messo in vendita più di diecimila volumi usati. Infatti, come accade ormai da una decina d’anni, a seguito della consueta revisione annuale, le pubblicazioni ritenute non più adeguate, vengono proposte a chi è interessato con il sistema del ribasso giornaliero e i prezzi sono davvero convenienti.

Se si è fortunati, se si ha la pazienza di cercare e se si ha voglia di passare una giornata compressi in una sala con decine e decine di altri lettori, è un buon modo per portarsi a casa una bella scorta di libri e libretti spendendo, l’ultimo giorno, solo 1 euro a libro, indipendentemente dalla tipologia dello stesso.

APPUNTI DI CUCITO - Le asole

Esistono tre tipi diversi di asola:
  1. asola a macchina
  2. asola a mano
  3. asola volante
L’asola va sempre fatta con il tessuto doppio; è di pochi millimetri più larga del diametro del bottone.

APPUNTI DI CUCITO - Gancetti, ganci per gonna, bottoni automatici, alamari

Attaccatura di gancetti
 
I gancetti sono composti da due elementi: uno ad uncino (maschio) e l’altro ad asola (femmina). Terminano ambedue con due anellini che servono per fissarli al tessuto.
 
La posizione varia secondo il tipo di allacciatura.
 
Quando i bordi devono combaciare, si deve cucire la femmina sul rovescio del tessuto, facendola sporgere leggermente, mentre il maschio resterà un poco all’interno.
 
01. gancetti 1
 
02. gancetti 2
 
Quando l’allacciatura è sovrapposta, si deve applicare il maschio sul rovescio del lato sovrastante, un po’ all’interno; la femmina, invece, va applicata sul diritto del bordo che rimane sotto.
 
La femmina può essere sostituita da una barretta di filo ricoperta a punto festone (= asola volante).
 
03. gancetti 3
 
Attaccatura di ganci per gonna
 
Nelle allacciature delle gonne si possono sostituire i normali gancetti con un solo grosso gancio.
 
Il gancio va fissato sia sui lati corti sia su quelli lunghi.
 
La femmina va attaccata sulla sinistra dell’apertura, con l’asola sporgente verso l’esterno; il maschio va applicato sulla destra, a filo della cerniera.
 
È una chiusura molto più resistente di quella dei gancetti.
 
04. ganci per gonna
 
Attaccatura di bottoni automatici
 
I bottoni automatici sono composti da due elementi di metallo, il maschio e la femmina, che, incontrandosi, combaciano perfettamente.
 
Sono particolarmente adatti per allacciature piatte e/o nascoste e che non devono essere sottoposte ad eccessivo sforzo.
 
Gli automatici devono essere cuciti su tessuto doppio rinforzato: il maschio all’interno della parte sovrastante dell’allacciatura e la femmina sulla parte sottostante.
 
L’ago va passato più volte nei singoli buchi, finché vengono completamente ricoperti dal filo.
 
Nei capi eleganti si usa, di solito, ricoprire l’automatico con un disco di fodera in tinta con il tessuto. Nella parte maschio si deva forzare la fodera fino a perforarla.
 
05. bottoni automatici
 
Attaccatura di un alamaro
 
Per applicare l’alamaro, usare dei punti nascosti tutto intorno.
 
06. alamaro

5 dicembre 2013

Il mio Calendario dell’Avvento

08. copyright

La realizzazione di questo Calendario dell’Avvento risale ad almeno quindici anni fa, ad un periodo in cui il mio hobby preferito, per non dire l’unico, era il ricamo a punto croce.

Ci sono talmente affezionata, che non ho mai pensato di sostituirlo e proprio perché lo usiamo ancora con gioia, divertendoci a spostare il bottoncino rosso da un giorno all’altro, non avevo mai, fino a quest’anno, preso in considerazione l’idea di crearne uno apposito per il Pripi, uno di quelli che ai bambini piacciono tanto, con le finestrelle che si aprono e che contengono tante piccole sorprese.

3 dicembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il gioco degli addobbi preferiti

Ci vuole un albero di Natale.

Poi ci vuole un porta albero di Natale.

Dopo ci vogliono le lucette.

Dopo bisogna avere il puntale.

Dopo ci vogliono degli addobbi.

Adesso ci vogliono tutte le cose da mettere in giro per la casa.

E dopo devi … puoi giocare a scegliere l'addobbino che ti piace di più.

Si può giocare solo in tre: me, Cipi Cipi e Piri Piri.

Cipi Cipi è un uccellino e Piri Piri sono le due formichine.

2 dicembre 2013

Puntabile e dintorni

11) puntabile e dintorniPer quelli che, come me, amano creare, il periodo natalizio rappresenta un momento davvero magico. La casa diventa un vero laboratorio e si lavora in ogni minuto libero, perché il conto alla rovescia - che a casa mia comincia tradizionalmente il primo dicembre - non si ferma. Ventiquattro giorni passano alla velocità della luce e i nuovi addobbi non vedono l'ora di venire alla luce e di aggiungersi a quelli degli anni precedenti.

Ogni anno mi riprometto di limitare la produzione, ma l'occasione è troppo ghiotta e inevitabilmente all'Epifania mi ritrovo a recuperare altre scatole per ospitare i nuovi nati. Il problema è che, dopo circa vent'anni di lavoretti, risulta piuttosto difficoltoso trovare in casa angoli liberi da decorare.

Al contrario le tecniche da sperimentare sono ancora molte e l'entusiasmo si rinnova ogni volta.

Il primo ad essere collocato al suo posto è, invariabilmente, il puntale dell'albero di Natale .... il puntabile del Pripi ... oggetto comune, non handmade, ma che ha un ruolo importante: con lui cominciano le danze.

E festa sia!

Dentro e attorno all’armadio - Organizzazione dei materiali

Alla Scuola di Cucito per Negati, allegro e utilissimo gruppo Facebook, mi trovo davvero bene, non c’è alcun dubbio. In una decina di giorni ho già imparato molte cose, ho chiacchierato con varie maniache del cucito, ho già avuto una disputa con la simpatica Donatella (che fra il resto mi deve ancora un caffè!), ho cercato di rendermi utile, dando qualche modesto consiglio, ho ammirato i lavori delle altre creative e ho pure sbirciato negli angoli del  cucito di alcune molto-poco-disordinate-signore!

Infatti, qualche giorno fa, Barbara ha proposto un divertente argomento che ha subito catturato l’attenzione e che ha dato vita ad un vivace scambio di opinioni: Qual é l'angolo del cucito più disordinato?  Sorvolando sul fatto che io non ho visto molto disordine sopra quel tavolo (ma è anche vero che le foto mostrano solo ciò che noi vogliamo mostrare e, quindi, per quel che ne sappiamo, la suddetta Barbara potrebbe avere alle spalle montagne di stoffe, scatole e scatoline mezze aperte, fili e ritagli sparsi sul pavimento e via discorrendo), mi è venuto spontaneo pensare al mio angolo del cucito!

1 dicembre 2013

Voglio anch’io un calendario dell’Avvento

Va bene, me la sono cercata: se oggi sono in coma (non più del solito in verità) è perché, a forza di ammirare le proposte bellissime di tutte la amiche creative sparse per la rete, mi è venuta la brillante idea di fare un Calendario dell’Avvento per il Pripi.

Non che ne servisse necessariamente uno, visto che usiamo da anni il mio adorato calendario ricamato (e non lo sostituirei per nulla al mondo), ma mi è piaciuta l’idea di fare una sorpresa fuori programma al mio bimbo. Peccato che il fuori programma è stato più impegnativo del previsto.

30 novembre 2013

La Corona dell’Avvento - Una nuova esperienza alla scuola materna

Chi ha già letto Il Pensiero Aristide - Rosanna Maggio e Stirare in allegria - La Filastrocca di Fine Anno dovrebbe avere già ben chiaro in testa che io adoro andare alla scuola materna del Pripi e partecipare in prima persona alle attività che vi vengono svolte.

È quindi facilmente comprensibile come, un paio di settimane fa, io mi sia buttata a pesce, quando una delle maestre mi ha chiesto Lei sarebbe disposta a … Sì, certo … Ma se non sa neppure che cosa Le volevo chiedere! … Va bene uguale, io ci sono! Perché, vedete, io sono così, se so già in partenza che mi divertirò e che, come in questo caso, mi posso rendere utile, raramente mi tiro indietro.

29 novembre 2013

APPUNTI DI CUCITO - I bottoni

Attaccare un bottone sembra una cosa banale, ma siamo sicuri di procedere nel modo corretto?
 
Il filo che tiene il bottone non deve mai passare dall’altra parte della stoffa, formando quel groviglio di fili che si vede normalmente e che è esteticamente poco bello. Sul rovescio della stoffa si deve vedere al massimo un puntino.
 
Si può usare:
  • normale filo da cucire doppio
  • seta speciale per occhielli
  • filofort n°16

Si parte sempre con un nodino oppure, meglio, con alcuni punti indietro, fissando la gugliata nel punto prestabilito. Il filo passa e ripassa più volte, entrando ed uscendo nello stesso punto.

Esistono tipi diversi tipi di bottone.
 
A) bottoni a 2/4 buchi che possono essere attaccati formando il collo oppure senza il collo
B) bottoni con il semicollo
C) bottoni con il collo
 
A1) Attaccatura di bottoni a 2/4 buchi formando il collo
 
Tenendo il bottone con una mano, usare l’indice di quest’ultima per dare ai punti la lunghezza desiderata del collo (o gambo).
 
01
 
Passare l’ago più volte dalla stoffa ai buchi del bottone, formando un fascio di fili ravvicinati alla base.
 
Avvolgere per alcune volte il filo attorno al fascio appena eseguito: si forma il gambo.
 
Fissare il filo sul rovescio, eseguendo qualche punto  oppure, dopo aver girato il filo attorno al gambo, passare con l’ago all’interno del gambo stesso, formare un’asola e saldare.
 
A2) Attaccatura di bottoni a 2/4 buchi senza collo
 
E’ consigliabile questo tipo di attaccatura, quando la funzione del bottone è prevalentemente di guarnizione. Si appoggia il bottone direttamente sulla stoffa.
 
A1 + A2) Come vanno attaccati i bottoni a 2/4 buchi
 
L’attaccatura di un bottone con 2 buchi è lineare: si passa prima in un buco poi nell’altro.
 
02
 
L’attaccatura di un bottone con 4 buchi varia a seconda dei gusti: può essere normale, a forma di quadrato, a forma di croce, a forma di fiore (quest’ultimo metodo si usa solo nelle camicie da donna).
 
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 03b
 
03c
 
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B) + C) Come vanno attaccati i bottoni con il semicollo e con il collo
 
Fissando sempre la gugliata nel punto prestabilito con un nodino o con alcuni punti indietro, si passa e ripassa l’ago più volte dalla stoffa al bottone, saldando subito.
 
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Attaccatura di bottoni con rinforzo
 
Nei capi non foderati o con certi tipi di tessuto (ad es. la pelle) è bene rinforzare il punto di attaccatura dei bottoni a 2/4 buchi con collo mediante un bottoncino più piccolo e di materiale diverso (ad es. madreperla). Esso verrà applicato sul rovescio della stoffa.
 
In alternativa si può applicare sul rovescio un quadratino di fodera o un pezzetto di passafino tenuto doppio in tinta con il tessuto.
 
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Attaccatura di bottoni gemelli
 
Unendo due bottoni si possono ottenere dei gemelli.
 
Unire i bottoni con un fascio di fili passati da un foro all’altro; il fascio sarà ricoperto a punto festone o a punto occhiello.
 
In alternativa si possono collegare i due bottoni con un piccolo passante dello stesso tessuto dell’indumento, preventivamente tagliato in drittofilo.
 
07

28 novembre 2013

Stirare in allegria - La filastrocca di fine anno

Ve la ricordate quella famosissima e vecchissima canzone di Umberto Tozzi che citava una donna che stira cantando? Beh, io quando stiro non canto (non mi pare il caso), quando stiro scrivo poesie. Non è un'abitudine, perché in verità è successo una sola volta, ma è stato un esperimento interessante. Quindi, rispondendo alla domanda di Carla E tu invece? Hai qualche trucco per alleggerire il lavoro che ti andrebbe di condividere con noi? (la trovate qui), vi racconto la mia esperienza.

Partiamo dal presupposto che stirare è alienante e non occorre che io mi dilunghi molto nell’analisi dei motivi, perché chi stira capisce subito cosa voglio dire. Non credo di conoscere nessuno nessuna che non abbia quotidianamente una catasta di panni da stirare (la mia attualmente è collocata in mezzo al salotto sopra l’asse da stiro, ché in lavanderia ormai neppure ci sta più): una presenza costante nella nostra vita, un’amica fedele, quasi una di famiglia.

26 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - La casa degli ombrelli

POSOLOGIA

COMPOSIZIONE: ogni casa degli ombrelli contiene varie stanze ricche di oggetti molto diversi fra loro, almeno un bambino e un genitore

FORMA E CONTENUTO: gioco da interno; ombrelli e cose varie

CATEGORIA GIOCOTERAPEUTICA: gioco per bambini

TITOLARE: Mammoccia & Pripi s.r.l

PRODOTTO, CONFEZIONATO, RILASCIATO DA: Squitty dentro l'armadio

24 novembre 2013

Il grembiule della scuola materna (riparazione)

Ci avrei scommesso che non sarebbe durato! Nel momento stesso in cui l’avevo comprato, avevo messo in preventivo la sua ricostruzione. Il Pripi è al terzo anno della scuola materna e io sono alla terza riparazione. Come lo devo dire che per aprire il grembiule non si deve tirare, ma si devono sfilare i bottoni ad uno ad uno con pazienza?

01. copyright

23 novembre 2013

APPUNTI DI CUCITO - Bagnare il tessuto

01Tutti i tessuti vanno bagnati tranne le fibre sintetiche al 100% (ad esempio le fodere).
 
Tessuti di lana o misti
 
Prendete un panno di cotone bagnato e ben strizzato e poggiatelo sopra il tessuto. Arrotolate, poi, i due tessuti assieme. Il rotolo che ne risulterà verrà sottoposto alla pressione di un oggetto pesante, affinché possa penetrare bene l’umidità. Dopo quattro o cinque ore il rotolo potrà essere disfatto e messo ad asciugare all’ombra. Prima che la stoffa si secchi troppo, stirare sul rovescio.

22 novembre 2013

La mia vendemmia

04. copyrightQuando pensi alla vendemmia, pensi a soleggiate giornate di inizio autunno, a colori caldi che attraversano tutte le sfumature del giallo e del rosso, a mani che lavorano frenetiche, ad antichi rituali che si ripetono di anno in anno.

C'è allegria nell'aria, Bacco si prepara per festeggiare il suo momento, gli uomini recuperano i tini, le donne pigiano l'uva danzando. Ve lo ricordate Il profumo del mosto selvatico? Ecco, una cosa del genere.

20 novembre 2013

Squitty dentro l’armadio è su Facebook

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Ma quanto mi sto divertendo con questo blog? E quante visite ho già ricevuto? Ma sono tantissime, sono sbalordita! Relativamente, si intende. Le mie statistiche non possono certo competere con quelle dei grandi blog e neppure vogliono farlo, ma mi pare che, in poco più di un mese di attività, il risultato raggiunto vada oltre le mie aspettative (ammesso che io avessi delle aspettative, cosa di cui non sono troppo sicura).

Visto, quindi, che dobbiamo festeggiare (perché voi festeggiate con me, giusto?), mi sono fatta un nuovo regalo: una pagina Facebook nuova di zecca. L’ho riempita con tutto quello che trovate anche qui, ma – per il momento – non mi pare ancora abbia un’anima. Non so, non la sento ancora mia. Però forse è presto, che dite?

Venitemi a trovare anche lì, vi aspetto numerosi!

19 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il Gioco dei Panini

02. copyrightGuardandoci da fuori sembriamo una normale famiglia di tre persone come ce ne sono tante: un papà, un mamma e un bambino. Ma, se venite a trovarci, scoprirete che a casa nostra non ci viviamo solo noi, ma siamo in tanti, tantissimi, molti più di quelli che immaginate. Davvero? Si certo.

Allo stesso modo, se ci osservate bene mentre siamo in giro, noterete accanto a noi la presenza di altri. Altri chi? … Beh, altri. Ad esempio i Panini. … I cosa? …  I Panini! … Ah! 

16 novembre 2013

Gerani di novembre

07 copyright

Ero convinta di trovare un disastro, di rivederli – dopo quasi un mese e mezzo d’assenza – come non li avevo lasciati, di scoprire che erano tutti morti stecchiti: seccati prima dalla mancanza di acqua, annegati poi dalle ultime copiose piogge, ma anche traumatizzati dall’arrivo del freddo.

E invece no, quella più sconvolta di tutti ero io, perché è ben vero che, a volte, la natura ti può sorprendere e, analizzando bene questo periodo dal punto di vista metereologico può essere che io mi sia preoccupata per nulla, ma è anche vero che siamo comunque in novembre e, di solito, a quest’ora, i gerani sono già belli rintanati nella loro casetta invernale. Soprattutto dalle nostre parti.

13 novembre 2013

APPUNTI DI CUCITO - Preparazione del tessuto

Prima di mettere in lavorazione il tessuto, è necessario pareggiare l’inizio e la fine dello stesso. Si piega la stoffa, facendo coincidere le due cimose.
 
Procediamo come segue:
  • controllare il diritto e il rovescio del tessuto
  • controllare la direzione del disegno
  • controllare il pelo
  • combaciare i quadri o le righe

APPUNTI DI CUCITO - Lunghezza del tessuto, altezza del tessuto, cimosa

La lunghezza del tessuto è la quantità di tessuto che chiediamo al venditore; è quella che viene tagliata.
 
Si definisce altezza del tessuto quella che è, in pratica, la sua larghezza. Nei tessuti per l’abbigliamento varia da tessuto a tessuto: 90 cm (seta), 120 cm (lana, cotone, alcantara), 140 cm (la più usata), 150/160 (stoffe per capispalla). Nei tessuti di arredamento l’altezza arriva fino a 3m. L’altezza del tessuto viene calcolata misurando da cimosa a cimosa.

12 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il Gran Premio dell’Oca

Capisco che chi, la settimana scorsa, sia entrato nel Labirinto di Carletto e Luigino ed abbia già incontrato il maiale parlante possa oggi, aspettandosi da un momento all’altro l’incontro surreale con un’oca su una Ferrari, cominciare a ritenermi squilibrata (e non solo assolutamente pazza come ha sottolineato Sabrina).

D’accordo, il titolo fa schifo, avete ragione, ma non me ne è venuto uno migliore (non è che, alle sei del mattino, io sia sempre così sveglia). Se, quindi, avete un qualche suggerimento o un’idea migliore, fatemelo pure sapere, io sono favorevole alle critiche costruttive. Non dimenticate, però, di coniugare il concetto di giro dell’oca con quello di Gran Premio di Formula Uno.

11 novembre 2013

APPUNTI DI CUCITO - Il tessuto

Una volta deciso il capo che vogliamo confezionare, ci rechiamo in negozio per comperare la stoffa necessaria.
 
La prima cosa che dobbiamo verificare, quando acquistiamo, è la qualità del tessuto; per aiutarci in questa scelta dobbiamo tenere presente che esistono dei marchi di qualità e sarebbe opportuno chiedere sempre al venditore di poterli vedere. Solo in questo modo siamo sicuri di spendere bene il nostro denaro.
 

10 novembre 2013

I “miei” tramezzini di carne

La ricetta che vi lascio oggi non è mia, magari lo fosse. È solamente la rielaborazione dei tramezzini di carne di Flavia. Dal suo sito ho rubato (letteralmente) moltissime idee e ogni volta il risultato è stato eccellente. Come in questo caso.

Ingredienti:

  • 600 g di carne macinata mista
  • 150 g di prosciutto cotto
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di prezzemolo
  • 2 cucchiai di formaggio grana
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 200 g di scamorza
  • 1 zucchina
  • 1 spicchio di aglio
  • olio q.b.

8 novembre 2013

Il pensiero Aristide - Rosanna Maggio

Oggi vi voglio parlare di una piccola grande storia: piccola, perché il libricino è davvero minuscolo, grande perché è un bellissimo racconto d’amicizia.

01.

5 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il Labirinto di Carletto e Luigino

00. copyright

Carletto e Luigino sono due fratellini e su questo non c’è alcun dubbio, perché si assomigliano molto. Il fatto che siano praticamente identici porterebbe ad un’unica ovvia conclusione: gemelli. Deduzione assolutamente errata, perché non lo sono affatto; sono uno la fotocopia dell’altro, ma non sono gemelli, ve lo garantisco.

A questo punto o state già chiudendo la pagina oppure vi state cavando gli occhi per vedere meglio la foto e trovare qualcosa che vi è sfuggito. Risparmiatevi la fatica, non c’è nulla da trovare. Io ci ho provato mille volte a capire chi sia Carletto e chi sia Luigino, perché anch’io ho qualche problemino nell’identificarli. Solamente il Pripi sa perfettamente chi sia l’uno e chi sia l’altro.

4 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Presentazione

02. logo-definitivo

Ci sono centinaia, migliaia, milioni di approdi: alcuni sicuri, altri un po’ meno, altri ancora dei veri covi di pirati e la navigazione, sia tu un capitano di lungo corso oppure un marinaio alle prime armi, non segue sempre una rotta precisa. A volte ti ritrovi dove non avresti voluto o dove non avresti previsto. Il caso.

APPUNTI DI CUCITO - La macchina da cucire

Ogni macchina da cucire, dalla più semplice alla più sofisticata, ha:
  • il regolatore di tensione
  • il selettore della larghezza del punto zig-zag
  • il selettore della lunghezza del punto
  • la leva o il tasto per andare indietro
  • la leva o il tasto per fare le asole

1 novembre 2013

‘Il piano infinito’ ovvero il giorno in cui ho incontrato Isabel Allende

Il seguito lo conosci già, perché lo abbiamo vissuto assieme. La sera in cui ci siamo conosciuti mi chiedesti di raccontarti la mia vita. È lunga, ti ho avvertito. Non importa, ho molto tempo, hai detto, senza sapere in che pasticcio ti mettevi con questo piano infinito.

01. copyright

Me ne stavo tranquillamente in  cucina quel giorno, non ricordo a fare cosa, è passato troppo tempo. La radio era stranamente accesa e, fatto ancora più insolito, era sintonizzata sul telegiornale locale. Generalmente non lo ascolto mai, perché me ne dimentico puntualmente e poi, diciamocela tutta, non mi serve ascoltarlo, visto che la mia mamma mi fa giornalmente il resoconto delle notizie più interessanti, esattamente come mio marito, che mi aggiorna sui fatti importanti, ben sapendo che altrimenti me ne perderei più della metà.

31 ottobre 2013

Risotto con zucca, provola e pinoli

A me Halloween non piace proprio per niente. E’ una festa che non sento, che non festeggio e che, per fortuna, non interessa neppure al Pripi, forse anche perché alla scuola materna (e meno male!) non viene neppure nominata. Quindi le uniche zucche che vedete a casa mia, per ora, sono solo quelle che finiscono in pentola.

Ma per non sottrarsi al clima festaiolo di questi giorni, vi lascio questa ricettina veloce veloce che mi sono inventata un paio di settimane fa.

29 ottobre 2013

APPUNTI DI CUCITO - Gli indispensabili

Oggi ho riaperto davvero i miei quaderni, proprio come avevo anticipato, e non vi nascondo che è stata una grande emozione. La prima pagina mi riporta al lontanissimo 1° ottobre 1998, giorno in cui ho frequentato la prima lezione alla scuola di taglio e cucito.
 
A quel tempo non sapevo quasi cosa fosse una macchina da cucire, sebbene ne possedessi una, ma la usavo così, come capitava. Se ripenso oggi a quei primi esperimenti, mi si rizzano i capelli in testa.

28 ottobre 2013

Quando da un calendario nascono le farfalle

01. copyright

La settimana scorsa il Pripi è tornato a casa con una coloratissima farfalla di carta fatta alla scuola materna. Non era opera sua – la mia era blu, però si è strappata – ma faceva parte di quei lavoretti che decoravano la sua aula nel precedente anno scolastico. Come d’abitudine, per far posto alle nuove decorazioni, erano stati tolti e scambiati fra i vari bambini.

La farfalla ha trovato subito una collocazione nella sua camera, giusto giusto sopra la porta d’ingresso, e non poteva essere altrimenti visto che il Pripi è in questo periodo praticamente scotch-dipendente e non resiste alla tentazione di appendere ogni singola cosa che gli capita sotto mano. I mobili, le porte, le finestre, il tetto – anche le persone a volte – sono come tante tavolozze da decorare e lui decora senza pietà.

25 ottobre 2013

I disegni arrabbiati - Italo Calvino

I disegni arrabbiatiAlla Fiera dell'Est per due soldi un topolino mio padre comprò …

Ve lo ricordate di certo quel piccolo roditore, ne sono sicura, abbastanza sfortunato da essere mangiato dal gatto, che fu poi morso dal cane. Ma anche il cane ebbe i suoi problemi vista la bastonata che si prese. E anche tutti gli altri che seguirono non poterono sottrarsi al loro destino. Tutti tranne il Signore che arrivò  alla fine, all'ultima  strofa, ripristinando il bene e chiudendo il cerchio.

24 ottobre 2013

Le Sorgenti delle Streghe

01. copyrightPronto? Sono io, come stai? ... Bene anche noi. Siamo appena tornati, siamo stati a trovare Curandina ... Come chi è? Ma, dai, la streghetta, l’amica di Emma ... Ma Emma il gufo naturalmente, ti devo proprio dire tutto? ... Ma come non esistono, ti pare che ti racconto una bugia? ... Ridi pure ... Giuro, siamo stati a casa sua ti dico ... No davvero, è un sentiero tranquillo … Sì che c’erano i bambini, ci siamo andati apposta … Paura? Certo che no, erano fuori di testa per la felicità … No, non ho mangiato pesante, nessun incubo... Ok, ho da fare anch'io, ciao.

Vabbè, continuo a sistemare le foto che é meglio... Dunque dove ero rimasta?

23 ottobre 2013

APPUNTI DI CUCITO - Benvenuto

- Benvenuta!  Accomodati, fai come se fossi a casa tua, se vuoi ci sono già altre amiche.
- Ma dove mi siedo?
- Sul divano, dove dovresti sederti?
- E i banchi?
- Non ce ne sono, mica è una scuola questa.
- Ma credevo...
- Beh, ti sei sbagliata.

21 ottobre 2013

Un portachiavi con la cerniera

16b. copyrightA volte mi capita di conservare dentro l'armadio oggetti che hanno una scarsissima probabilità di essere usati, almeno in tempi rapidi, e che hanno già vissuto una vita così lunga che pare davvero improbabile che possano viverne un'altra, nonostante io cerchi di offrire loro questa possibilità. È il caso di queste piccole cerniere che, già molti anni fa, ho staccato da un paio di guanti da sci ormai logori di mio marito.

17 ottobre 2013

È tutta colpa di Sarah ovvero come nasce un blog

sarahCerto che è tutta colpa di Sarah! Quindi se avete proteste da fare o se ritenete che di un nuovo blog non ci fosse davvero bisogno, prendetevela con lei.

Ovviamente non tutti sanno chi sia Sarah, mi pare evidente. Del resto fino a due anni fa neppure io lo sapevo. Sono arrivata al suo blog, Shabby Chic Interiors, cercando ispirazioni per arredare la mia casa dalle persiane verdi. Nonostante io usassi regolarmente il computer, non conoscevo neppure la differenza fra sito e blog, perché non mi ero mai messa a ragionare sulla differenza fra quelle che per me erano semplicemente pagine web.

11 ottobre 2013

Il pane in cassetta

Ma ve lo immaginate quanto sarebbe bello?

Svegliarsi in una fresca mattina di primavera con la rugiada che imperla l'erba del prato, il caffè che spande il suo aroma per tutta la casa e la marmellata di lamponi pronta da spalmare, il burro morbido al punto giusto e ... ecco è arrivato, meglio far presto.

In estate, con il sole già alto, è naturalmente tutto più semplice, non occorre nemmeno coprirsi troppo, la corsa sul viottolo è rallegrata da una moltitudine di fiori gialli e nonostante la temperatura più mite non vedi l'ora di rientrare.

9 ottobre 2013

Le avventure di Pinocchio - Carlo Collodi

01Questa volta la febbre del Pripi è arrivata proprio a fagiolo, non solo perché ci ha dato la scusa per bivaccare nel lettone fino alle nove del mattino, cosa che in queste giornate piovose di inizio autunno non é esattamente un grande sacrificio, ma anche perché, soprattutto, ci ha fornito l'occasione perfetta per buttarci in questa nuova avventura: la lettura di un vero libro.

Leggere non è certo una novità per noi, è un rito sacro, irrinunciabile, fa parte delle nostre giornate come mangiare, giocare o dormire. Solo che fino ad ora abbiamo sempre scelto storie brevi, che si potevano completare entro l'ora della nanna oppure al massimo il giorno seguente.

5 ottobre 2013

Una cucina d’altri tempi

01b. copyrightC'è una cucina dentro la cucina. Ed è una di quelle di una volta, di quelle dove ti senti subito a casa. Il profumo del pane cotto nel forno a legna si sparge e puoi immaginare il tavolo ancora sporco di farina dove è stato impastato.

Il centro di tutto è il grande focolare con il camino, dove pentole, padelle e tegami custodiscono sapori ormai dimenticati e i mestoli di metallo appesi in alto paiono tante sentinelle pronte a difenderli.

3 ottobre 2013

Un orologio personalizzato

18b. copyright

All’ultima festa della nonna (trasformata ormai in festa della famiglia, visto che la nonna di mio marito non c’è più da moltissimi anni) è stato organizzato un simpatico gioco a premi che ha coinvolto grandi e piccini. Ovviamente dei premi in palio non importava a nessuno, perché erano solo un pretesto per ridere, far confusione, aprire regali che non ti sarebbero mai serviti, vedere le facce di più di sessanta persone (la discendenza è davvero numerosa) con in mano cose assurde dall’origine spesso misteriosa.

26 settembre 2013

Il quaderno delle parole

01. copyrightOggi ho finalmente terminato un lavoro di quelli che lo devo assolutamente finire, perché se aspetto ancora un po’ rischio di combinare un guaio,  quei lavori cui tieni molto, ma che per le solite ragioni di tempo non cominci mai e continui a rimandare, perché è un lavoretto rapido e lo posso fare quando voglio.

L'idea non è mia, sinceramente non ci avevo mai pensato, ma di una mia amica che, qualche anno fa, mi raccontò di avere un quaderno sul quale annotava le parole più buffe o le frasi più divertenti dei suoi due figli. Ma che forte, lo faccio anch’io!

24 settembre 2013

Rock garden e dintorni (parte seconda)

(continua da qui)

23d. copyrightLasciar perdere va bene, ma fino ad un certo punto, perché si poteva anche rinunciare a togliere il tronco, ma di sicuro non si poteva lasciarlo così: o lo si valorizzava, mettendolo in evidenza (ma come?) oppure lo si nascondeva del tutto. Il giardino era ancora un ammasso non ben definito di materiale accantonato in modo disordinato e cominciai a guardarmi in giro alla ricerca di qualche ispirazione. Trovai così alcune pietre dai contorni poco definiti, dall’aspetto rustico e cominciai a fare alcune prove.

23 settembre 2013

Rock garden e dintorni (parte prima)

23c. copyrightUna delle cose più brutte, ma veramente brutte, che abbiamo trovato nella casetta di campagna è stata il grande albero.

Albero … beh, diciamo che tecnicamente lo era anche, essendo dotato di radici e di tronco, di rami e di foglie, ma definirlo così era proprio fargli un complimento.

Era un cipresso, ma mica di quelli che a Bólgheri alti e schietti  van da San Guido in duplice filar, perché io i cipressi del Carducci li ho visti (anzi mi son quasi fatta venire un infarto in quel lungo giro in bici sulle colline toscane ) e vi garantisco che non ci si avvicinava neanche volendo e che di alto e schietto c'era poco. Ma non assomigliava neppure ai cipressi panciuti del cimitero, che voglio dire, non ti fanno di certo impazzire, ma almeno svolgono un ruolo preciso e sono decorosi.

21 settembre 2013

Nuvole rosa

Avete mai pensato quante cose ci perdiamo quotidianamente nella nostra vita? Quante cose non facciamo, perché non possiamo, perché siamo impegnati con qualcosa di diverso, perché ci troviamo dall'altra parte del mondo, perché non ci interessano, perché non abbiamo coraggio di sperimentarle?

Un pensiero del genere, me ne rendo conto, è assolutamente assurdo, perché siamo solamente uomini con una sola vita a disposizione, una vita che comporta scelte precise, una selezione degli interessi, una lista delle priorità, doveri e tempi da rispettare.

16 settembre 2013

In Patagonia - Bruce Chatwin

In Patagonia

Ho appena terminato, o meglio, ho appena abbandonato uno dei libri più noiosi che io abbia mai letto. Ma non doveva essere un capolavoro e, come si legge sulla quarta di copertina, il libro simbolo di tutti i viaggi?

L’ho cominciato per curiosità, perché ce l’avevo già in casa, perché è noto per essere un libro di culto (e ogni tanto bisogna anche cimentarsi in letture che forse non sono proprio nelle nostre corde, ma fanno parte della patrimonio culturale mondiale).

Non ho mai letto libri di viaggio e, quindi, non sono la persona più adatta ad esprimere giudizi in materia, ma – caspita – se sono tutti così, non penso che ne leggerò altri.

Il libro parte bene, non c’è dubbio, con l’immagine del pezzettino di pelle di brontosauro conservata come una reliquia nella credenza della nonna. E la cosa ti acchiappa subito, te lo vedi proprio il ragazzino sognante davanti al mobiletto chiuso. Ma la verità, dopo molti anni, salta fuori e il brontosauro non è più tale e si trasforma in un milodonte o bradipo gigante. E questa è la prima bufala.

Purtroppo non è la sola, perché speravo, durante la mia vacanza al mare, di viaggiare e vedere la Patagonia attraverso gli occhi di uno che ci è stato, che l’ha vissuta e che ci ha pure scritto un libro (famoso oltretutto) e, invece, mi sono annoiata a morte. A dirla tutta mi sono anche addormentata con il libro in mano alcune volte, figuratevi.

Mi sono domandata più volte, se sono io che non arrivo a comprendere la grandezza del Signor Chatwin oppure questo libro è stato leggermente sopravvalutato. Mi sono consolata, leggendo su Anobii, che non sono la sola a pensarla così.

Il libro mi è parso slegato, con continue interruzioni (tutti questi aneddoti storici, queste leggende, questi riferimenti al folklore, ai banditi, ai personaggi più strani erano davvero necessari?) che distolgono l’attenzione da quello che il viaggiatore vede, sente, odora. Ma me la vuoi mostrare questa Patagonia, sì o no? Dove diavolo è il pathos?

L’unico personaggio che mi è piaciuto, che mi ha emozionato … oddio, parola grossa …  è stata Miss Starling un’inglese piccolina, agile, con corti capelli bianchi, polsi sottili e uno sguardo estremamente deciso. Colei che, per fuggire ad una vita monotona, aveva cominciato ad interessarsi ai cespugli fioriti del vivaio inglese in cui lavorava. Le piaceva immaginarseli liberi e selvatici, sulle montagne o nelle foreste, e nella sua immaginazione viaggiava nei luoghi segnati sui cartellini. Alla morte della madre era riuscita finalmente a scappare e a viaggiare. Aveva visto i pascoli sudafricani avvampare di fiori; e i gigli e i corbezzoli dell’Oregon; le pinete della Columbia Britannica; e la straordinaria flora selvatica dell’Australia Occidentale …… i giardini di ciliegi e i giardini Zen di Kyoto e i colori autunnali a Hokkaido.  Arrivata in Patagonia, aveva realizzato uno dei suoi sogni (Ho sempre desiderato coltivare un giardino nella Terra del Fuoco) e aveva ancora molti progetti in testa, perché aveva deciso di visitare il Nepal per vedere le azalee. Non è davvero mai troppo tardi, per realizzare i propri sogni.

Sono arrivata, stringendo i denti, fino a pagina 214; ho tentato per ben due volte di continuare e arrivare al traguardo finale (che sono poi una quarantina di pagine?); ho letto qualche recensione, perché detesto abbandonare i libri e volevo trovare una chiave di lettura più giusta per apprezzare il capolavoro.

Ma poi perché? Questo Chatwin è veramente odioso. Ma avete idea di quanti pranzi ha scroccato a girovagare in Patagonia?

 

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10 settembre 2013

Lettera a un bambino mai nato - Oriana Fallaci

02. Lettera a un bambino mai nato

Mi ricordo benissimo il momento in cui questo libro uscì: si parla dell’ormai lontanissimo 1975. Ero alle elementari e, dunque, non mi potevo rendere conto pienamente della portata dell’evento. Ma mi ricordo il gran parlare che se ne faceva, veniva nominato alla radio e alla televisione, era recensito sulle riviste. E, naturalmente, arrivò anche in casa nostra.

L’ho sempre visto nella libreria della mia mamma, con la copertina ormai scolorita, una vecchia edizione del Club Italiano dei Lettori, ma non mi era mai venuto in mente di leggerlo, mai l’avevo preso in mano, mai l’avevo considerato. Immagino che il suo colore grigio ormai sbiadito sia sempre stato un bel deterrente, perché, quando decido di leggere, vado spesso a istinto e un’edizione troppo seria, mi rendo conto, spesso mi blocca.

L’anno scorso, però, avevo letto Un uomo, anche quello da sempre sullo stesso scaffale, e ho finalmente conosciuto Oriana. Inutile dire che è stato amore sin dalle prime pagine. Così, prima delle ultime vacanze, sono andata senza esitazione a recuperare il grigio volume, attendendo con ansia la prima giornata di spiaggia per cominciarlo.

L’incipit è folgorante, è diretto, ti catapulta subito dentro il libro. Mi piacciono gli inizi di questo tipo. In poche righe l’autrice arriva al nocciolo della questione: e se nascere non ti piacesse?

Interessante prospettiva questa, chi l’ha detto che nascere sia automaticamente bello? La vita non è certo una passeggiata, non lo è per nessuno, è fatica, è dolore, ci sono pericoli in agguato.

L'elencazione martellante degli aspetti negativi dell'esistenza non mi pare, però, il riflesso della disillusione di questa donna, come ho letto su alcune recensioni; non riesco a vedervi odio per il mondo e per la vita. Colgo, invece, solo il grande amore per il bambino che si sta formando dentro di lei, l'innato istinto di protezione verso una creatura indifesa, la sua creatura.

E non ravviso, in questi continui avvertimenti, sottolineati da racconti di vita vissuta, negatività. No, davvero! Io vedo semplicemente un’analisi lucida e spietata della realtà. Questo è quello che ci aspetta, non siamo ipocriti, la vita è sacrificio, è una sfida continua. Certo poi, nella realtà delle cose, non tutti partono sulla stessa linea di partenza, questo non lo possiamo certo negare, ma anche le situazioni apparentemente più felici a volte nascondono drammi esistenziali non facilmente intuibili dall'esterno.

Quindi, piccolo, fai attenzione, stai in guardia fin da subito.

Siamo ben lontani dall'immagine sdolcinata della maternità, quella tutta rosa confetto delle riviste specializzate, quella di una pancia beatamente cullata su una sedia a dondolo, quella di bavaglini ricamati in atmosfera da Mulino Bianco.

Ma siamo ben lontani anche dall’assurdo terrorismo di certe mamme super esperte che, con un certo sadismo, enumerano a te che ti sei recentemente scoperta incinta, tutte le sfighe che ti possono capitare, cioè no, quelle che ti capiteranno sicuramente.

Noi qui ci troviamo di fronte ad una donna che prende atto della nuova realtà, tra normali sbalzi di umore, tra dubbi legittimi, tra paure più che comprensibili. Una donna realista che analizza fin da subito le conseguenze della sua scelta di portare avanti la gravidanza, i cambiamenti che ci saranno, nel suo corpo, nel suo lavoro, nella sua vita in generale.

Parliamoci chiaro, nessuna di noi è realmente preparata a questi cambiamenti, un conto sono le parole e un conto sono i fatti. Ti insegnano a fare così e così, a procedere secondo dogmi, a fare questo o quello, perché così si deve fare, ma le variabili sono tantissime, troppe, non ci sono certezze. Ogni gravidanza é diversa, non ci sono regole universali, strade giuste da seguire. La maternità é un qualcosa di talmente personale, anche se ci avvicina tutte, che ogni esperienza é una storia a sé.

Ho sempre creduto che il libro fosse autobiografico, ma ho recentemente letto che non è così, o almeno non si ha la certezza. Mi pare impossibile, però, che una donna che non si sia trovata realmente in questa situazione, che non abbia provato quelle emozioni e non abbia vissuto davvero quel dramma, possa scrivere un libro del genere. Certe cose o le vivi sulla tua pelle oppure non le capisci, anche se ti sforzi. Per questo sono contenta di non aver letto il libro prima di essere mamma, perché probabilmente non l’avrei apprezzato e compreso fino in fondo.

Mi sono trovata subito in sintonia con questa donna che, non senza porsi interrogativi, va dritta per la sua strada. Quando ho saputo di essere incinta sono scoppiata a ridere e, ridendo, sono andata avanti, facendo solo quello che avevo voglia di fare, soprattutto turandomi le orecchie per evitare il non richiesto bombardamento di consigli, pareri e norme da seguire. Ho anche sbagliato su certe cose, ovvio, mica sono la scienza infusa, ma ho vissuto serenamente, godendomi ogni istante della mia pancia. La situazione non è certo paragonabile: io ho un marito, lei è sola; io non lavoro, lei ha una carriera; lei mi pare piuttosto giovane, io non lo ero più tanto. Ma l'ho sentita molto vicina, comunque.

Ho trovato geniale il sogno-processo in cui i vari personaggi presenti, i giudici, non sono altro che la metafora dei diversi punti di vista sulla vicenda. Si alternano sugli scranni con ritmo incalzante un medico all'antica, una dottoressa moderna, il commendatore (cioè il datore di lavoro), l’amica, il padre del bambino, i genitori. Tutti dicono la loro, tutti hanno la loro verità, tutti difendono con veemenza la propria opinione.

Ma questa donna, in definitiva, è da assolvere o da condannare? È stata sfortunata in quel viaggio in macchina oppure è stata incosciente ed egoista? È stata tutto sommato sollevata dalla perdita del bambino, una scocciatura in meno, oppure il suo dolore é stato immenso?

La risposta la dà lo stesso bambino, che parla nel sogno con voce di adulto: ciascuno di loro ha detto una verità, e tu lo sai: me lo hai insegnato tu che la verità è fatta di molte verità differenti. Sono nel giusto coloro che ti hanno accusato e coloro che ti hanno difeso, coloro che ti hanno assolto e coloro che ti hanno condannato. Però quei giudizi non contano. Tuo padre e tua madre hanno ragione a rispondere che non si può entrare nell’anima altrui.

Un inno alla vita questo libro, nonostante il tragico epilogo.

Davvero imperdibile.

 

AGGIORNAMENTO DEL 28.07.2016

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1 settembre 2013

Pasta fredda con salsa di yoghurt

15 copyright ridotta per titoloQuella che vi regalo questa mattina è la reinterpretazione di una ricetta che da anni si trova nei miei raccoglitori di cucina e che si intitola Sedanini al salmone. Purtroppo mi è impossibile citare la fonte esatta, perché il semplice ritaglio di giornale non riporta più il titolo della rivista da cui l’avevo ritagliata.

Fra gli ingredienti si trovano il salmone affumicato, i gamberetti, il sedano, lo yoghurt e la senape. Un accostamento insolito, ma che normalmente piace molto.